Eruzione Stromboli, intervista all’esperto: Piergiorgio Scarlato (Ingv) ai microfoni di MeteoWeb

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foto d'archivio

Sta suscitando molto interesse, anche a livello dei TG nazionali, l’attività eruttiva sviluppata dallo Stromboli negli ultimi 2-3 giorni. Per capirne di più, il geologo Giampiero Petrucci ne parla con Piergiorgio Scarlato, Primo Ricercatore dell’INGV, Responsabile dei Laboratori di Geofisica e Vulcanologia dell’INGV di Roma e membro del Comitato Operativo Nazionale Protezione Civile.

Dott. Scarlato, che tipo di vulcano è lo Stromboli?

Un vulcano la cui attività è ben nota e talmente caratteristica da essere presa come riferimento a livello mondiale. Si definisce infatti stromboliana l’attività con emissione intermittente di lava di tipo basaltico intervallata ad esplosioni di energia in genere debole, della durata da pochi minuti a qualche decina di minuti

Quale è la caratteristica essenziale di queste esplosioni?

Che non sono costanti, nel tempo e nell’energia. La loro intensità dipende dal contenuto in acqua e dalle modalità di risalita del magma. Quando il tempo di risalita è particolarmente veloce, l’acqua in soluzione all’interno del magma non riesce a “volare via” e vescicola cioè fa delle bolle. Il magma allora arriva in superficie con maggiore velocità ed energia, si frammenta ed i gas presenti, acqua compresa, provocano esplosioni più forti

Esiste una statistica sulle volte in cui questa energia esplosiva aumenta in un arco di tempo?

Una statistica vera e propria, per quello che può valere in un simile contesto, non esiste. Diciamo che un paio di volte all’anno l’attività è più energica. Più raramente, ogni 4-5 anni circa, le esplosioni raggiungono un livello ancora più forte, da noi definito “parossisma”, in cui sulla Sciara del Fuoco e fino al livello del mare possono cadere anche blocchi di roccia più grandi come accaduto nel 2003 e nel 2007. Ma per il momento adesso non è questo il caso che stiamo osservando in questi giorni

Ecco, appunto, adesso quale è la situazione?

Direi che per il momento si tratta di un’eruzione abbastanza normale, niente di particolare. Abbiamo una certa rialimentazione dal basso del condotto vulcanico ed un innalzamento del magma che tracima dal cratere, con esplosioni di energia limitata. Normale attività stromboliana che si accompagna a colate di lava lungo la Sciara del Fuoco

E le colonne di ceneri che si sono alzate più volte nel corso degli ultimi due giorni?

Anche queste rientrano nella normalità. Queste colonne si alzano essenzialmente per due motivi principali: o derivano direttamente dal magma che viene frammentato in piccole particelle nelle esplosioni oppure sono conseguenti al rotolamento dei blocchi lungo la Sciara del Fuoco. Se i blocchi e la lava arrivano in mare, si genera vapore e dunque ulteriori fumo e ceneri. Al momento è difficile stabilire quale di questi due fenomeni sia preponderante, probabilmente quello legato allo scivolamento dei blocchi

In base alla storia ed alla vostra esperienza si possono fare ipotesi sull’evolversi di questa eruzione?

No, direi che è molto difficile se non impossibile. Conosciamo bene lo Stromboli ma non è possibile sbilanciarsi nelle previsioni. Sappiamo che in passato ha generato morte e distruzione, come nel 1930 quando si verificò pure un piccolo tsunami, fenomeno ripetuto alla fine del 2002 a seguito di una frana sulla Sciara del Fuoco. Ma non è possibile prevedere cosa accadrà. Non è stimabile neppure la durata dell’eruzione perché è sempre molto variabile: nel 2002-2003 le colate laviche andarono avanti per 6-7 mesi, nel 2007 durarono una ventina di giorni. Queste situazioni sono sempre estremamente variabili. Prendiamo ad esempio questa stessa eruzione: non è iniziata adesso ma già a Natale si poteva notare un trabocco di lava che adesso è aumentato. Nessuno però può dire con certezza quando finirà

Credit: INGV

Ma possiamo controllare cosa accade in qualsiasi momento. Vero?

Sì. Lo Stromboli probabilmente è il vulcano che possiede il miglior monitoraggio al mondo. Nonostante la crisi, che abbiamo sentito anche noi, lavorano in tempo reale decine di strumenti: telecamere, stazioni sismiche, rilevatori geochimici, sensori per la valutazione delle deformazioni e quant’altro serve per garantire un’osservazione costante e continua

Dunque la popolazione può stare tranquilla. Tutto è sotto controllo?

Al momento sì, nessun allarmismo. Noi siamo più che preparati. Stiamo pensando proprio in queste ore, in via precauzionale, di organizzare a Stromboli un presidio stabile, sia con personale dell’INGV che della Protezione Civile, in modo da rafforzare il monitoraggio con altro personale sul posto in questo momento di variazione dello stile eruttivo del vulcano. Siamo ora in una fase di approccio e di valutazione dei fenomeni in corso, ma ben pronti, come sempre, ad affrontare situazioni di emergenza

Questo è vero. Negli ultimi trent’anni, diciamo dalla “forte scossa” (in tutti i sensi) fornita dai terremoti di Friuli ed Irpinia, si sono fatti enormi passi in avanti per la tutela del territorio e la gestione delle emergenze. Probabilmente siamo tra i migliori al mondo nella fase “post-disastro” ma forse c’è ancora da fare nella prevenzione. Lei che ne pensa?

Verissimo. Concordo con questa posizione. Non finiremo mai di fare prevenzione. Possiamo farla anche descrivendo i fenomeni e ricordando a tutti come si debba avere rispetto per natura e territorio. In particolare Stromboli rappresenta un’attrazione fortissima per molti turisti ma tutti, anche noi addetti ai lavori, devono ricordarsi che si tratta di un vulcano attivo le cui dinamiche possono cambiare repentinamente. Dunque massima attenzione.