
L’esteso fronte freddo che nella giornata di ieri ha attraversato gli Stati Uniti, da nord a sud, è riuscito a dispensare una intensa fase di maltempo in molti stati, soprattutto nel sud-est degli USA. Tale fronte freddo, annesso all‘ampia circolazione depressionaria in fase di sviluppo sopra la regione dei Grandi Laghi, si è generato lungo la linea di demarcazione fra le masse d’aria molto fredde e secche, in discesa dall’Artico canadese, con quelle molto più calde ed umide, in risalita dal golfo del Messico. L’aria fredda e pesante, proveniente da O-NO e NO, si è incuneata al di sotto delle masse d’aria piuttosto calde e umide, presenti lungo il settore pre-frontale della circolazione ciclonica, scalzandole rapidamente verso l’alto, tramite intensi moti ascensionali che hanno dato origine ad imponenti annuvolamenti cumuliformi. Salendo bruscamente verso l’alto l’aria calda e umida, di matrice sub-tropicale marittima, si è subito raffreddata, favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo contenuto, con la formazione di queste grandi nubi cumuliformi che hanno dato la stura a forti piogge, rovesci e temporali sparsi, con occasionali grandinate. Tali fenomeni sono stati ulteriormente enfatizzati dai forti contrasti termici, davvero molto accesi, fra l’aria calda e umida in risalita dal golfo del Messico, che ha portato una brusca scaldata su tutta l’East Coast USA, con le masse d’aria molto fredde e più secche, in discesa dal Canada centrale.

In seno all’esteso fronte freddo, che dal Michigan si è esteso fino all’Alabama e al nord della Florida, si è sviluppo una robusta “Squall Line frontale” che ha dato origine a fenomeni temporaleschi molto intensi, con colpi di vento, “downburst” e persino dei tornado, che hanno creato notevoli danni in diverse contee, specie fra Georgia e Alabama. Finora in almeno otto stati sono stati osservati dei “tornadoes” che hanno toccato terra, cagionando ingentissimi danni materiali a cascine, fattorie e anche in centri abitati e piccole cittadine. Almeno più di tredici, in totale, i tornado osservati e segnalati fra Missouri, Oklahoma, Arkansas, Mississippi, Illinois, Indiana, Tennessee e Georgia. Purtroppo si apprende che la furia delle forti raffiche di vento e dei tornado che hanno investito gli States hanno anche provocato la morte di due persone, accertate dalle autorità locali. Un uomo in Tennessee è stato ucciso a seguito della caduta di un grosso albero che si è schiantato su un capannone di stoccaggio che utilizzava come un rifugio per la tempesta.Una seconda vittima si è registrata a Adairsville, in Georgia, una piccola cittadina, a circa 60 km a nord di Atlanta. Adairsville è stata senza ombra di dubbio la località maggiormente colpita da questa severa ondata di maltempo. La cittadina, infatti, è stata attraversata da alcuni tornado che hanno distrutto diverse abitazioni e sollevato per aria diverse automobili parcheggiate ai bordi delle strade. Molti anche gli alberi sradicati o letteralmente strappati dal terreno durante il passaggio dei tornado.
Sarebbero più di cento 100 i veicoli rovesciati sulla Interstate 75 vicino all’uscita 306, che conduce fuori la piccola città della Georgia. Ma danni ingenti vengono segnalati alla periferia di Adairsville. Qui i danni sono ancora da quantificare ad infrastrutture e alle coltivazioni. Come si nota i danni sono davvero considerevoli, specie in Georgia, dove si è verificata la massima concentrazione di tornado in poche ore. Dal punto di vista sinottico l’origine di questa nuova “epidemia” di tornado, più tipica per la stagione primaverile che nel cuore dell’inverno, sia da attribuire allo scorrimento di un “Jet Streak” (massimi di velocità della “corrente a getto”) lungo il ramo ascendente della saccatura artica, davanti il fronte freddo avanzante. Il “getto” molto potente, scorrendo in modo quasi parallelo all’asse del fronte avanzante, ha impresso una notevole vorticità alle nubi temporalesche che si venivano a formare al traverso del fronte freddo nei bassi strati. In sostanza, l’inasprimento del “Wind Shear verticale”, indotto dal passaggio del ramo ascendente del “getto polare”, ha determinato intensi moti rotatori alle nubi temporalesche, al punto da favorire lo sviluppo di diversi tornado, con l‘innesco delle classiche “wall clouds“, che indicano l‘imminente nascita del tornado.
Il forte “getto polare”, che è transitato al di sopra del fronte freddo, nella cosiddetta area di massima instabilità atmosferica (li dove si concentra il “gradiente termico verticale” più forte), ha interagito con i sistemi temporaleschi multicellulari che si andavano a sviluppare fra Arkansas, Mississippi, Tennessee e Georgia, facendogli sviluppare uno spiccato moto rotatorio al loro interno, fenomeno tipico nelle grosse Supercelle temporalesche. Queste sono state le condizioni ideali per la formazione di numerosi tornado, alcuni anche di grosse dimensioni. Ora il fronte freddo in questione si è già spostato sull’Atlantico occidentale, dipanando l’aria fredda canadese fino agli stati sud-orientali, dove si è verificato un forte calo termico, dopo la brusca scaldata “primaverile” dei giorni scorsi. Le masse d’aria molto fredde nelle prossime ore, scorrendo sopra le più tiepide acque dei Grandi Laghi, potranno causare delle nevicate da “lakes effects”, quindi a sfogo di rovescio, fra il Michigan, il nord dell’Ohio, lo stato di New York e l’ovest della Pennsylvania, con risentimenti fino al West Virginia e al Kentucky.


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