Forte ondata di maltempo sul Mediterraneo orientale: piogge e temporali in arrivo su Israele, Libano e Siria

Una intensa ondata di maltempo, con piogge, rovesci e temporali, anche di forte intensità, sta per colpire duramente il bacino orientale del mar Mediterraneo e le coste dell’Asia minore, dove nei prossimi giorni arriveranno precipitazioni davvero abbondanti, capaci di causare locali allagamenti e piccole inondazioni. In particolare la parte settentrionale di Israele e le coste di Libano e Siria saranno le aree maggiormente coinvolte da questa ondata di maltempo, con apporti pluviometrici che potrebbero raggiungere localmente pure gli 80-100 mm nelle 24 ore. Come vi avevamo già preannunciato,  il notevole indebolimento dell’intensità del “getto polare”, in uscita dagli USA, indotto da un notevole abbassamento dei geopotenziali in quota fra i territori del Canada orientale e la Groenlandia, ha alimentato una ampia ondulazione anticiclonica sull’Atlantico orientale, che dalle latitudini sub-tropicali oceaniche si è distesa verso la Francia, le Isole Britanniche e il mar del Nord, con massimi di geopotenziale di oltre i 585 Dam isolati fra il Portogallo e la Spagna settentrionale.

L'ampia saccatura artica che affonda sul Mediterraneo orientale

Questa pulsazione dinamica dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa centro-occidentale e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo è stata favorita dall’approfondimento di una estesa circolazione depressionaria, a carattere freddo, sull’Atlantico nord-occidentale, nel tratto di oceano a sud della Groenlandia, con due aree depressionarie gemelle, una a sud-ovest dell’Islanda e l’altra in fase di approfondimento davanti le coste di Terranova. Ad est  di questa grande onda anticiclonica atlantica si è scavato un ampio asse di saccatura, visto il deciso rallentamento del “getto polare” in entrata dall’Atlantico, che dalle latitudini dell’Artico russo ha affondato le proprie radici fino al mar Egeo e alla Turchia occidentale, dove stanno affluendo correnti piuttosto fredde che scivolano direttamente dalle lande innevate della Lapponia e della Carelia. L’affondo di questa saccatura, di matrice artica, seguita da correnti piuttosto fredde che convogliano masse d’aria molto fredde dalla Lapponia e dalla Carelia fino al mar Egeo e alla Turchia occidentale, sta agevolando l’innesco di una intensa avvezione di vorticità positiva che accompagna l’isolamento di una giovane ciclogenesi secondaria sul Mediterraneo orientale, con un minimo barico al suolo sotto i 1004 hpa, posizionato nel tratto di mare a sud del golfo di Adalia.

Questa nuova circolazione depressionaria, ben alimentata lungo il suo bordo occidentale da un flusso di fredde correnti dai quadranti settentrionali che dalla Lapponia si muovono in direzione dell’Europa orientale, sfociando sul mar Egeo tramite una sostenuta ventilazione da N-NO e Nord, produrrà una intensa area d’instabilità “baroclina”, pronta a dare la stura a rovesci e temporali diffusi, con occasionali grandinate, fra le coste turche meridionali e quelle dell’Egitto settentrionale, in successivo spostamento verso la Siria, le coste del Libano, Israele e territori palestinesi, ove si attende una severa fase perturbata fra oggi e la giornata di domani. La notevole instabilità sarà accresciuta dai notevoli contrasti termici che si verranno a determinare fra l’aria piuttosto fredda continentalizzata, in discesa dalla Lapponia e dalle pianure della Russia europea, con le più tiepide e umide masse d’aria che scorrono sul basso Mediterraneo, con sostenuti, a tratti intensi, venti dai quadranti occidentali, che dal mar a sud di Creta spirano in direzione del mar di Levante, sino alle coste di Israele, Libano e Siria. In quota (a 500 hpa) l’asse di saccatura, ben premuto sia ad ovest che ad est da due differenti promontori anticiclonici dinamici, uno in fase di sviluppo sopra il Mediterraneo centrale e l’altro in formazione più ad est, fra il mar Caspio e il Kazakistan occidentale, isolerà una goccia fredda, con un nocciolo gelido di ben -40°C a 5100 metri che si collocherà sopra l’entroterra turco.

Si nota l'intensa attività convettiva sul Mediterraneo orientale

Questo nocciolo cosi gelido in alta quota contribuirà ad inasprire il “gradiente termico verticale” su tutta l’area, creando le condizioni ideali per lo scoppio di una profonda attività convettiva fra le coste turche e il mar di Levante, dove i notevolissimi divari termici fra l’aria molto fredda in quota che scorre al di sopra delle tiepide acque del mar di Levante attiverà forti correnti ascensionali, pronti a costruire intense “Cellule temporalesche” e veri e propri “Clusters”, con attività elettrica diffusa, che verranno spinti dalle intense correnti occidentali verso Israele, il Libano e la Siria. Lungo il settore meridionale e orientale di questa area depressionaria (pre-frontale) si attiverà un consistente flusso di masse d’aria molto instabili e umide, da SO e O-SO, che addosseranno una consistente nuvolosità per “stau” (sbarramento orografico) lungo i rilievi di Israele, Libano e Siria. Difatti, i rilievi presenti nel vicino retroterra, come quelli del Gebel Aansaryè nel sud della Siria o i monti libanesi, che superano i 3000 metri con l’Oornet es Saouda, costringeranno a sollevare verso l’alto l’umida ventilazione sud-occidentale proveniente dal mar di Levante, favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo contenuto in seno alle masse d’aria con la successiva formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi che daranno vita a rovesci e temporali fra il nord di Israele, le coste del Libano e della Siria, come sul vicino confine turco meridionale, da Samandagi fino al golfo di Iskenderun.

Queste aree, fra oggi e domani, saranno colpite da fenomeni anche intensi, con precipitazioni, nevose oltre i 1300 metri, che risulteranno molto abbondanti, specie nei settori sopravento di Libano e Siria. Ma rovesci e temporali, a carattere sparso, sotto la spinta delle forti correnti occidentali in quota che solcheranno il ramo più meridionale della saccatura, investiranno anche le coste della Cirenaica e quelle egiziane, inclusa la parte più settentrionale della penisola del Sinai, con sconfinamenti fino al sud di Israele e sui territori della Palestina. Purtroppo le precipitazioni non raggiungeranno le aree desertiche dell’entroterra egiziano, colpite da una pesante fase siccitosa che si protrae da oltre un anno. Alcune località, come la cittadina di Farafra, vicino il deserto bianco egiziano, non ricevono precipitazioni degne di nota da oltre due anni. Non è un caso se questa è stata una delle aree meno piovose del mondo in questi ultimi anni. Nella giornata di mercoledì la circolazione depressionaria, pur indebolendosi, si allontanerà verso l’entroterra turco sud-orientale, causando delle nevicate sparse fino a bassa quota su buona parte dell’altopiano Anatolico. Al contempo, il sistema frontale annesso, si muoverà in un letto di forti correnti occidentali verso il deserto Siriaco penetrando fin sull’Iraq. Qui produrrà delle piogge e dei rovesci che bagneranno l’Iraq centro-settentrionale e il versante occidentali dei monti Zagros, nell’Iran occidentale.