Le forti piogge e i violenti rovesci di pioggia legati al passaggio dei resti dell’ex ciclone “Oswald” hanno causato tragiche inondazioni nelle provincie meridionali dello stato del Queensland, nel nord-est dell’Australia. Difatti, la presenza di un anticiclone sub-tropicale di blocco posizionato davanti la Nuova Zelanda, ha costretto “Oswald” (o meglio quel che ne rimaneva) a scivolare verso sud, lungo il margine più occidentale del suddetto anticiclone, spingendolo fin sulle coste meridionali del Queensland. In pochissime ore le imponenti bande nuvolose cumuliformi che si sono sviluppate sopra le calde acque superficiali del mar dei Coralli, davanti la Gran Barriera Australiana, sono riuscite a scaricare una ingente quantitativo d’acqua che si è riversata sopra i terreni inariditi da mesi di siccità e fortemente vulnerati dagli incendi dei giorni scorsi, che hanno colpito in modo molto duro le province meridionali del Queensland.

Questi imponenti annuvolamenti temporaleschi, dopo essersi sviluppati a ridosso dell’area costiera, hanno potuto scaricare tutto il loro carico precipitativo sul Queensland meridionale. Basti pensare che in alcune località, nel Queensland centro-meridionale, in quasi 24 ore, si sarebbero accumulati oltre 300-350 mm di pioggia, un quantitativo davvero ingente che non poteva essere smaltito correttamente in cosi poco tempo. Ciò ha provocato l’ingrossamento e la rapida esondazione dei principali corsi d’acqua e bacini idrografici, che rompendo gli argini hanno inondato campagne e centri abitati, trascinando a valle di tutto, incluse carcasse d’auto e tronchi d’albero. Purtroppo, dalle cronache locali e da fonti di polizia, si apprende che a seguito delle gravi inondazioni ci sarebbero, almeno finora, ben tre morti accertati e alcuni dispersi. I forti rovesci di pioggia hanno allagato pure la città di Brisbane, la capitale del Queensland. Qui l’acqua ha sommerso soprattutto i quartieri centrali della più grande città dell’Australia nord-orientale. Ma sono ancora più significati i danni registrati nella città di Bundaberg, che si trova 385 chilometri a nord, interamente sommersa dalle acque limacciose scese dal vicino retroterra. Nel centro di Bundaberg ben 1.200 edifici sono stati inondati dall’acqua. Qui 18 persone sono state salvate dai tetti delle loro case grazie all’uso di elicotteri. Per molti si tratta della peggiore inondazione della sua storia. Sempre nel Queensland, allagamenti si sono verificati pure nelle città di Gladstone, Gympie e Ipswich, duramente colpite dalle intense precipitazioni convettive legate al passaggio dei resti di “Oswald”.
Anche in queste aree i terreni, inariditi da mesi di siccità e messi a dura prova dagli incendi delle ultime settimane, non hanno retto all’ingente carico precipitativo legato al passaggio dei resti dell’ex ciclone tropicale. Ma oltre alle piogge torrenziali, fino a 300 mm in 24 ore, la tempesta tropicale ha dispensato anche forti burrasche e mareggiate lungo le coste centro-meridionali del Queensland e in quelle più settentrionali del Nuove Galles del Sud, con venti a tratti anche tempestosi da E-NE e NE. Nella città di Brisbane, nella giornata di ieri, l’arrivo dei resti di “Oswald” è stato accompagnato da un sensibile rinforzo dei forti venti da E-NE e NE che hanno raggiunto un picco di ben 92 km/h alle 08:13 PM. Ma raffiche di vento molto forti, fino a 80-90 km/h, hanno interessato svariate località costiere del Queensland meridionale, dove si sono attivate anche possenti mareggiate, con onde alte più di 4-5 metri che sono andate a rompersi con grande impeto sugli esposti litorali.
Malgrado il “fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) non molto ampio, i forti venti da E-NE e NE che si sono attivati sul bordo meridionale della circolazione ciclonica tropicale sono stati in grado di sollevare un bel moto ondoso, con frangenti ben formati. Sempre a causa delle mareggiate chilometri di costa del Queensland meridionale sono stati invasi da una schiuma naturale, prodotta dall’intenso moto ondoso che è riuscito a smuovere per bene il fondale portando a galla, verso riva, una gran quantità di materia organica che è stata poi soffiata dal vento. Fenomeno non nuovo sulle coste australiane che attira ogni volta decine di persone che si fermano sulla spiaggia a fotografare e osservare la montagna di schiuma. Nelle prossime 24-36 ore i resti di “Oswald” si allontaneranno verso sud, spingendo intensi e umidi venti da E-NE e NE verso le coste più settentrionali del Nuovo Galles del Sud, pronti a apportare delle piogge e intensi rovesci nelle aree a nord di Sydney. Il maltempo, almeno per altre 48 ore, si concentrerà proprio sui territori del Nuovo Galles del Sud che si preparano a ricevere un abbondante quantitativo d’acqua, dopo le forti ondate di calore patite nei giorni scorsi, quando i termometri varcarono il muro dei +45°C +46°C. Insistendo per un paio di giorni a ridosso delle coste dello stato australiano del Nuovo Galles del Sud la depressione tropicale in questione riuscirà a richiamare intensi venti da E-NE e NE sul mar di Tasman, mentre più a nord, tra il mar dei Coralli e le coste di Papua Nuova Guinea, spirerà una sostenuta ventilazione da O-NO e NO, pronta a convogliare masse d’aria calde e molto umide, pronte ad accentuare l’attività convettiva fra le isole Salomone e Tuvalu, dove nei prossimi giorni si potranno sviluppare nuovi sistemi tropicali che evolveranno in depressioni o tempeste tropicali.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?