Il viaggio di ISON verso il Sole, la super-cometa che brillerà più della Luna piena

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La cometa di Halley

Lo scorso 21 Settembre 2012, due astronomi dilettanti russi, osservando in un telescopio di 0,4 metri, identificarono un puntino evanescente con un movimento unico. Le dimensioni, tuttavia, non consentivano l’identificazione dell’oggetto, ipotizzato come una possibile nuova cometa. La notte successiva, attraverso il telescopio dell’Osservatorio Maidanak in Uzbekistan, i due appassionati cercarono conferme, giunte successivamente da astronomi professionisti, che identificarono l’oggetto oltre l’orbita di Giove. Era davvero una cometa, tra la soddisfazione degli scopritori. Il bielorusso Vitali Nevski e il russo Artyom Novichonok, non sapevano però di aver scoperto una cometa che potrebbe diventare uno degli oggetti più luminosi del firmamento, e dare spettacolo nei cieli di tutto il mondo. L’oggetto, noto come C/2012 S1 ISON, proveniente dalla lontana nube di Oort, transiterà a soli 1,9 milioni di chilometri dal centro del Sole il prossimo 28 Novembre 2013. Nel suo viaggio verso la nostra stella, la cometa incontrerà una temperatura sempre più elevata, che le farà vaporizzare il ghiaccio contenuto nel suo interno, creando quella che potrebbe essere una coda spettacolare nel cielo notturno. Avvicinandosi al Sole, infatti, la cometa tenderà a riscaldarsi fino alla sublimazione dei suoi materiali più volatili, che andranno a circondarlo con una chioma di plasma che fornirà l’aspetto diffuso, sfumato. Se la quantità di gas e polveri dovesse essre sufficiente, si svilupperà la “coda”. Oltrepassare indenne questo passaggio, significherebbe raggiungere la magnitudine apparente -13/-15, e divenire più luminosa di Venere e della Luna piena. Potrebbe inoltre essere visualizzata anche in pieno giorno. Ison si renderebbe visibile quindi da Ottobre 2013 a Gennaio 2014, tenendo testa alla grande cometa osservata anche in pieno giorno nel 1680. Per rendere l’idea dello spettacolo che potremmo osservare, la bellissima cometa Hale Bopp del 1997, che diede spettacolo con la sua coda diffusa, raggiunse una magnitudine di -1; a quei tempi, soltanto tre anni dopo l’impatto della Shoemaker-Levy 9 su Giove,  molti camminavano con il naso all’insù, affascinati da questo oggetto fisso nel cielo. Sarà la cometa di Natale 2013, che ci ricorderà la tradizione della natività di Gesu Cristo (seppur i manoscritti biblici non facciano alcun riferimento ad una data in particolare).

Credit: Science / AAAS

Un passaggio ravvicinato nei pressi del Sole non è una semplice passeggiata per qualunque corpo celeste, per cui l’astro chiomato potrebbe anche subire una frammentazione del nucleo, o non riuscire a produrre una coda di particelle di ghiaccio visibile dalla Terra. Per questo motivo sarebbe più giusto utilizzare il condizionale, visto che si tratta comunque di una previsione futura, ossia la probabilità che un evento accada. La nube di Oort, area di provenienza della cometa, è una porzione di spazio ben oltre i confini del nostro Sistema Solare, e che rappresenta un vero e proprio deposito di queste vagabonde dello spazio. Le comete provenienti da questa lontana area, sono al loro primo viaggio nel sistema solare interno, per cui tutto il materiale ghiacciato ancora intatto potrebbe dissiparsi settimane o mesi prima di raggiungere la nostra stella. L’era spaziale, ci consentirà di osservare un’anteprima di ciò che potremmo osservare nei prossimi mesi; la cometa infatti, transiterà nei pressi di Marte tra Settembre ed Ottobre, dove il Mars Reconnaissance Orbiter, noto come Curiosity, sarà pronto per immortalarla. Sarà l’antipasto dello spettacolo di Natale.