Inquinamento record a Pechino, incendio nascosto da una spessa coltre di smog

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Per tre ore le fiamme hanno bruciato una fabbrica di mobili, in Cina orientale; ma la fitta coltre di smog che ricopre da diversi giorni ampi settori del Paese ha fatto si’ che nessuno si accorgesse di nulla. E’ accaduto nella provincia di Zhejiang, nella contea di Anji, e a darne notizia e’ stata l’agenzia ufficiale del Paese, la Xinhua, a conferma di un problema che il regime ha sempre tentato di sottodimensionare, ma che adesso sta diventando sempre piu’ allarmante. “A causa della fitta nebbia di smog che pervadeva l’aria al momento, i fumi e le fiamme iniziali prodotte dall’incendio non sono state notate dai residenti nella zona per circa tre ore”, ha dovuto ammettere l’agenzia. Quando i vigili del fuoco sono stati allertati, hanno dovuto lavorare per una decina d’ore prima di spegnere le fiamme ma non sono riusciti a salvare praticamente nulla dei 10mila metri quadrati della fabbrica.  L’inquinamento atmosferico, sempre molto alto in gran parte della Cina, ha raggiunto questa settimana livelli cosi’ pericolosi per la salute umana da sollevare un’ondata di critiche anche sui media ufficiali e ha obbligato il regime ad annunciare che prendera’ “misure attive” per “continuare a controllare” l’inquinamento dell’aria. Al momento di massimo picco, sabato scorso, le autorita’ di Pechino hanno dovuto ammettere che la presenza di polveri fini note come Pm2,5 -le particelle inquinati sufficientemente piccole da penetrare nei polmoni- avevano raggiunto i 993 microgrammi per metrocubo, quasi 40 volte in piu’ dei limiti di sicurezza stabiliti dall’Oms (l’Oraganizzazione Mondiale della Sanita’). I livelli di smog hanno scatenato la rabbia degli internauti, ma anche i media ufficiali hanno dedicato ampio spazio (e critiche) al problema. Il ‘China Daily’ ha scritto che l’inquinamento “puo’ rallentare l’economia” e l’agenzia Xinhua ha pubblicato un editoriale per ricordare che le autorita’ hanno promesso di costruire una “bella Cina”, ma “un Paese con il cielo marrone e l’aria pericolosa da respirare evidentemente non e’ bella”. Al culmine dei tre giorni di rilevazioni peggiori nella sua storia, Pechino lunedi’ ha chiuso temporaneamente piu’ di un centinaio tra fabbriche, impianti chimici e opere di costruzione. La fitta coltre di smog ha costretto a cancellare numerosi voli a Pechino ed e’ stata la causa anche di un maxi-tamponamento, sempre nella provincia dello Zhejiang: 20 le auto coinvolte e due le vittime. A registrare un netto peggioramento della qualita’ dell’aria negli ultimi giorni, non sono solo le province intorno alla capitale, nel nord-est del Paese, ma anche la parte orientale e centrale, come Jiangsu, Zhejiang, Anhui, Hebei e la municipalita’ di Shanghai. Secondo Greenpeace, solo nel 2012 gli alti livelli di smog hanno causato oltre 8.500 morti premature in varie delle principali citta’ del Paese, Pechino, Shanghai, Canton e Xian.