Inquinamento: smog e veleni, in Italia 12.000 morti ogni anno

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Seimila muoiono per lo smog. Altri 3 mila soccombono al radon, bestia nera dei veleni indoor, e altrettanti alle malattie da amianto che ancora tappezza migliaia di edifici. In Italia il bollettino dei caduti sotto i colpi dell’inquinamento conta circa 12 mila decessi all’anno. Una strage silenziosa che in tutto il mondo fa registrare oltre 1,3 milioni di vittime, tanti quanti i morti per Aids. A riaccendere i riflettori sul problema e’ il libro ‘Aria da morire’ (Dalai editore), firmato dalla giornalista Margherita Fronte e dall’ematologo Pier Mannuccio Mannucci, tra i piu’ noti medici internisti italiani, direttore scientifico dell’Irccs Policlinico di Milano e fondatore di Gruppo 2003, movimento di scienziati per la rinascita della ricerca in Italia, che proprio in questi giorni ha lanciato un appello – e 10 domande – ai candidati premier in lizza alle prossime elezioni politiche. “L’Organizzazione mondiale della sanita’ ha calcolato che le morti per inquinamento sono 1 milione e 340 mila all’anno, con un incremento del 16% dal 2004 al 2008”, sottolinea Mannucci in un’intervista all’Adnkronos Salute. Di questi decessi, “150 mila l’anno si verificano in Europa, 12 mila in Italia e 350 in Lombardia, di cui 200 soltanto a Milano. L’Italia settentrionale e’ particolarmente malmessa, la Lombardia e’ una delle regioni piu’ colpite e la citta’ di Milano soprattutto”. Ogni inverno lo sforamento dei livelli di smog e’ un ‘tormentone’ immancabile sulle pagine di cronaca, e stando ai sondaggi gli italiani ritengono Pm10 & Co. la minaccia principale per la loro salute. Eppure a uccidere la qualita’ dell’aria non ci sono solo le polveri sottili, ma anche sostanze d’uso quotidiano che si annidano tra le mura di casa, in auto, uffici e scuole, nonche’ in negozi, palestre e locali. Veleni ancora piu’ insidiosi perche’ poco conosciuti, ai quali e’ dedicata la seconda parte del libro. Gli autori analizzano le due facce dell’inquinamento ambientale, quella scientifica e quella politica, mettendo a confronto realta’ italiane ed europee. Per esempio la congestion charge di Londra e l’Area C di Milano, che proprio in questi giorni ha compiuto un anno di vita. Il legame tra inquinanti e malattie, dall’asma all’infarto, viene spiegato e dimostrato con i numeri. E ai lettori vengono dati consigli pratici su come difendersi nelle varie situazioni.
Ognuno di noi puo’ fare qualcosa per salvarsi il respiro. Dalla casa all’auto, da “usare il meno possibile soprattutto in citta'” perche’ “la concentrazione di inquinanti nell’abitacolo e’ solitamente maggiore di quella esterna”, scrivono gli autori. Una dritta anche agli sportivi: se si fa jogging “e’ preferibile correre col brutto tempo, magari quando ha appena smesso di piovere, perche’ la concentrazione di inquinanti nell’aria e’ piu’ bassa”. Occhio anche alle passeggiate con bebe’: “I bambini che ancora non camminano andrebbero portati nello zaino o nel marsupio, invece che nel passeggino”. In genere, spiega infatti Mannucci, “le polveri viaggiano rasoterra e anche stare un metro e mezzo piu’ in alto puo’ fare la differenza” per bronchi e polmoni. A tavola, poi, via libera a “pomodori, melograno, barbabietole, arance rosse, oltre a carote, mandarini e limoni, verdure a foglia”, i piu’ ricchi di antiossidanti. L’Oms indica che basta una variazione minima, pari a 10 microgrammi/metro cubo, dei livelli di Pm2,5 nell’aria per aumentare il rischio di mortalita’ generale del 6% e dell’8% il pericolo di tumore al polmone. Ma come uccide lo smog? “Contrariamente a quanto si crede – puntualizza Mannucci – sono le malattie cardiovascolari, e non quelle respiratorie, la prima causa di morte da inquinamento”. Infatti “le frazioni di polveri piu’ sottili, il cosiddetto black carbon, non arriva solo nei polmoni ma entra anche nel sangue, dove veicola tutti i veleni (metalli pesanti e materiali organici vari) che ha assorbito come fosse una spugna, e aumenta il rischio che si formino trombi”. Di smog, quindi, si muore soprattutto per infarto (+18% per ogni aumento di Pm2,5 pari a 10 microgrammi/metro cubo d’aria), ma anche di “aritmie, a causa di alterazioni al sistema simpatico che possono portare a morte improvvisa; di scompenso, di ictus, di malattie da trombosi venosa. In due terzi dei casi – calcola dunque il medico – i decessi da smog sono cardiovascolari e riguardano gli anziani. Mentre le malattie respiratorie, asma in particolare, colpiscono soprattutto i bambini”. In particolare, “tra i veleni dell’aria piu’ deleteri per la salute del respiro c’e’ l’ozono, il principale inquinante estivo responsabile di asma, bronchiti e polmoniti”.
Ma “nemmeno al chiuso si e’ al sicuro”, avvertono gli autori del libro. “L’inquinamento indoor e’ molto meno conosciuto di quello outdoor – osserva Mannucci – ma non e’ certo meno importante”, soprattutto perche’ ha a che fase con il cancro. “Nella maggior parte dei casi il rischio per la salute e’ di tipo oncologico”, evidenzia l’esperto. Il primo nemico indoor e’ il “radon, la piu’ diffusa delle sostanze radioattive, che dal sottosuolo tende ad accumularsi nelle case. Il radon e’ ubiquitario – avverte il medico – Si stima che il 10-15% di tutti i tumori al polmone sia causato proprio da questa sostanza” e “l’unica soluzione e’ ventilare spesso le case”. L’elenco dei veleni che rischiamo di trovarci come coinquilini e’ lungo, di legge in ‘Aria da morire’: c’e’ la “formaldeide onnipresente”, emanata da arredi per la casa (mobili di truciolato, tende, tappeti), prodotti per la pulizia della casa, smalti per unghie, addirittura computer e fotocopiatrici; c’e’ il benzene, sprigionato soprattutto dalle sigarette ma anche dai bastoncini di incenso, o il monossido di carbonio di caldaie e stufe. E ancora ci sono il naftalene di solventi e insetticidi; gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) liberati dalla combustione della legna, ma presenti anche nei cibi bruciacchiati; il tricloroetilene (la vecchia trielina), che rischiamo di trovare nei prodotti per il bricolage ed e’ cancerogeno nonche’ tossico per il sistema nervoso; il tetracloroetilene usato nel lavaggio a secco e infine le muffe “culla dell’asma”, o gli acari della polvere. Anche in questo caso il buon senso puo’ fare da ‘scudo’: non fumare nelle case, raccomandano per esempio gli esperti; leggere e seguire le istruzioni a corredo di tutti prodotti che compriamo, evitare ‘cocktail’ tra detersivi, tenere gli animali domestici fuori dalle camere da letto, aerare i locali almeno due volte al giorno, e aiutarsi anche scegliendo anche il ‘verde’ giusto. “Alcune piante da appartamento aiutano a ripulire l’aria dagli inquinanti, e in modo particolare dalla formaldeide. Sono dracena, aloe, clorofito, crisantemo, gerbera, giglio, peperomia, sansevieria e ficus”, si elenca nel libro. Gli autori non si sentono “Cassandre” e precisano: “I numeri non sono una sentenza definitiva di malattia e morte. Al contrario, nelle cifre c’e’ anche la soluzione del problema”. Incentivare il care sharing, cambiare il parco macchine favorendo la diffusione di auto elettriche e a metano, adottare tecnologie di riscaldamento ‘green’, ripensare strade e quartieri per citta’ sempre piu’ libere dai motori, sono alcune delle misure suggerite alle istituzioni. “Anche piccoli miglioramenti della qualita’ dell’aria possono portare benefici notevoli” e salvare tante vite.