Combattere l’inquinamento da mercurio e ridurre l’esposizione prenatale alla neurotossina metilmercurio (MeHg) potrebbe aiutare l’Unione Europea a risparmiare dieci mila milioni l’anno, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Environmental Health. Le stime suggeriscono che circa un milione e mezzo-due milioni di bambini europei nascono ogni anno con un’esposizione al metilmercurio sopra i limiti di sicurezza stabiliti di 0,58 microgrammi per grammo e duecentomila sopra il limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ di 2,5 microgrammi per grammo. Sebbene il mercurio sia rilasciato naturalmente nell’ambiente attraverso, ad esempio, le eruzioni vulcaniche e gli incendi boschivi, la maggior parte della diffusione del metallo inquinante e’ generata dai combustibili fossili. Le specie marine e d’acqua dolce bio-concentrano il metilmercurio e gli esseri umani finiscono per esserne esposti attraverso l’alimentazione. Il nuovo studio condotto da un team di ricercatori internazionali tra i quali Philippe Grandjean, docente di Environmental Health all’Harvard School of Public Health ha misurato l’impatto della MeHg sugli europei, analizzando i campioni di capelli di madri e bambini da diciassette paesi Ue. I dati hanno rivelato che 1.866.000 bambini nati in Europa risultano esposti al MeHg e 232 mila sono esposti a livelli seriamente pericolosi per la salute, circa cinque volte in piu’. I bambini piu’ esposti sono i portoghesi e gli spagnoli mentre all’ultimo posto della lista c’e’ l’Ungheria.
Inquinamento, Ue: “grossi benefici con la riduzione di mercurio”


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