La furia del vento “Isallobarico” si accanisce tra Spagna, Portogallo e Gibilterra: raffiche di 150 km/h in Galizia, 115 km/h a Tangeri

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Una violenta ondata di maltempo, con forti rovesci e venti molto impetuosi fino a 110-120 km/h, nella mattinata di ieri si è abbattuta fra il Portogallo e la Galizia, causando molti disagi, parecchi danni e purtroppo anche una vittima. Le forti piogge hanno creato molti allagamenti, ingrossando fiumi e torrenti, mentre sulle aree montuose interne si sono verificate autentiche tormente che hanno scaricato oltre mezzo metro di neve fresca in poche ore. Sulle montagne della Serra da Estrela il manto nevoso ha superato i 60-70 cm, con accumuli eolici localmente superiori al metro di spessore. La furibonda ondata di maltempo è stata prodotta dal rapido approfondimento di una giovane ciclogenesi atlantica, con annesso sistema frontale, che si è sviluppata a largo delle coste galiziane, a seguito di un affondo perturbato fin sull’atlantico portoghese, sopra un’area fortemente “baroclina”. L’invorticamento della profonda ciclogenesi è avvenuto lungo la linea di demarcazione fra le masse d’aria molto fredde, di lontana origine artica, in movimento retrogrado dalla Francia verso il golfo di Biscaglia con una intensa ventilazione da NE, e quelle molto più miti e umide provenienti dall’oceano Atlantico e in movimento verso il Portogallo meridionale, il golfo di Cadice e Gibilterra, tramite una forte ventilazione dai quadranti occidentali che ha originato intense burrasche fra l’area del vicino Atlantico, le coste portoghesi e l’area del golfo di Cadice.

L’interazione fra le differenti masse d’aria appena descritte, avvenuta a ridosso della Galizia e delle coste portoghesi settentrionali, ha fatto sprofondare la giovane ciclogenesi, la quale, avvicinandosi alle coste settentrionali lusitane, ha raggiunto un picco barico profondissimo di ben 969-968 hpa a livello del suolo. Ad Oporto, città che si è travata a una decina di chilometri dal minimo barico, alle 07:00 AM di ieri è stata misurata una pressione minima di ben 969 hpa, segno del passaggio ravvicinato dell’occhio ciclonico. Ancora più sorprendente è stato il rialzo barico, con la pressione che ha raggiunto i 1000 hpa alle 07:30 PM, dopo il minimo assoluto di 969 hpa della tarda mattinata. In mezza giornata su Oporto si è assistiti ad un rialzo barico di oltre i 30 hpa. Questo cambiamento repentino della pressione barometrica ha generato il vento “Isallobarico”, esso agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa.

Quando i cambiamenti del campo barico su una determinata regione diventano repentini , con brusche cadute di pressione subito seguite da rialzi barici altrettanto bruschi ed estesi si una vasta area geografica, allora ci troviamo dinnanzi alle condizioni ideali per l’insorgenza del potente e temuto vento “Isallobarico”. Di solito delle variazioni cosi brusche e repentine del campo barico su una determinata regione non possono che essere associate al rapido passaggio di una profondissima area ciclonica extratropicale che si muove con una velocità di spostamento largamente superiore a quella dei cicloni tradizionali se inserita in un letto di fortissime correnti occidentali o mediamente occidentali nella media troposfera (500 hpa). In simili situazioni su un’area piuttosto vasta, anche di oltre 500-1000 km, il campo barico può variare molto velocemente, costringendo cosi le masse d’aria a spostarsi il più rapidamente possibile dalle zone in cui la pressione aumenta repentinamente verso quelle zone dove la pressione scende altrettanto repentinamente.

I valori pressori cosi estremamente bassi hanno generato un rapido rafforzamento del “gradiente barico orizzontale”, con isobare circolari, strette e molto ravvicinate attorno al minimo barico centrale che hanno prodotto un sensibile rinforzo della ventilazione grazie all’introduzione della componente “Isallobarica”, con raffiche che hanno oltrepassato i 100-120 km/h nei punti meglio esposti della costa galiziana e in quella portoghese. Lungo il bordo occidentale e meridionale della circolazione ciclonica extratropicale, scesa fino a 968 hpa, l’infittimento delle isobare indotto dallo stesso processo ciclogenetico messo in moto dallo scorrimento di aria molto fredda a nord del minimo barico è stato talmente intenso da attivare vere e proprie tempeste di vento circoscritte fra il tratto di oceano antistante il Portogallo e la Galizia, quest’ultima sferzata da una impetuosa ventilazione settentrionale che ha lambito un picco estremo di ben 150 km/h sul promontorio di Cabo Fisterra, a circa 600 metri di altezza.

Ecco il profondo ciclone extratropicale sul nord del Portogallo

Nel corso della mattinata di ieri, quando il potente ciclone extratropicale è transitato con il suo minimo barico poco a nord della città di Oporto verso l’area montuosa del Tras-os-Montes, le forti burrasche da O-SO, Ovest e O-NO che si erano generate sul vicino Atlantico si sono sospinte sulle coste del Portogallo, con raffiche anche molto forti da Ovest e O-NO che hanno lambito picchi di ben 90-100 km/h, causando pure intense mareggiate. Durante la fase clou delle bufere di vento, innescate lungo il margine meridionale della profonda area depressionaria, li dove si sono concentrati i massimi di “gradiente barico orizzontale”, in alcune località costiere del Portogallo centro-meridionale si sono registrate folate che hanno raggiunto l’intensità di uragano di 1^ categoria. Su tutti spicca il dato della stazione di Jerez de Los Caballeros, poco a nord della capitale Lisbona, dove è stata archiviata una raffica di ben 138 km/h. Ma venti molto forti, stavolta più da N-NO, con punte fino a 105 km/h, hanno spazzato la città di Oporto, dove diversi alberi e cartelloni pubblicitari sono stati sradicati dalla furia eolica che ha fatto seguito al passaggio ciclonico. La bufera di vento e i rovesci hanno sferzato in pieno pure Lisbona, la più grande città del paese europeo. Nella capitale portoghese, già dalla prima mattinata di ieri, allorquando il ciclone oceanico si è spostato verso l’entroterra interno, sono arrivati venti molto forti da Ovest, poi ruotati più verso O-NO, da NO e N-NO nel pomeriggio, che hanno lambito i 91 km/h alle 09:00 AM. La pressione barometrica è sprofondata fino a 989 hpa, per risalire rapidamente sopra i 1007 hpa alle 11:30 PM. I forti venti occidentali, pilotati dal profondo vortice depressionario, hanno sospinto verso le coste lusitane vari nuclei precipitativi che hanno dato la stura a brevi piogge e veloci rovesci sparsi, polverizzati dal forte vento e resi quasi orizzontali.

Venti burrascosi dai quadranti occidentali, accompagnati da piogge e rovesci sparsi, hanno imperversato pure sull’Algarve fino all’area di Cadice, la Spagna sud-occidentale e lo Stretto di Gibilterra, con raffiche fino a 80-90 km/h fino alla serata successiva. I fortissimi venti occidentali, “canalizzandosi” all’interno dello Stretto di Gibilterra, hanno acquistato ulteriore velocità, divenendo a tratti anche tempestosi, con raffiche di oltre i 100 km/h su Gibilterra, mentre nell’estrema punta settentrionale marocchina, a Tangeri, è stata registrata una massima raffica di ben 114.8 km/h da O-SO. Le potenti burrasche hanno reso da molto agitato a grosso l’Atlantico portoghese e il tratto antistante Gibilterra, con lo sviluppo di onde ben formate che hanno raggiunto anche i 6.0-7.0 metri di altezza. Tali ondate si sono dirette verso la costa portoghese, il golfo di Cadice e le coste più settentrionali del Marocco, dando vita a possenti e rumorose mareggiate che andranno a scadere non prima della tarda mattinata odierna. Un imponente moto ondoso è riuscito ad incanalarsi fino all’imboccatura occidentale dello Stretto di Gibilterra, infrangendosi sulla punta di Tarifa e costringendo molte navi a rimanere ancorate sulla più riparata sponda mediterranea, in attesa del definitivo passaggio della tempesta. Ora il grosso del maltempo si sposta sulla Spagna, dove stanno già affluendo venti molto sostenuti, a tratti intensi, dai quadranti occidentali, pronti a propagarsi molto rapidamente verso la Spagna orientale e le coste mediterranee, con intense raffiche da Ovest che si tufferanno lungo il golfo di Valencia.