L’incredibile storia dell’orca assassina che aiutava i pescatori a cacciare le balene

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    di Saverio Spinelli – Questa è la storia vera di un’orca marina di 6 metri e mezzo e 6 tonnellate di peso,  vissuta  nel Sud dell’Australia a cavallo del ‘900 e la cui vita, più che a quella di uno dei più feroci  predatori dei mari assomigliò invece a quella di un fedele cane da caccia. Quell’orca non incuteva paura alla gente di mare del luogo, né lei li temeva, tanto da affiancarsi alle loro barche a remi  non appena le scorgeva, per collaborare poi con essi nella caccia alle balene.

    Come un cane domestico l’orca ebbe pure un nome: per due generazioni di pescatori quel mammifero marino era Old Tom. E come un cane domestico, per ogni preda che contribuiva ad uccidere, riceveva un premio: la lingua e le labbra della balena catturata erano infatti sempre e solo di Old Tom, in accordo a quella che fu chiamata “the tongue law” (la legge della lingua).

    Per le orche, infatti, la lingua e le labbra delle balene sono il boccone più ambito: infatti, nonostante la loro stazza, esse non riescono ad addentare il corpo di un grande cetaceo e, di norma, anche nella “caccia libera”,  si cibano appunto solo di quelle parti molli, molto più accessibili e che, tutto sommato, rappresentano pur sempre diverse centinai di chili di proteine.

    Il porto di Eden si trova nella baia di Twofold,  a circa 400 Km a Nord di Sidney, in un territorio il cui popolo aborigeno era quello degli  Yuin,  cacciatori di balene (vedi foto a fianco scattata nel 1900). Gli Yuin cacciavano le balene prevalentemente sotto costa, dove queste si spingevano nel tentativo di sfuggire agli assalti delle orche. Le orche, perciò,  erano considerate dagli Yuin degli alleati, tanto che erano previsti dei precisi rituali per richiamarle. Gli Yuin pensavano addirittura che  le orche fossero la reincarnazione dei guerrieri defunti più valorosi e che venivano ad aiutare, anche da morti, la loro tribù a procurarsi cibo, grasso e … cura per i reumatismi. Gli Yuin infatti, per placare i dolori reumatici e  come documentato dai primi esploratori, erano soliti calarsi fino al collo nei corpi dei cetacei uccisi per godere, per alcune ore,  del calore della carne in decomposizione!

    Quando l’uomo bianco arrivò da quelle parti, a parte la cura per i reumatismi, che non risulta peraltro  sia stata dallo stesso molto apprezzata,  apprese di quella  strana considerazione che gli aborigeni avevano delle orche e, probabilmente, anche ciò favorì la nascita di quella stana amicizia tra i pescatori e Old Tom.

    Un giorno, il 17 Settembre del 1930, Old Tom fu trovata morta nella baia di Twofold. Dopo un esame della carcassa fu stabilito che l’animale era morto all’età 35 anni e che pertanto era nato nel 1895.   I resti di Old Tom oggi “riposano” nel “Killer whale Museum”,  nella cittadina di Eden (Nuovo Galles del Sud – Australia). In quel piccolo museo  è  possibile vedere lo scheletro e le immagini (come quella a fianco) di quell’orca assassina che aiutava i pescatori nella caccia alle balene.