Messina imbiancata per la 2^ volta nel giro di 40 giorni: le spettacolari foto di ieri!

    /
    MeteoWeb

    Non è stato un evento straordinario come quello di domenica 9 dicembre 2012, ma comunque anche ieri Messina s’è imbiancata per rovesci di gragnola provocati dal forte maltempo che ha colpito lo Stretto. Il 9 dicembre 2012 la temperatura era scesa fino a +3,8°C durante il rovescio più intenso, e la città s’era risvegliata completamente imbiancata dalla neve tonda. Fenomeno analogo ieri, più volte nel corso della giornata, con una temperatura minima di +4,8°C, anche stavolta molto bassa (dati meteo ufficiali della stazione dell’Aeronautica Militare). Come si può chiarire in modo inequivocabile dalle fotografie di Antonino Filloramo, che pubblichiamo a corredo dell’articolo, anche ieri s’è trattato di neve tonda (o gragnola che dir si voglia).

    Per fare chiarezza, spieghiamo cos’è la neve tonda che ha imbiancato la città peloritana: sinonimo di “gragnola” o “graupel“, è un tipo di precipitazione ufficialmente riconosciuta sia dalla World Meteorological Organization che dal Servizio Meteorologico Nazionale dell’Aeronautica Militare. Le sue caratteristiche sono talmente tanto chiare che non è possibile confonderla nè con la neve nè con la grandine. E’ una precipitazione solida costituita da granelli di ghiaccio bianchi e opachi con un diametro compreso tra i 2 e i 5 millimetri. La forma di questi granelli di ghiaccio è in prevalenza sferica, e hanno un tipo di struttura facilmente malleabile e compribile, tanto che già nel loro impatto con il suolo, durante la precipitazione, si sbriciolano.
    La grandine è completamente diversa in quanto si tratta di ghiaccio puro che non si sbriciola, non è malleabile nè comprimibile ma molto più rigido, e si forma da particelle liquide di pioggia che all’interno delle nubi temporalesche salgono e scendono per diversi chilometri e si congelano e scongelano più volte, diventando – appunto – chicchi di grandine. La neve tonda (o gragnola che dir si voglia) è invece più simile alla neve che alla grandine perchè si forma dai fiocchi di neve che cadono da nubi cumuliformi e che, però, poi attraversano uno strato più caldo di atmosfera vicino al punto di fusione: in quello strato i fiocchi non si sciolgono, ma si “arrotolano“ su sè stessi e danno vita, appunto, al granello di neve tonda. Non a caso per la grandine si parla di “chicchi” e per la neve tonda o gragnola si “granelli“. All’interno della neve tonda, infatti, si conservano spesso le tracce della struttura originaria del cristallo di neve, ed è un fenomeno esclusivo dell’inverno (mentre la grandine può capitare in qualsiasi stagione, anche d’estate). La neve tonda è una precipitazione tipica delle irruzioni d’aria artica polare marittima, come quella di questi giorni, in cui le masse d’aria sono molto fredde in quota ma più miti ai bassi strati; infatti un’altra caratteristica principale della neve tonda è che riesce a cadere al suolo anche con temperature di diversi gradi superiore allo zero.