Dopo la prolungata fase mite di questi giorni il weekend sancirà il progressivo ritorno di condizioni climatiche più consone alla stagione invernale. Pioggia, neve a bassa quota e freddo inaugureranno l’inizio della prossima settimana su molte regioni italiane. Ma andiamo con ordine. Al momento siamo di fronte un quadro sinottico estremamente complesso, tanto da mandare in tilt persino le ultime emissioni modellistiche dei principali centri di calcolo internazionali, incapaci di tracciare uno sviluppo configurativo coerente nel medio termine. Il forte rallentamento della velocità del “getto polare”, tra il Pacifico settentrionale e il continente nord-americano, sta creando un ampio “delta” a ridosso dell’America settentrionale, posizionato a latitudini piuttosto elevate. Lo sviluppo di questo “delta” in seno al “getto” costringe il ramo principale del “getto polare” a salire bruscamente fin oltre le latitudini dell’Artico canadese, circunavigando la figura del vortice polare e separando quest’ultimo da un giovane “CUT-OFF” anticiclonico isolato sul mar di Norvegia. A latitudini più meridionali, dalla parte più meridionale del “delta” del “getto”, viene dipanato un flusso di correnti occidentali, lievemente ondulate, che dall’area caraibica venezuelana, dopo aver attraversato l’Atlantico tropicale, si muove rapidamente verso l’Africa occidentale, attraversando l’intera fascia sahariana (dal Sahara occidentale fino al Sudan).
Nell’area compresa fra i due flussi del “getto” la circolazione è molto debole. Proprio in quest’area si collocano tre differenti aree depressionarie, in evoluzione a “CUT-OFF”, di cui una a ridosso del Canada orientale, l’altra in poco ad ovest dell’Irlanda e l’ultima che tende ad allontanarsi verso l’est della Polonia e la Bielorussia occidentale, andando gradualmente a colmarsi. Domani, l’impulso perturbato che oggi ha colpito l’Italia si allontanerà definitivamente verso la Grecia e il mar Egeo, causando residue piogge e qualche breve rovescio sul Salento, per la ritornante da occlusione. Qualche rovescio, in mattinata, interesserà pure il basso vibonese, il reggino e il messinese, in seno all’umido e instabile flusso post-frontale nord-occidentale che scorrerà fra basso Tirreno e mar Ionio. Si tratterà di fenomeni a carattere sparso, esaltati in parte dall’orografia locale (Serre, Aspromonte, Nebrodi e Peloritani), pronti a diradarsi rapidamente a partire dalla tarda mattinata, con l’apertura di schiarite sempre più ampie. Al contempo, sul resto del paese, il flusso delle correnti, a tutte le quote, comincerà ad assumere una debole componente anticiclonica, favorendo il ristagno di masse d’aria molto umide nei bassi strati, pronte a generare il solito corredo di nubi molto basse (stratocumuli e strati) e foschie sulla pianura Padana, come sulle coste della Liguria e la Toscana. Entro il tardo pomeriggio/sera il tempo tenderà a peggiorare tra Alpi occidentali, Liguria e regioni di nord-ovest, per l’inserimento del ramo ascendente di una saccatura in quota, in avanzamento da ovest, legata alla depressione in avvicinamento alle coste atlantiche francesi della Bretagna e Vandea.
L’aria più mite e umida che comincerà a risalire la parte orientale della saccatura, aspirando aria tiepida fin dal basso Mediterraneo, avrà come primo effetto il sensibile aumento della copertura nuvolosa, con l’arrivo, entro sera, dei primi piovaschi e delle prime deboli piogge fra Liguria occidentale, genovesato, con successivo spostamento dei deboli fenomeni verso il Piemonte, l’ovest della Lombardia e l’Emilia occidentale. Preludio al più marcato peggioramento di domenica, allorquando l’area depressionaria atlantica, spostandosi sulle coste atlantiche francesi, piloterà l’annesso sistema frontale fin dentro il bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo. Facendo il suo ingresso sul Mediterraneo, dopo aver attraversato la Francia centro-meridionale, apportando piogge e rovesci, il sistema frontale oceanico, venendo alimentato nel suo bordo orientale da masse d’aria molto umide e tiepide d’estrazione sub-tropicale, mentre sulla Francia scorreranno masse d’aria decisamente più fredde, evolverà rapidamente in una ciclogenesi autonoma sul golfo del Leone, in lento spostamento verso le coste della Provenza. Si verrà ad innestare una circolazione ciclonica, in pieno Mediterraneo centro-occidentale, la quale richiamerà un umido e tiepido flusso da S-SO e SO, che dall’entroterra algerino e dalla Tunisia dipanerà correnti instabili e molto miti su gran parte delle nostre regioni, pronte ad agevolare lo sviluppo di annuvolamenti e precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale fra la Sardegna e le regioni tirreniche, dove si creerà una linea di confluenza venti nei bassi strati, fra i venti sud-occidentali (nel pre-frontale) e quelli più occidentali (post-frontale) che dal mar di Alboran e dal mare a sud delle Baleari si muoveranno in direzione del mar e Canale di Sardegna. Sulle regioni settentrionali, invece, la circolazione depressionaria, in spostamento poco a sud delle coste provenzali, sarà in grado di far affluire masse d’aria sempre più fredde, dai quadranti orientali, in sfondamento dalla vicina Slovenia e dal nord della Croazia. Aria fredda, nei bassi strati, che in giornata determinerà un progressivo calo delle temperature e della quota neve su quasi tutto il nord, dove la neve comincerà a scendere fino a quote collinari, specie fra Piemonte, Lombardia ed Emilia. Dalla serata, l’ulteriore ingresso di aria ancora più fredda dai quadranti orientali, farà ulteriormente scendere le temperature e la quota neve, tanto che i primi fiocchi umidi potranno raggiungere persino le pianure del Piemonte, l’estremo ovest dell’Emilia e la Lombardia occidentale nel corso della nottata.
SABATO 12 GENNAIO 2013
Al mattino sulle regioni settentrionali avremo cieli pronti a spaziare dal poco nuvoloso all’irregolarmente nuvoloso, con dense foschie e nebbie in formazione sulla pianura Padana. Ampie schiarite, al mattino, si apriranno pure sulle regioni centrali e su parte di quelle meridionali, dove i cieli si presenteranno da poco nuvolosi a nuvolosi. Solo sulle estreme regioni meridionali persisterà un po’ di instabilità, con annuvolamenti che causeranno residue piogge e qualche breve rovescio sul Salento. Qualche rovescio, in mattinata, interesserà pure il basso vibonese, il reggino e il messinese, pronti a diradarsi rapidamente a partire dalla tarda mattinata, con l’apertura di schiarite sempre più ampie. Cieli in genere parzialmente nuvolosi sulla Sardegna, con nubi alternate ad maggiori spazi soleggiati.
Nel pomeriggio un graduale peggioramento è atteso sulle regioni settentrionali, con nubi in aumento fra il Piemonte, l’ovest della Lombardia e l’Emilia occidentale. Nubi sempre più compatte che in serata potranno dare la stura a delle deboli piogge sparse, in spostamento in direzione del Piemonte, l’ovest della Lombardia e l’Emilia occidentale. Durante il pomeriggio si formerà il solito corredo di nubi basse sulle coste della Liguria e sulla Toscana settentrionale. La nuvolosità tenderà ad aumentare pure sulla Sardegna, mentre nubi alte e velature cominceranno ad addossarsi all’Umbria, Lazio e alla Campania. Migliora sulle regioni meridionali ed in Sicilia, con l’avanzata di schiarite sempre più ampie. Solo fra Calabria tirrenica e Sicilia nord-occidentale resisterà qualche locale annuvolamento più consistente.
Al mattino irrompe il peggioramento sulle regioni del nord, con cieli pronti a spaziare dal nuvoloso al coperto, mentre le deboli piogge dal Piemonte e dalla Lombardia tenderanno ad estendersi verso l’Emilia e il Veneto. Sulle Alpi inizierà a nevicare debolmente fin dai 600-500 metri, ma con quota neve in deciso abbassamento nelle ore successive. Sempre in mattinata il peggioramento raggiungerà pure la Toscana, l’Umbria e il nord del Lazio, dove le nubi, sempre più compatte, daranno luogo a delle piogge e ai primi rovesci, maggiormente concentrati nell’area del grossetano. Le prime precipitazioni raggiungeranno pure la Sardegna occidentale e settentrionale, fra oristanese, sassarese e nuorese. La copertura nuvolosa, in mattinata, diverrà sempre più marcata pure sulle restanti regioni del sud peninsulare, pur senza fenomeni degni di nota. Maggiori aperture con spazi soleggiati resisteranno solo fra Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia.
Nel pomeriggio il maltempo si andrà a concentrare soprattutto sulle regioni tirreniche, dalla Toscana alla Campania, dove arriveranno delle piogge, rovesci e persino qualche temporale fra Lazio, Umbria occidentale e Campania. Qualche rovescio temporalesco abborderà pure Roma nel pomeriggio domenicale. Fenomeni temporaleschi che a tratti potranno risultare anche di moderata intensità, con occasionali grandinate. Piogge e rovesci sparsi bagneranno pure la Sardegna. Persistono i cieli molto nuvolosi o quasi coperti sulle regioni settentrionali, con annesse deboli precipitazioni. La neve comincerà a scendere fino a quote collinari, specie fra Piemonte, Lombardia ed Emilia, per l’afflusso di aria sempre più fredda dai quadranti orientali. Fra tarda serata e nottata non si esclude che i primi fiocchi umidi potranno raggiungere persino le pianure del Piemonte, l’estremo ovest dell’Emilia e la Lombardia occidentale nel corso della nottata. Resiste ancora una maggiore variabilità sulle regioni adriatiche, con bassa probabilità di precipitazioni, se non per sconfinamento. Solo fra Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia saranno ancora presenti maggiori zone soleggiate, ma anche qui la tendenza è verso un ulteriore incremento della copertura nuvolosa fra pomeriggio/sera.
Sono previste in netta diminuzione su buona parte delle regioni settentrionali nella giornata domenicale, dove giungerà aria decisamente più fredda dai quadranti orientali. Stazionarie o in lieve diminuzione altrove.
VENTI
S’intensificheranno notevolmente nella giornata domenicale, disponendosi da SO e S-SO su quasi tutti i nostri bacini, con una tesa componente più da Sud e S-SE sull’Adriatico. Fra il pomeriggio e la serata domenicale sostenuti venti occidentali dal mar di Alboran e dal mare a sud delle Baleari si muoveranno in direzione del mar e Canale di Sardegna, spirando con raffiche di 50-60 km/h. Sulle coste della Riviera di Ponente ligure e sul golfo di Genova, l’afflusso freddo in arrivo sulla pianura Padana, inasprirà i divari barici fra l’area padana e la costa ligure, attivando sostenuti, a tratti intensi, rafficati venti di grecale e tramontana, che toccheranno picchi di oltre i 50-60 km/h fra savonese, imperiese e genovesato occidentale.
MARI
Si mostreranno in genere mossi o localmente molto mossi, con moto ondoso in sensibile aumento nel pomeriggio domenicale sul del mar e Canale di Sardegna e sul mar Ligure occidentale, con onde alte anche più di 2.0 metri.
TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA
Si parlerà di un clima decisamente più invernale, ad iniziare dal centro-nord. Pioggia, neve a bassa quota e freddo inaugureranno l’inizio della prossima settimana su molte regioni italiane. Ma per maggiori dettagli vi consigliamo di seguire i prossimi aggiornamenti.



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