Nuova burrasca in sfondamento dal Rodano, venti intensi e mareggiate pronti a colpire la Sardegna e il meridione

Freddo, nevicate fin quasi alle aree pianeggianti dell’Emilia, rovesci e gragnolate continuano ad interessare le nostre regioni, causa la presenza di una circolazione depressionaria ben collaudata alle varie quote, con un minimo in quota posizionato sulle regioni settentrionali, mentre quello nei bassi strati si mantiene attorno il Tirreno centrale, con valori che scendono sotto i 993-992 hpa al suolo. Tale struttura depressionaria continua ad essere alimentati da ben due differenti impulsi freddi di matrice artica, che sfondano sia dalla porta della bora (Alpi Dinariche e golfo di Trieste) che da quella del maestrale (Valle del Rodano e golfo del Leone). Tali impulsi freddi, aggirando la barriera orografica alpina, “canalizzandosi” da questi valichi, riescono a penetrare fin sul bacino centrale del Mediterraneo, inasprendo il “gradiente termico verticale”, per i forti contrasti fra l’aria fredda in quota che scorre sopra la più tiepida superficie del mar Tirreno, agevolando lo sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi che danno la stura a piogge, rovesci e temporali, i quali assumono carattere nevoso fino a quote collinari sulle regioni centrali (Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Marche), e a quote un po’ più alte su quelle meridionali come sulle zone interne della Sardegna, dove inizia a nevicare dai 600 metri. Proprio nella mattinata di domani, la circolazione depressionaria a carattere freddo, tenderà molto gradualmente ad evolvere verso levante, superando la dorsale appenninica centro-meridionale per raggiungere il Molise e la Puglia garganica per il basso Adriatico.

Al contempo, mentre la profonda circolazione depressionaria evolve in direzione del basso Adriatico, il blocco anticiclonico oceanico davanti Gibilterra e le coste portoghesi e marocchine inizierà ad essere eroso dalla sensibile intensificazione del ramo principale del “getto polare” in uscita dagli Stati Uniti, causa il sensibile calo dei geopotenziali sul Canada orientale. Per questo motivo l’anticiclone oceanico sarà costretto a distendersi in senso zonale (lungo i paralleli) verso l’entroterra marocchino e algerino fin sulla Libia centrale, dove irromperanno le isobare di oltre i 1022-1020 hpa, pronte a rinvigorire il “gradiente barico orizzontale”  sul basso Mediterraneo, nel bordo meridionale della circolazione depressionaria italica. Le isobare anticicloniche dell’azzorriano andranno ad ammassarsi su quelle ben più strette e ravvicinate della depressione italica, situazione che genererà una sensibile intensificazione del “gradiente barico orizzontale” sui mari centro-meridionali, con una conseguente accelerazione del vento geostrofico, richiamando forti venti di maestrale che dal golfo del Leone spireranno, con intensità di burrasca, in direzione del mar di Corsica , mar di Sardegna e Canale di Sardegna, con raffiche che tra la tarda serata e la nottata potranno superare punte di oltre i 70-80 km/h sulla Sardegna meridionale e sulle coste orientali dell’isola, mentre sul medio-basso Tirreno, sul Canale di Sicilia e nello Ionio, dove si concentreranno i massimi di “gradiente”, si attiveranno intensi venti occidentali, con una componente compresa fra l’Ovest e l’O-NO in rapida propagazione alle coste campane, la Calabria tirrenica e la Sicilia, che raggiungeranno l’intensità di burrasca nel corso della prima mattinata di domani, allorquando il profondo minimo barico, stimato sui 993-992 hpa, si sposterà sul basso Adriatico, davanti il Gargano.

Con l’allontanamento della circolazione ciclonica le correnti assumeranno una marcata componente nord-occidentale sul medio-basso Tirreno e Canale di Sicilia, mentre intensi venti occidentali interesseranno lo Ionio e l’alto mar Libico, con burrasche temporanee in mare aperto. Sul bordo nord-occidentale della profonda circolazione depressionaria sarà presente anche un richiamo nord-orientale di masse d’aria molto fredde, di origine artica (continentalizzate), che dal sud della Polonia e dalla Bielorussia occidentale si muoveranno di gran carriera verso l’Ungheria, il nord della Croazia e la Bosnia Erzegovina, per poi sfondare attraverso i valichi delle Alpi Dinariche sul medio-alto Adriatico, attraverso una tesa ventilazione da Nord e N-NO che scivolerà lungo le coste di Marche, Abruzzo e Molise, non appena il minimo traslerà ad est. Si tratterà però di burrasche e colpi di vento molto temporanei, dato che già dal pomeriggio l’intensa ventilazione nord-occidentale si andrà sensibilmente ad attenuarsi su tutti i bacini, ad iniziare da quelli sardi e dal Tirreno, con conseguente contrazione del moto ondoso. Solo tra il Canale di Sicilia e lo Ionio la ventilazione occidentale, o da O-NO, continuerà a rimanere ben al di là della soglia di attenzione fino alla serata, con un moto ondoso rilevante.

Nuove mareggiate attese sulle coste del medio-basso Tirreno con onde sui 3.0-4.0 metri

L’irrompere di questa breve burrasca dalla Valle del Rodano (rodanata) avrà importanti ripercussioni anche per quel che concerne il moto ondoso. Già dalla serata odierna, lo sfondamento dei forti venti di maestrale dal golfo del Leone produrrà un sensibile aumento del moto ondoso fra mar di Corsica, mar di Sardegna e Canale di Sardegna, che da molto mossi diverranno agitati, fino a molto agitati a largo, con onde di “mare vivo” che supereranno i 4.0 metri di altezza ad ovest delle coste sarde. Dalla nottata anche il medio-basso Tirreno, il Canale di Sicilia e lo Ionio si presenteranno da molto mossi a agitati, con lo sviluppo di marosi ben formati che potranno superare i 3.0-3.5 metri di altezza, ma con “Run-Up” di oltre i 4.5 metri sul basso Tirreno e 3.5-4.0 metri sullo Ionio. Dalla tarda nottata l’imponente moto ondoso andrà ad abbattersi lungo le coste campane e della Calabria tirrenica, creando disagi e qualche danno nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione. Quelle del napoletano, salernitano, cosentino, vibonese e reggino tirrenico saranno le più colpite, proprio qui si concentreranno i “Run Up” principali, superiori pure ai 3.5 metri. Più al riparo risulteranno le coste della Sicilia occidentale e settentrionale, dove comunque entreranno delle onde rifratte, alte fino a 2.5-3.0 metri. Il moto ondoso andrà rapidamente a scadere dal tardo pomeriggio/sera di domani, con ondate sempre più lunghe e meno alte che persisteranno nella scaduta fino alla mattinata di sabato nei sopra citati litorali.