Nuovo aereo misteriosamente sparito a Los Roques, vicino al triangolo delle Bermuda: alieni o interferenze geomagnetiche?

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La vicinanza geografica con il ‘triangolo maledetto’, la zona dell’Oceano Atlantico compresa tra Miami, le isole Bermuda e Porto Rico, fa tornare alla mente la lunga catena di incidenti aerei e navali inspiegabili che si sono verificati negli ultimi decenni in quel tratto di mare: il nuovo incidente aereo che a Los Roques ha coinvolto un piccolo aereo da turismo con a bordo sei persone, quattro delle quali italiane, e’ avvenuto a cinque anni esatti di distanza da un altro episodio analogo, ovvero la scomparsa di un aereo con a bordo, tra gli altri, anche quattro italiani. E sempre a Los Roques, non distante dall’area indicata da molti come il ‘buco nero’ che inghiottirebbe misteriosamente velivoli e natanti. ”La circostanza della data, la stessa dell’incidente del 2008, e’ sicuramente casuale. Quello che lascia pensare, invece, e’ la vicinanza geografica di quell’area con il tratto di mare ricompreso nel cosiddetto ‘Triangolo delle Bermuda’”, dice all’Adnkronos Roberto Pinotti, fondatore del Cun (Centro Ufologico Nazionale), che nei suoi studi sull’argomento ha catalogato piu’ di 300 sparizioni misteriose di navi ed aerei in quella zona. Un fenomeno, spiega, che ‘ha dato la stura alle leggende metropolitane piu’ varie e contraddittorie. Si e’ spesso parlato di una possibile attivita’ aliena nell’area ma, piu’ che all’ipotesi extraterrestre, in questo caso sono portato a pensare ad eventuali interferenze geomagnetiche, anomalie che in quella zona porterebbero fuori rotta navi ed aerei e farebbero ‘impazzire’ gli strumenti di bordo. La cosa singolare e’ che dei mezzi scomparsi spesso non si ritrova piu’ alcuna traccia”.
A giudizio di Pinotti, ”le vittime del ‘Triangolo delle Bermuda’ potrebbero semplicemente essersi tutte trovate al posto sbagliato nel momento sbagliato, affrontando cosi’ un tragico destino non necessariamente dovuto a intenzionalita’ ostili di intelligenze estranee. La zona, infatti, e’ comunemente al centro di aberrazioni magnetiche e di condizioni meteorologiche che con gli Ufo non c’entrano”. L’ufologo precisa pero’ di ”non escludere alcuna ipotesi, neanche quella che fa riferimento agli alieni. Se vogliamo proprio tirare in ballo questi ultimi, le tecnologie proprie dei particolari mezzi aeronavali legati a ricorrenti presenze aliene” potrebbero avere ”su velivoli ed imbarcazioni di nostra fabbricazione influenze diverse ed effetti anche critici, magari interferendo a vario titolo nel loro funzionamento”. In ogni caso, conclude, ”l’attivita’ marina degli Ufo non risale certo a oggi. Riferendoci al passato, le antiche civilta’ semitiche presentano non poche tradizioni legate a favolose presenze marine”.