Ondata di freddo tra Turchia e Asia: torna la neve su Istanbul, nevicate pure sui monti fra Siria, Libano e Israele

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La saccatura affondata sul Mediterraneo orientale

Come previsto la ciclogenesi che nella giornata di ieri si è isolata sul bacino orientale del Mediterraneo, a seguito dell’affondo di un ampio asse di saccatura che dall’Artico russo ha affondato le proprie radici fin sulle coste egiziane, ha prodotto una intensa fase di maltempo sulle coste del mar di Levante, con forti rovesci, temporali e locali nubifragi che hanno flagellato soprattutto la parte settentrionale di Israele, il Libano e la Siria. L’aria molto fredda in quota che è scivolata lungo il ramo discendente della saccatura artica ha raggiunto il bacino orientale del mar Mediterraneo, causando un sensibile inasprimento del “gradiente termico orizzontale”, con l’innesco di una diffusa attività convettiva fra il mare a sud di Creta e il mar di Levante, la quale ha dato i natali ad una serie di intense “Cellule temporalesche marittime” e veri e propri “Clusters”. Questi sistemi temporaleschi, agganciati in quota dal fortissimo “getto” occidentale presente lungo il bordo più meridionale della saccatura, dopo essersi formati nel tratto di mare a sud delle coste della Turchia meridionale si sono mossi verso le coste del nord di Israele, il Libano e la Siria, impattando contro i rilievi del vicino retroterra e scaricando intensi rovesci e temporali, con locali nubifragi, specie fra il Libano e le coste meridionali siriane. Ma le precipitazioni più abbondanti, come preventivato, si sono registrate sul versante occidentale dei rilievi di Libano e Israele, dove in meno di 24 ore sono caduti fino a 100-150 mm.

In Israele, la stazione meteorologica di Har-Knaan (Zefat), ubicata a 934 metri di altezza, in sole 48 ore ha accumulato oltre 158 mm, che sommati ai 15 mm caduti nella giornata di sabato 5 fanno un totale di ben 173 mm. L’ingente quantitativo precipitativo è stato ulteriormente enfatizzato dal possente “stau” esercitato dai rilievi dell’entroterra israeliano alle umide e instabili correnti da SO e O-SO, provenienti dal mar di Levante. Difatti le montagne presenti sul vicino retroterra di Israele fanno da barriera alla ventilazione sud-occidentale in arrivo dal Mediterraneo orientale, sollevando verso l’alto l’aria molto umida e tiepida mediterranea che salendo di quota tende bruscamente a raffreddarsi, condensandosi in imponenti annuvolamenti cumuliformi capaci di dare la stura a rovesci e temporali, con brevi grandinate. Piogge e rovesci, seppur a carattere sparso, hanno investito anche i territori palestinesi, la striscia di Gaza e le alture del Golan, con sostenuti venti da SO e O-SO che hanno lambito i 50-60 km/h. Ma il maltempo ha colpito duramente anche in Libano e sulla Siria.

Su Beirut, la bella capitale libanese, si è abbattuto un autentico nubifragio, con forti rovesci temporaleschi, caratterizzati da elevati picchi di rain/rate, che hanno determinato estesi allagamenti sui vari quartieri della città. Molte zone sono state temporaneamente allagate, con la paralisi del traffico stradale. Sulla vicina Siria, ancora duramente scossa dai feroci scontri armati fra i ribelli e le truppe fedeli al presidente Assad, costati la vita a migliaia di civili inermi, il maltempo ha picchiato pesante, con piogge e temporali, mentre sui rilievi più elevati del Gebel Aansaryè è tornata a cadere la neve, al di sopra dei 1500-1400 metri, ma con la quota neve in sensibile abbassamento in queste ore. Dopo i forti rovesci e i temporali ora, con la graduale migrazione verso est della circolazione depressionaria, sarà il freddo il vero protagonista. Nel corso della giornata la circolazione depressionaria, pur indebolendosi, si allontanerà verso l’entroterra turco sud-orientale, mentre in quota (a 500 hpa) la forte avvezione di vorticità positiva rinvigorita dall’interazione del “getto polare”, che dalla Scandinavia scende fino all’area balcanica e alla Turchia occidentale, con il ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale”, che scorre a gran velocità sopra l’entroterra desertico egiziano, isolerà un nocciolo depressionario, con isoterme di ben -40°C a circa 5200 metri.

Un vero e proprio bolide gelido in quota che fra oggi e domani sorvolerà l’altopiano turco, dando luogo a precipitazioni nevose fino a bassa quota su gran parte della Turchia, mentre sulle coste settentrionali la neve raggiungerà le aree costiere, imbiancando diverse città e località. Muovendosi verso levante la circolazione depressionaria sarà in grado di aspirare dalla Lapponia e dalla Carelia masse d’aria molto fredde, per non dire gelide, che si spingeranno, attraverso una moderata ventilazione da N-NO e Nord la Russia europea, l’Ucraina occidentale, la Moldavia e la Romania, fino al mar Egeo, al bacino del mar Nero e alla Turchia, scorrendo lungo il margine più orientale del promontorio anticiclonico presente sul Mediterraneo centro-occidentale. L’isoterma di -9°C -10°C alla quota di 850 hpa (1300 metri) raggiungerà temporaneamente le coste della Turchia nord-occidentale, dove saranno possibili delle nevicate di debole e moderata intensità fino alle aree costiere.

Fiocchi di neve su Istanbul

Delle nevicate sparse, con temperature di +1°C +0°C, imbiancheranno pure la città Istanbul, particolarmente avvezza nel periodo invernale alle nevicate, essendo aperta alle gelide correnti da Nord e N-NE che dalla Scandinavia o dalla Russia europea si versano sul mar Nero, umidificandosi nei bassi strati e favorendo lo sviluppo di estese bande nuvolose (“Black sea effect snow”) che producono fitte precipitazioni nevose fra l’area del Bosforo e la Turchia settentrionale. Sulle coste settentrionali della Turchia, a causa dello “stau” che i monti del Ponto esercitano nei confronti delle gelide correnti settentrionali provenienti dall’Ucraina, le nevicate potranno spingersi fino a quote pianeggianti, imbiancando diverse città e località lungo le rive meridionali del mar Nero, come Cide, Inebolu. Ma una parte dell’aria fredda, che scivolerà dal mar Egeo, aggirerà a sud le coste meridionali turche scorrendo verso il mar di Levante con una ventilazione occidentale, più da O-NO, che spingerà l’aria fredda verso le coste dell’Asia minore, creando i giusti presupposti per delle nevicate sotto i 1100-1000 metri sui rilievi di Siria, Libano e Israele. Lo sconfinamento dell’aria fredda e il conseguente calo termico favoriranno anche un drastico calo della quota neve tra i rilievi siriani, la fascia montuosa libanese e sui monti più elevati di Israele. Le fredde e sostenute correnti occidentali, caricandosi di umidità sopra le tiepide acque del Mediterraneo orientale, dato il notevole “gradiente termico verticale”, determineranno lo sviluppo di estesi annuvolamenti pronti ad addossarsi tra i monti della Siria, del Libano e di Israele, dove la neve tornerà a tingere di bianco fin dai 900-1000 metri i rilievi principali. Le nevicate più fitte interesseranno di sicuro il versante occidentale dei monti libanesi, anche se non mancheranno locali sconfinamenti anche sui versanti orientali, che degradano sull’entroterra desertico interno.

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