Continua a destare preoccupazione la situazione della piattaforma petrolifera Kulluk che si è incagliata sulle coste di un’isola disabitata dell’Alaska la sera di San Silvestro. Attualmente la Guardia Costiera non ha segnalato alcuna fuga di petrolio ma sono in corso controlli supplementari. La piattaforma Kulluk, gestita dal gigante petrolifero anglo-olandese Shell, era trascinata in mare a destinazione Seattle, Stato di Washington, nel nord-ovest, quando le difficili condizionimeteorologiche e un mare molto mosso hanno staccato la piattaforma dai rimorchiatori. La sera dell’ultimo dell’anno la Kolluk – che contiene 560.000 litri di diesel e oltre 45.000 litri di petrolio, secondo la rete televisiva locale KTUU – si è incagliata sulla piccola isola di Kodiak, 480 chilometri a sud-ovest di Anchorage e a qualche centinaio di chilometri dal luogo dove era affondata la Exxon Valdez nel marzo 1989, provocando una delle peggiori catastrofi ambientali della storia.
Piattaforma Shell incagliata in un’isola dell’Alaska: al momento nessuna fuga di petrolio


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