Piomba l’inverno sul vecchio continente: freddo e nevicate dalla Bielorussia alla Francia, gran nevone su Zagabria

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L’inverno torna ad impadronirsi del vecchio continente, dopo la temporanea pausa mite d’inizio mese. Freddo, temperature al di sotto degli zero gradi e nevicate sparse stanno interessando varie zone d’Europa, in particolare sul comporto centrale, a nord delle Alpi, dove neve e gelo la fanno da padrone, dalla Francia fino alla Polonia e alla Bielorussia. Da oltre 48 ore l’Europa centrale è tenuta sotto scacco da una complessa circolazione depressionaria, a carattere freddo, ben alimentata da un flusso di correnti molto fredde, di lontane origine artiche. Come abbiamo avuto modo già di spiegare nei giorni scorsi, il quadro sinottico sullo scacchiere euro-atlantico appare molto complesso e articolato, pur senza presentare alcun tipo di anomalia per il periodo. Tutto parte dal temporaneo rallentamento della portata del ramo principale del “getto polare”, in uscita dal continente nord americano,  che agevola l’affondo di un ampio asse di saccatura in pieno oceano, determinando lo sviluppo di un ampio promontorio anticiclonico di blocco (meglio noto come “blocking”) sull’Atlantico orientale, il quale tende ad allungarsi con i propri elementi più settentrionali a nord dell’Islanda, fin sul mar di Norvegia.

Ma un altro blocco altopressorio, frutto di un “CUT-OFF” anticiclonico (anomalia positiva nella troposfera) isolato nei giorni scorsi sul mar di Norvegia, si è posizionato tra la Scandinavia, il golfo di Botnia e le Repubbliche Baltiche, dipanando cosi un flusso di fredde, per non dire gelide, correnti d’estrazione artica, che dall’ovest della Russia europea e dalla Bielorussia si sono mosse di gran carriera, tramite una debole o moderata ventilazione orientale verso i paesi della Mitteleuropa, attraversando la Polonia, la Germania, la Danimarca, la Repubblica Ceca, l’Austria, la Svizzera, raggiungendo l’Olanda, il Belgio, la Francia settentrionale e l’Inghilterra, dove è giunta l’isoterma di -8°C -9°C a 850 hpa. Il flusso freddo retrogrado, attivo sulla parte più bassa dell’anticiclone scandinavo, spingendosi fin sulla Francia, il mar del Nord e l’Inghilterra, è andata ad interagire con masse d’aria decisamente più miti e umide, provenienti dal vicino Atlantico. La confluenza fra le differenti masse d’aria, una di origine marittima molto mite e l’altra d’estrazione artico continentale, molto fredda, ha prodotto lo sviluppo di una diffusa copertura nuvolosa medio-bassa, nuvole che hanno dato la stura a nevicate di debole e moderata intensità fino al piano su una larga fetta dell’Europa centrale, li dove è avvenuto lo scorrimento delle fredde correnti nord-orientali nei bassi strati.

Ecco come si presentava ieri Zagabria

I fenomeni nevosi, in genere di debole o moderata intensità, hanno interessato soprattutto la Polonia, la Germania, la Danimarca, la Repubblica Ceca, l’Austria, la Svizzera, concentrandosi di più fra l’Olanda, il Belgio meridionale, la Francia centro-settentrionale, dove le nevicate, come previsto, sono risultate maggiormente persistenti, riuscendo a depositare accumuli localmente superiori ai 10-14 cm in vari distretti della Francia nord-orientale e sulle cittadine ad est di Parigi. Nella mattinata di ieri delle fioccate sparse, a tratti di moderata intensità, sono scese pure sulla capitale francese, lasciando un sottile velo bianco, soprattutto sulla periferia orientale. Ma il freddo flusso retrogrado ha dispensato fitte nevicate anche sulla Svezia centro-meridionale, in Danimarca e persino sull’est dell’Inghilterra, dove i termometri sono scesi sotto la soglia dei +0°C, favorendo l’avvento di deboli nevicate sparse fino al piano. I primi fiocchi bianchi sono caduti pure sull’area della City, a Londra, pur senza riuscire a lasciare accumuli degni di nota. Ben diverso è il discorso per la fascia delle Alpi Dinariche, l’Austria orientale, la Slovenia e la Croazia, colpite da abbondanti nevicate, protratte per più giorni.

Difatti, il flusso d’aria molto fredda retrograda che ha attraversato la Mitteleuropa, ancor prima di raggiungere l’area alpina e le nostre regioni più settentrionali, ha investito la fascia dei Carpazzi settentrionali, l’Ungheria, estendendosi in direzione dell’Austria orientale, la Slovenia e la Croazia. Qui le masse d’aria molto fredde, d’estrazione continentale, spingendosi in direzione delle Alpi Dinariche e del Carso, interagendo con aria molto più mite e umida in risalita dai quadranti sud-occidentali. L’interazione fra le differenti masse d’aria, quella fredda nei bassi strati con quella molto più mite ed umida in quota, ha generato un ampio fronte che ha saputo dispensare nevicate persistenti, per più giorni, fra la Slovenia e la Croazia settentrionale, con accumuli anche superiori al mezzo metro. Nella capitale croata Zagabria, nella mattinata di ieri, dopo una serie di fitte nevicate iniziate lo scorso sabato 12 Gennaio, si sono registrati ben 67 centimetri di neve fresca. Un dato veramente eccezionale. Secondo il servizio meteorologico croato si tratta delle nevicata più intensa degli ultimi 80 anni, dopo gli oltre 80 cm registrati nel Febbraio del 1929. Anche se su Zagabria non furono di meno le grandi nevicate del 1942, 1954, 1956 e 1963, quando la principale città croata fu letteralmente sommersa dalla neve. Freddo e nevicate sparse continueranno ad interessare buona parte del vecchio continente almeno fino al weekend, con temperature che rimarranno ancorate al di sotto delle medie del periodo.