Pozzuoli: dopo 43 anni riapre una piazza evacuata per il bradisismo del 1970, si chiamerà Rione Terra

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Dopo 43 anni una prima area dell’acropoli di Pozzuoli, evacuata per via del bradisismo il 2 marzo 1970, torna a vivere: domani sera, alle 19, l’inaugurazione della nuova piazza Rione Terra sancira’ questo momento storico per la citta’ flegrea e per i suoi cittadini, da millenni costretti a convivere con il regolare e lento innalzamento o abbassamento della crosta terrestre. Significativa e’ stata la scelta della denominazione dello spazio recuperato ai piedi della citta’ vecchia, dall’ingresso lato mare di via Portanova: ”Rione Terra – 2 marzo 1970”, un nome scelto proprio per ricordare un giorno cruciale per la citta’. Il pomeriggio di quel giorno i tremila residenti del Rione Terra furono costretti ad abbandonare le proprie abitazioni in seguito ad un intenso sciame sismico, culmine di una attivita’ sismica in atto da alcuni mesi e che aveva portato al prosciugamento del Serapeo, termometro del bradisismo flegreo. Il suolo si stava sollevando ed in quella fase raggiunse i 200 centimetri. Infatti, secondo i rilievi dell’epoca da parte dell’Osservatorio Vesuviano, la fase ascendente risultava abbastanza critica, tesi avvalorata dai boati continui che venivano emessi dal vulcano della Solfatara, posto sulla collina di San Gennaro. L’epicentro del sisma era stato localizzato nella darsena del porto di Pozzuoli, ossia ai piedi del Rione Terra. Appena scatto’ il piano di evacuazione messo a punto dal ministero degli Interni con la Protezione Civile nazionale, la citta’ cadde in preda allo sconforto ed alla paura. Gli abitanti del Rione Terra, per lo piu’ pescatori che da generazioni risiedevano tra le antiche e strette viuzze rinascimentali del borgo, furono letteralmente prelevati dai militari dell’esercito e portati via. La citta’ fu invasa da centinaia di camion dell’Esercito e mezzi di trasporto delle aziende pubbliche napoletane e della provincia per favorire l’esodo. Le famiglie con le proprie masserizie furono condotte e sistemate sul litorale Domizio nelle case estive dislocate tra il Villaggio Coppola e Baia Domizia. Altre furono sistemate a Napoli in una struttura sanitaria in via di completamento. Altre ancora trovarono sistemazione nell’agro giuglianese ed aversano. Queste famiglie torneranno a Pozzuoli solo all’inizio degli anni ottanta nelle nuove costruzione realizzate con una legge speciale, nella zona di Pozzuoli alto al Rione Toiano. Nel Rione Terra rimase solo il vescovo dell’epoca, Salvatore Sorrentino nella curia vescovile, benche’ privo della cattedrale, incendiatasi nel maggio del 1964. Lascera’ l’acropoli nel 1982 in seguito alla seconda crisi del bradisismo flegreo registratasi nel dopoguerra. E da 43 anni a Pozzuoli si discute, si fanno progetti, si chiedono fondi per il recupero del borgo antico, ma per i vecchi abitanti non c’e’ stata possibilita’ di rientro. E’ ancora un cantiere. Nel corso dei lavori sono stati portati alla luce importanti reperti archeologici, un percorso sotterraneo che evidenzia la forte presenza romana in citta’ e che avrebbe ospitato San Paolo nel suo viaggio verso Roma. La cerimonia di domani sera dovrebbe costituire un primo passo per la riapertura della rocca. Alla cerimonia presenzieranno il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia con il vescovo della diocesi, Gennaro Pascarella. E’ stato invitato il governatore della Campania Stefano Caldoro. Nell’occasione verra’ proiettato un filmato inedito con le immagini del percorso archeologico e dei lavori in fase di ultimazione condotti dal Consorzio Rione Terra. Intanto alcune associazioni culturali hanno gia’ chiesto controlli con videosorveglianza e la presenza della Polizia municipale nell’area che sara’ riaperta al pubblico, per preservare il nuovo sito da atti vandalici.