Previsioni Meteo: inverno tra alti e bassi prima delle gelide sferzate di febbraio. Tutti i dettagli per i prossimi giorni

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    Le condizioni del tempo continuano a mantenersi su standard tipicamente invernali sull’Italia, e così sarà anche nei prossimi giorni nonostante l’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre tra fine gennaio e inizio febbraio. Ma andiamo con ordine chiarendo innanzitutto che affinché il clima si possa definire “invernale” non significa che debbano verificarsi ondate di gelo eccezionale con temperature di -15°C  sulle coste e nevicate fin in pianura. E’ inverno anche quando piove e fa freddo con nevicate sui rilievi, e quest’anno i primi due mesi della stagione, dicembre e gennaio, sono stati entrambi decisamente invernali, pur con qualche fisiologico periodo più mite e pur senza ondate di gelo da ricordare nella storia. Ma ha nevicato tantissimo, soprattutto sui rilievi e anche a bassa quota, e c’è stato molto maltempo, come quello delle prossime ore: l’ennesima perturbazione atlantica (la n°10 di questo mese di gennaio) arriverà sul nostro Paese andando in cut/off e scivolando rapidamente sul Canale di Sicilia.
    Nella giornata di lunedì 28 gennaio avremo forti piogge e temporali su tutte le Regioni tirreniche e soprattutto al mattino in Sardegna e nel pomeriggio in Campania. In pianura Padana nevicherà fin a bassissima quota, con accumuli tra basso Piemonte ed Emilia, dove si imbiancheranno Piacenza, Parma, Modena e Reggio. La neve cadrà ancora una volta abbondante sui rilievi dell’Appennino centro/settentrionale, oltre i 300500 metri di quota tra Toscana e Marche e oltre i 500600 metri su Umbria, Lazio e Abruzzo. Nel pomeriggio/sera la neve tornerà anche al sud, oltre gli 800 metri in Campania, oltre i 1.000 metri in Calabria e oltre i 1.200 metri in Sicilia, lì dove, in quota, è presente davvero tanta neve. Insomma, sarà un’altra perturbazione tipicamente invernale sul nostro Paese. Martedì 29, poi, la depressione scivolerà verso sud/est e sull’Italia avanzerà l’anticiclone delle Azzorre che da sud/ovest inizierà a impossessarsi del Mediterraneo occidentale, ma al sud ci sarà ancora maltempo con piogge residue soprattutto su Calabria e Sicilia, dove continua il periodo super-piovoso iniziato a dicembre: gli accumuli pluviometrici bimestrali delle zone montane e tirreniche della Calabria, in alcuni casi, superano i 1.300mm di pioggia, dopotutto anche gli oltre 500mm di Messina e 400mm di Palermo da inizio dicembre fino a oggi sono particolarmente significativi in tal senso.
    Da mercoledì 30 gennaio e per almeno due/tre giorni, poi, l’anticiclone delle Azzorre diventerà padrone assoluto sul territorio italiano, con cielo sereno o poco nuvoloso quasi ovunque e temperature in forte aumento. Dopotutto, come già accaduto in più occasioni nella seconda metà di dicembre e nei primi giorni di questo mese di gennaio, sarà a tutti gli effetti un anticiclone invernale, con forti inversioni termiche e con molte nebbie e foschie ai bassi strati, soprattutto al centro/nord, dove le temperature si manterranno molto basse. Al centro/sud, invece, le massime potranno aumentare in modo significativo, in alcuni casi fino a oltre +20°C soprattutto sulle due isole maggiori, Sardegna e Sicilia. Farà molto caldo anche in montagna, con zero termico fino a oltre 3.500 metri di quota nelle ore diurne e neve in rapido scioglimento, con marcato rischio di valanghe su molte aree di Alpi e Appennini. Ma durerà poco. Due/tre giorni, appunto. Già nel prossimo fine settimana, tra sabato 2 e domenica 3 febbraio, un nuovo peggioramento di origine atlantica dovrebbe riportare freddo e maltempo sull’Italia, con nevicate fin a bassa quota soprattutto al centro/nord. Nell’attesa che l’inverno torni a fare sul serio con le gelide sferzate che sicuramente febbraio riserverà nel corso delle settimane, forse già dalla prima decade come illustrano alcune interessantissime mappe degli ultimi runs modellistici che pubblichiamo a corredo dell’articolo. L’inverno è ancora al giro di boa, e in termini di freddo e neve avrà ancora molto da dire nei prossimi due mesi. Anzi, molto probabilmente i giorni più freddi e le irruzioni di gelo più intenso devono ancora verificarsi…