Lo dicevo nei giorni scorsi: è troppo presto per parlare di gelo siberiano. Un gelo che uno dei modelli più accreditati comincia a “vedere”, ma che già tende a collocare troppo a Est, cosicché saremmo coinvolti dopo il 12 gennaio ma solo marginalmente e per breve periodo. Proprio l’ipotesi di cui parlavo, cioé quella di finire tra una colata artica a Ovest e una ad Est, prenderebbe corpo, lasciando sfogare gran gelo su buona parte del nostro Emisfero ma lasciando anche, e l’immagine è eloquente, una ulteriore rimonta calda fino alle Isole Britanniche, addirittura fino alla Penisola Scandinava nel primo momento in cui l’Italia sarebbe interessata dagli spifferi siberiani.
Per il momento l’ipotesi gelo è quindi tutta da valutare, e se nel concreto è molto probabile che una ondata di gelo entro il 15 gennaio arriverà, potrebbe essere una briciola rispetto a ciò che potrebbero vedere americani, canadesi, russi e tutta l’Europa Centro-Orientale.
Stesso discorso per quanto riguarda l’ipotesi neve, dal momento che per questo occorre un particolare non trascurabile, cioè le nubi. E quando il gelo arriva troppo ad Est, Il Nord solitamente non vede nulla di duraturo in termini precipitativi, e di fatto non sono previste precipitazioni degne di nota. Senza ciclogenesi poi, anche per le coste tirreniche si farebbe molto dura.
Attenzione quindi a restare coi piedi per terra a tutti gli appassionati freddofili e nivofili, seguite gli aggiornamenti che sono davvero molto diversi l’uno dall’altro.
Previsioni Meteo, ipotesi a lungo termine: e se l’Italia restasse solo ai margini del “grande inverno”?


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