Prodotto per la prima volta in Italia il condensato di Bose-Einstein

A scuola s’impara che la materia puo’ essere solida, liquida e gassosa, ma a temperature molto basse c’e’ n’e’ un alto: il condensato di Bose-Einstein. E’ difficile da ottenere, perla necessita’ di arrivare a temperature vicine allo zero assoluto e per la scarsa stabilita’ chimica. Per la prima volta in Italia pero’ un gruppo di ricercatori e’ riuscito nel laboratorio Gas Ultrafreddi che fa parte del centro Bec (Bose Einstein Condensation) del Cnr e dell’Universita’ di Trento, con sede a Povo di Trento, nel dipartimento di Fisica dell’ateneo. I ricercatori hanno scelto gli atomi di sodio per le loro proprieta’ favorevoli (un’ottima capacita’ refrigerante e stabilita’ chimica). Il risultato riportato dal team trentino si colloca in un settore di punta della ricerca: il campo dei gas ultrafreddi, che ha subito una forte accelerazione a partire dal 1995, quando la condensazione di Bose-Einstein in vapori atomici venne osservata per la prima volta. Gli sviluppi di temi legati a questo campo, come il raffreddamento laser di gas, l’ottica quantistica e la spettroscopia ad altissima risoluzione, negli ultimi anni hanno portato all’assegnazione di ben dieci premi Nobel. Applicando tecniche di raffreddamento laser ed evaporativo un gas di atomi di sodio e’ stato raffreddato fino a osservare la transizione di fase verso la condensazione di Bose-Einstein, producendo cosi’ un condensato di Bose-Einstein di atomi di sodio. In questa fase puramente quantistica la materia (il gas atomico) assume proprieta’ e comportamenti radicalmente diversi rispetto a quelli previsti in regime classico, analogamente alle differenze che distinguono la radiazione laser dalle sorgenti di luce tradizionali, o al caso dei superconduttori rispetto ai conduttori tradizionali di corrente elettrica.