Smog: Pechino è soffocata dall’inquinamento, la gente non esce di casa. Allarme per la salute

Le autorita’ cinesi hanno alzato al livello ‘giallo’ lo stato di allerta per la situazione della nebbia in molte zone della Cina. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Una folta coltre di nebbia avviluppa da ieri diverse aree della Cina centrale e orientale, portando a livelli altissimi l’inquinamento da microparticelle (le PM 2.5) e rendendo difficili i trasporti. Visibilita’ ridotta e’ stata registrata nelle citta’ di Pechino, Tianjin e Chongqing, cosi’ come in diverse aree delle provincie dell’Hebei, Henan, Jiangsu, Sichuan, Hunan, Guizhou, Yunnan e Guangxi. La situazione dovrebbe migliorare domani, con leggere piogge e neve (che in alcune zone dovrebbe cadere copiosa). Ieri l’indice delle polveri sottili in varie centraline di Pechino e’ salito fino a 456 microgrammi di PM2.5 per metro cubo, ma in alcune centraline sarebbero stati rilevati valori superiori a 700 microgrammi, con punte di 900 in alcune aree ieri sera. L’aria e’ considerata di buona qualita’ se l’indice e’ inferiore ai 50 microgrammi per metro cubo, sopra i 300 scatta l’allarme per la salute e l’invito alla popolazione a ridurre al minimo le attivita’ all’aperto. Ancora stamattina, le centraline del consolato americano a Shanghai hanno registrato alle 10 locali (le 3 in Italia) un livello di Pm2.5 pari a 44, considerato non sano per gruppi sensibili, mentre a Pechino la situazione e’ ben peggiore, con le centraline dell’Ambasciata Usa che alla stessa ora hanno registrato un livello di polveri sottili a 266, considerato molto pericoloso per la salute. I dati diffusi danno motivo di forte allarme, dal momento che superano di oltre 40 volte i limiti raccomandati per la salute.