Smog: picchi elevati tra 5 e 7 gennaio in Veneto

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Nei primi giorni dell’anno 2013, fatta eccezione per il passaggio di una rapida perturbazione fra la sera del primo gennaio e il giorno successivo, l’insistenza dell’alta pressione in Veneto ha determinato tempo stabile con assenza di precipitazioni e ventilazione insufficiente a garantire il ricambio della massa d’aria. La persistenza di queste condizioni meteorologiche ha favorito il ristagno e l’accumulo degli inquinanti atmosferici, spiega l’Arpav del Veneto. Le concentrazioni di PM10 registrate nei giorni 5 e 6 gennaio 2013 tuttavia, non sono imputabili alle sole condizioni meteorologiche, ma riflettono anche il contributo di altre attivita’ umane. Possono aver contribuito anche i festeggiamenti tipici di questo periodo; infatti, tra il 5 e il 6 gennaio in rispetto della tradizione, si accendono falo’ in varie localita’ del Veneto legati a forme tradizionali di festeggiamento dell’Epifania. Questi falo’ hanno pero’ un pericoloso effetto, tutt’altro che secondario, sottolinea l’Arpav. Durante i roghi si producono notevoli quantita’ di polveri sottili, le cui concentrazioni medie giornaliere raggiungono livelli eccezionali. In particolare, domenica 6 gennaio sono state misurate concentrazioni di PM10 almeno 3 volte piu’ alte del valore limite giornaliero in tutti i capoluoghi di provincia di pianura. I valori piu’ alti a Venezia e Treviso, seguiti da Rovigo, Padova, Verona e Vicenza. La specificita’ di tale improvviso aumento delle concentrazioni di PM10 nel giorno dell’Epifania e’ confermata anche dal ritorno a valori giornalieri significativamente piu’ bassi durante il giorno 7, per quanto ancora al di sopra del valore limite. L’Arpav del Veneto spiega che la combustione di materiali eterogenei all’aperto, che caratterizza queste manifestazioni, porta alla formazione di altre sostanze pericolose, quali i composti organici volatili e gli idrocarburi policiclici aromatici. Infatti – sottolinea ancora l’Arpav – quando le condizioni di combustione non sono controllate, la stessa efficienza della combustione e’ molto bassa e favorisce la liberazione di sostanze nocive e di polveri, che possono permanere anche per diversi giorni nella bassa atmosfera. Per questo motivo, sia a livello comunitario sia nazionale, e’ stata presa una chiara posizione contro l’accensione di fuochi all’aperto, siano essi legati a iniziative popolari o pratiche agricole. Nel Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, attualmente in fase di revisione e prossimamente in consultazione pubblica, si condivide tale posizione confermando forti restrizioni per le combustioni all’aperto.