Terremoto Emilia: un anno dopo le forti scosse di fine gennaio 2012, risorge la Reggia di Colorno

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Ad un anno esatto di distanza dalle due tremende scosse che il 25 e 27 gennaio scorsi, rispettivamente di magnitudo 4.9 e 5.4, hanno fatto tremare il parmense e pesantemente danneggiato la Reggia di Colorno, questo magnifico complesso monumentale, che fu residenza dei Farnese e dei Borbone, ha riacquistato la quasi totale agibilita’. Prima del sisma di magnitudo 5.9 di maggio che ha devastato soprattutto il modenese e il ferrarese, infatti, in Emlia la terra aveva gia’ tremato, creando danni soprattutto nel parmense. Una delle bellezze artistiche rimaste allora ferite e’ stata proprio la reggia per la quale, fino ad oggi i finanziamenti attivati dalla Provincia sull’intero complesso sono stati di 565 mila euro. Ma complessivamente l’edificio ha subito danni per 1 milione e 950 mila euro. E’ questa, infatti, la stima di spesa per il completo ripristino che e’ al vaglio dell’assicurazione. Solo l’indagine, i rilievi, le proposte progettuali e il progetto per far risorgere la reggia sono gia’ costati alla Provincia 80 mila euro. In questi 12 mesi, comunque si e’ alacremente lavorato per il ripristino dell’edificio e anche l’ingresso principale, sulla bella piazza del centro della Bassa Parmense sara’ presto riaperto grazie all’intesa che la Provincia, proprietaria dell’immobile, ha stretto con Alma, per un intervento del valore di 312 mila euro. Alma e’ la ‘Scuola internazionale di cucina italiana’ che da sempre ha sede nella reggia.
La scuola, unica nel suo genere a livello nazionale, diventa ogni anno piu’ grande e dunque ha necessita’ di usare nuovi spazi per le attivita’ formative. Anche per questo, Alma ha deciso di investire per il ripristino dell’ala sud dell’edificio, lavori che consentiranno, oltre all’agibilita’ dei locali posti sul fronte, la riapertura dell’accesso principale sulla piazza e dell’ingresso al giardino storico prospiciente il cortile d’onore. “Questo intervento – ha spiegato l’assessore alla Cultura Giuseppe Romanini – e’ l’ultimo in ordine di tempo attivato dalla Provincia”. “Ci siamo assunti da subito la responsabilita’ che ci competeva e abbiamo messo in campo personale e risorse, cosa non facile in tempi di ristrettezze come questi – ha continuato Romanini – ma la Reggia e’ stata e sara’ una priorita’ e dunque abbiamo agito di conseguenza e nei tempi piu’ brevi possibili per un immobile cosi’ complesso”. “La nostra attivita’ e’ stata diretta alla messa in sicurezza e successivamente al ripristino della funzionalita’ del complesso, risultato che raggiungeremo con gli ultimi interventi di Alma e su San Liborio” ha precisato, ricordando che “allo stesso tempo ci siamo attivati con l’assicurazione e, se tutto va come auspichiamo, quei fondi serviranno al restauro”. Insomma, ha concluso l’assessore, “con determinazione perseguiamo l’obiettivo di far tornare la Reggia com’era”. Le due scosse di gennaio scorso avevano gravemente lesionato le strutture murarie e gli apparati scultorei del Palazzo Ducale e della Cappella Ducale di San Liborio, al punto che si sono resi necessari da subito provvedimenti di inagibilita’ di parte delle stanze e degli accessi. Ma in un mese, e spesso sotto la neve, con gru e piattaforme aeree si e’ provveduto alla rimozione degli elementi a rischio di caduta. Complessivamente i gruppi scultorei che adornavano la Reggia erano 102 fra statue e vasi tutti in marmo bianco di Verona e molto pesanti: circa un tonnellata le prime, 3 o 4 quintali le coppe. Insieme a questi elementi sono stati rimossi anche comignoli e coppi pericolanti e, tramite i ponteggi e’ stato possibile effettuare la messa in sicurezza della torre nord-est, della lanterna della torre nord-ovest e dell’obelisco sul fronte ovest. Un intervento di sola messa in sicurezza che e’ costata 152 mila euro. Circa una quindicina gli addetti con gruisti, edili e tecnici fra cui anche due restauratori che sovrintendono alle delicatissime operazioni di legatura, sollevamento e posa a terra dei pezzi. Grazie a questo tempestivo sforzo, dopo circa una settimana dal sisma Alma ha ripreso le attivita’ didattiche, successivamente e’ stato riaperto il cortile d’onore e l’accesso agli spazi museali del Piano Nobile della reggia. Sempre avendo come obiettivo l’agibilita’, e con la supervisione della Soprintendenza con ulteriori 42 mila euro si e’ poi provveduto alla sistemazione dei portali di ingresso al cortile d’onore con ancoraggio degli elementi decorativi e messa a ricovero degli elementi rimossi. In questo modo e’ stato possibile ripristinare il collegamento, e quindi l’accesso, tra il giardino storico ed il cortile d’onore del Palazzo Ducale, nonche’ la riapertura dello scalone del Petitot che porta al piano nobile. A fine aprile e’ cosi’ stato possibile svolgere nel giardino della reggia anche la mostra ‘Nel segno del giglio’. Intanto, per la Cappella Ducale di San Liborio, la Provincia ha approvato un progetto, gia’ finanziato con fondi europei e destinato a interventi di restauro, dell’importo complessivo di 275 mila euro, per la realizzazione di lavori di messa in sicurezza e consolidamento. La realizzazione di tali interventi consentira’ la riapertura al culto e alle attivita’ turistico – culturali della cappella entro il giugno. Un lavoro, quello fatto per restituire la reggia al suo antico splendore, che dovra’ essere replicato ora anche per tutte le rocche, le chiese, gli edici storici e di pregio che si sono sbriciolati nel sisma di maggio 2012, riaffiorato alla mente degli emiliani, solo venerdi’ scorso, quando la terra ha tremato ancora a causa del terremoto di magnitudo 4.8 avvenuto in provincia di Lucca. Una scossa che ha fatto tornare la paura, specie sull’Appennino, ma che fortunatamente, questa volta, non ha creato alcun danno a cose e persone, risparmiando una regione che quotidianamente si spende per la ricostruzione.