Terremoto: la terra trema a Savona e nel Ponente Ligure, torna l’incubo del disastro di 126 anni fa

MeteoWeb

Trema la terra in Liguria: 4 scosse hanno interessato ieri sera il Ponente, a largo di Savona. Le più forti, distintamente avvertite dalla popolazione, sono state di magnitudo 3.1, le altre due più deboli di magnitudo 2.3 e 2.0, tutte in serata, tra le 21:49 e le 00:09, e tutte a una profondità compresa tra 9 e 10km. Come abbiamo scritto nella nostra scheda con gli effetti macrosismici la scossa è stata avvertita in modo molto intenso proprio a Savona, Varazze, Laono e Finale Ligure, ma anche nell’entroterra, fino a Cairo Monteonotte, la popolazione s’è accorta del movimento tellurico. Impaurendosi.
Sui social network tanti i messaggi spaventati, soprattutto da Savona, la principale città del Ponente con oltre 60.000 abitanti (che sono quasi il doppio considerando tutta l’area metropolitana fino a Vado, Albissola, Quiliano, Varazze e Bergeggi).
Dopotutto in questa zona nel passato ci sono state scosse anche molto forti, che hanno provocato addirittura dei maremoti come ha spiegato molto bene il nostro collaboratore Giampiero Petrucci, geologo che ha curato la rubrica sugli “Tsunami Italiani” di MeteoWeb, in cui si ricorda in quest’articolo l’evento del 23 gennaio 1887, quando una scossa di terremoto di magnitudo 6.3 (la più forte di sempre sulla riviera di Ponente della Liguria), con epicentro tra Diano Castello e Diano Marina (che viene distrutta dal sisma), provoca anche un maremoto. Altri centri in quel giorno vennero rasi al suolo: Apricale, Bussana (poi ricostruita in altro sito), Montalto. Ci furono danni per un centinaio di km di costa, da Mentone ad Albissola, con circa 650 morti.

Bussana distrutta dal terremoto del 1887

Per tutto questo tratto si registrarono oscillazioni del livello marino, talora intense e generalmente intorno al metro, con inondazione delle spiagge: a Sanremo numerose barche furono danneggiate, ad Alassio e Genova il mare si ritirò di trenta metri e poi invase il litorale, a Loano e Savona vennero chiaramente osservate oscillazioni, ad Oneglia il mare si ritirò di qualche metro, ad Imperia ci fu un run-up di almeno un metro e mezzo. Anche la stessa Diano Marina venne inondata: alcune testimonianze, non confermate, parlano di onde alte fino a 3 metri. Una regressione permanente della spiaggia, indotta dal fenomeno, fu registrata a Loano nonché in alcuni tratti tra Imperia ed Ospedaletti (Tinti ed altri, 2004). Dunque un fenomeno esteso anche se non violentissimo e soprattutto dimenticato, avvenuto in un contesto non urbanizzato come adesso: un evento simile, se accadesse domani e senza prevenzione accurata, causerebbe certamente danni maggiori e probabilmente la perdita di tantissime vite umane.