Un potente anticiclone artico da 1060 hpa entro il weekend piloterà un blocco di aria molto gelida verso gli Urali e la Russia europea, si toccheranno i -40°C

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Dopo le forti e persistenti nevicate dei giorni scorsi i russi nei prossimi giorni dovranno fare i conti con l’arrivo di correnti ancora più gelide provenienti direttamente dalla Calotta polare. Non che i russi non siano abituati, ma le masse d’aria gelide che stanno per scivolare fra la Siberia occidentali, l’area degli Urali e la Russia europea si abbineranno ad alti tassi di umidità relativa e da una debole ventilazione pronta ad orientarsi più dai quadranti sud-occidentali sulla Russia europea, mentre tra gli Urali e la Siberia occidentale i venti al suolo assumeranno una maggiore componente meridionale. Ciò renderà il gelo ancora più insopportabile, soprattutto nei centri rurali e nelle periferie delle grandi città, dove non tutti possono permettersi un adeguato riscaldamento per ripararsi dalle temperature glaciali, pronte a scendere sotto il muro dei -25°C -30° fra l’area di Mosca e gli Urali, mentre sulla Siberia occidentale si andrà vicino al muro dei -40°C -45°C.

L’ottimo innevamento dei terreni, con uno spesso manto nevoso che supera anche i 50-60 cm (a Mosca negli ultimi giorni sono caduti fino a 40-50 cm) di spessore, con punte di oltre 1-2 metri fra la Siberia centrale e quella orientale, sta anche garantendo, specie durante le lunghe nottate calme e serene, un forte effetto “Albedo” capace di far sprofondare ulteriormente la colonnina di mercurio, favorendo potenti inversioni termiche nei bassi strati. Dal punto di vista barico, invece, sul mar Glaciale Artico sono ben evidenti gli effetti prodotti dal “Major Stratwarming” che le scorse settimane ha causato enormi turbolenze nella bassa stratosfera. Come previsto, il forte e brusco riscaldamento stratosferico ha cominciato ad estendersi fino all’alta e media troposfera, provocando un sensibile aumento dei valori dei geopotenziali in quota. Il sensibile aumento dei geopotenziali in quota ha deposto il vortice polare troposferico, costretto a spaccarsi in due grandi “lobi” principali scivolati fra l’Artico canadese e la Siberia centro-occidentale, dove si sono verificate delle crude ondate di gelo che hanno accompagnato un ulteriore estensione delle aree innevate in tutto l’emisfero boreale.

Credit Polar Weather group

Cosi mentre il vortice polare veniva costretto a spappolarsi, andando alla deriva con due grandi “lobi” fra il nord America e l’Asia settentrionale, il sensibile incremento dei geopotenziali in sede artica ha messo su le basi per l’instaurazione di una potente cellula anticiclonica dinamica troposferica sopra il settore occidentale del mar Glaciale Artico, con massimi barici pronti a toccare i 1060-1064 hpa nella parte più settentrionale del mare della Siberia Orientale, poco a nord-est delle isole della Nuova Siberia. Questo impressionante anticiclone, con massimi barici al suolo di oltre i 1060-1064 hpa, nei prossimi giorni si contrapporrà ad una ampia circolazione ciclonica, con un minimo barico sui 980 hpa, centrata sopra il mare di Barents, nel tratto ad ovest della Novaja Zemlja. Tale circolazione depressionaria, colma di aria molto gelida a tutte le quote, nei prossimi giorni penalizzerà le condizioni atmosferiche fra il nord della Russia europea, l’area degli Urali e i bassopiani della Siberia centro-occidentale, con nevicate di debole e moderata intensità accompagnate da una sostenuta ventilazione, in genere dai quadranti occidentali sul nord della Russia europea, mentre sostenuti, a tratti intensi, venti sud-orientali investiranno la penisola di Gyda, la penisola di Jamal, le isole del mar di Kara e la Novaja Zemlja, dove saranno possibili pure delle bufere di neve.

Ma i venti più forti si annideranno sul bordo più settentrionale della profonda circolazione ciclonica sub-polare, osteggiata ad est dal grande anticiclone dinamico artico che tende ad inasprire notevolmente il “gradiente barico orizzontale”. Sul lato settentrionale dell’area ciclonica il forte “gradiente barico” prodotto attiverà venti gelidi piuttosto forti dai quadranti orientali che spazzeranno le isole della Terra di Francesco Giuseppe (in russo Zemlja Franca Iosifa) e le Svalbard, con raffiche fino a 80-90 km/h. Le forti correnti orientali, inoltre, potranno anche favorire una estensione dei blocchi di ghiaccio marino (in modo retrogrado) dal mare di Kara verso l’alto mare di Barents, tuttora in larga parte libero dal ghiaccio, con un ulteriore estensione dei ghiacci artici. Entro il weekend, con la graduale avanzata verso levante della profonda area ciclonica sul mare di Barents e la Novaja Zemlja, il blocco di aria molto gelida (isoterme di -24°C -25°C a 850 hpa) aspirato da quest’ultima tenderà a scivolare lungo il bordo occidentale della circolazione depressionaria, in direzione degli Urali e della Russia europea, dove si verificherà un drastico calo delle temperature, pronte a scendere al di sotto del muro dei -30°C -35°C fin sull’area di Mosca e lungo il bacino del fiume Volga. Ma valori prossimi ai -38°C -40°C molto probabilmente, fra sabato e domenica, si potranno raggiungere fra la regione degli Urali settentrionali e i bassopiani della Siberia occidentale. Qui l’inverno non scherzerà affatto.

Si nota il potente anticiclone artico con massimi di oltre 1060 hpa (credit polar weather group)