Una potente “depressione-uragano” sta per spazzare l’Atlantico settentrionale: minimo barico sotto i 930 hpa, venti fino a 150 km/h e onde di 10 metri

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La potente "depressione-uragano" in sviluppo a sud della Groenlandia

Le “Westerlies” tornano a spirare con una certa intensità sull’Atlantico settentrionale, spalancando le porte all’umido flusso perturbato zonale in uscita dagli USA e dal Canada orientale, dove si sta consumando una intensa fase di gelo. La ripresa delle correnti zonali è coadiuvato da una notevole intensificazione del “getto polare” sull’Atlantico settentrionale, causa la sensibile riduzione dei geopotenziali in quota fra il Canada orientale e il nord-est degli USA. L’inasprimento, anche sensibile, del “gradiente di geopoteziale”, fra il Canada orientale e le medie latitudini atlantiche, deporrà a favore di un ulteriore rinforzo del flusso legato al ramo principale del “getto polare”, che si prepara a raggiungere velocità veramente notevoli alla quota di 250 hpa. La presenza di un “getto” cosi potente, pronto ad insinuarsi lungo le aree di massimo “gradiente di geopotenziale” , schiaccerà verso le medie latitudini oceaniche l’alta pressione oceanica, impossibilitata ad ergersi verso le alte latitudini, costretta a distendersi con i propri elementi principali fin verso le coste marocchine e l’area di Gibilterra. Sul bordo più settentrionale di questa impalcatura anticiclonica, estesa dal medio Atlantico in direzione del Marocco, stanno cominciando a scorrere delle intense correnti occidentali che dipanano masse d’aria piuttosto miti e umide, aspirate dal settore sub-tropicale dell’Atlantico occidentale sub-tropicale e pronte a muoversi verso le Azzorre, le coste portoghesi e quelle della Spagna settentrionale.

Si verrà a realizzare una estesa avvezione di aria molto mite, di tipo sub-tropicale marittima, che si muoverà fin sull’Atlantico orientale settentrionale, andando rapidamente ad interagire sul margine orientale di una circolazione depressionaria principale, in fase di sviluppo e approfondimento nel tratto di oceano poco a sud delle coste meridionali della Groenlandia. Al contempo, un grosso blocco di aria abbastanza gelida, di origini polari, dallo stato canadese del Quèbec, dove si sta registrando un brusco raffreddamento, si dirigerà fino alle coste di Terranova, sfilando sopra l’Atlantico nord-settentrionale, con l’attivazione di forti e burrascosi venti da O-NO e NO che spazzeranno l’area di Terranova e la Nuova Scozia, con raffiche capaci di toccare anche i 90-100 km/h. Questo impulso di aria gelida, in discesa dall’Artico canadese, entro le prossime 24-36 ore si intrufolerà all’interno della circolazione depressionaria attiva sull’Atlantico nord-occidentale, a sud delle coste groenlandesi, favorendo una ulteriore alimentazione al vortice ciclonico. L’interazione fra le differenti masse d’aria, quella gelida di origini polari che scende dall’Artico canadese con quelle molto più temperate dalle medie latitudini oceaniche, assieme alla ripresa di vigore del “getto polare” che esce dall’area canadese, inasprirà ulteriormente l’avvezione di vorticità positiva in pieno Atlantico, deponendo a favore dell’ulteriore approfondimento dell’area ciclonica, che diverrà una vera e propria “depressione-uragano”, in grado di generare furiose tempeste di vento in pieno oceano. In pratica, l’enorme divario termico tra il Canada orientale e il nord-est degli USA, investiti da una intensa ondata di gelo, e l’Atlantico, interessato dalla risalita di masse d’aria molto più miti e umide, andrà ad inasprire tali contrasti termici, agevolando un grosso processo ciclogenetico a sud delle coste groenlandesi, ove è già presente un’area di forte instabilità “baroclina”.

Nella mattinata di domani, grazie al costante supporto di aria molto gelida, d’estrazione artico canadese, sul bordo occidentale, mentre ad est del profondo minimo barico cominceranno a risalire correnti di aria molto più mite ma umida, la profonda “depressione-uragano” tenderà ad approfondirsi ulteriormente, rischiando di toccare dei valori da capogiro, con un minimo barico al suolo stimato anche sotto i 935-930 hpa, coadiuvato in quota da un profondo minimo di geopotenziale sui 480 DAM. Si potrebbero cosi toccare i valori più bassi mai raggiunti da una tempesta extratropicale in questo inizio 2013. Tale primato però rischia di essere facilmente battuto con l’avvento dell’inverno australe, quando lungo i mari sub-antartici si genereranno i profondissimi cicloni dell’emisfero meridionale che si muovono molto rapidamente in seno alle potenti “Westerlies” che ruotano attorno le coste dell’Antartide (l‘assenza di terre emerse le rende ancora più violente rispetto ai venti occidentali che si vedono lungo l‘emisfero boreale). La profondissima area ciclonica extratropicale, sotto i 935-930 hpa, contrastando con il robusto anticiclone oceanico che posizionerà i propri massimi di oltre i 1030-1028 hpa davanti le coste del Marocco, innescherà un ampio e fittissimo “gradiente barico orizzontale” che si distenderà su tutto l’Atlantico settentrionale.

I venti di tempesta che spazzeranno l'Atlantico

Le isobare, molto strette e ravvicinate fra loro, si estenderanno su una larga fetta dell’Atlantico settentrionale, dove si innescheranno dei venti tempestosi pronti a sferzare con grande forza il tratto di oceano a sud delle coste groenlandesi. Stavolta però i massimi di “gradiente barico” rimarranno circoscritti ad un’area ben più limitata attorno il profondissimo minimo barico al suolo e nei bassi strati. Le tempeste più violente, nel corso della giornata di domani, si attiveranno sul margine più meridionale della “depressione-uragano”, in pieno oceano, li dove la contrapposizione con il promontorio anticiclonico delle Azzorre, disteso in modo zonale a sud dell’omonimo arcipelago portoghese, sarà molto intensa. In quest’area si attiveranno venti molto forti, componente prevalente da O-SO, Ovest e O-NO, che potrà raggiungere l’intensità di uragano nel tratto di oceano a sud-ovest dell’Islanda, con raffiche in grado di lambire picchi di oltre i 130-140 km/h, a tratti anche 150 km/h. Ma venti molto forti dai quadranti orientali, pronti a sfociare in tempesta, andranno ad intensificarsi anche lungo il bordo più settentrionale della profonda struttura ciclonica, fra lo Stretto di Danimarca (braccio di mare che separa le coste orientali della Groenlandia dall’Islanda) e il tratto di oceano antistante le coste della Groenlandia sud-orientale, dove soffieranno venti veramente impetuosi da E-NE e NE, con raffiche di oltre i 100-120 km/h. Pur concentrandosi in mare aperto i venti impetuosi, da E-NE e NE, investiranno anche le coste sud-orientali della Groenlandia (piene di fiordi), da Skjoldungen fino a Capo Farvel, e le coste più settentrionali dell’Islanda, dove si potranno registrare raffiche fino a 90-100 km/h. I venti forti proseguiranno fino alla giornata di domenica, con venti burrascosi dai quadranti orientali che continueranno a interessare lo Stretto di Danimarca e il tratto di oceano ad ovest dell’Islanda.

Onde alte fino a 9-10 metri si formeranno sull’Atlantico settentrionale

I potenti venti occidentali, che assumeranno anche forza di uragano sul bordo più meridionale della potente “depressione-uragano”, soffiando per centinaia di miglia in mezzo all’Atlantico settentrionale, renderanno questa parte dell’Atlantico settentrionale da molto grosso (forza 8 ) a tempestoso (forza 9), con la formazione di grandi ondate alte più di 8-9 metri nell’area perturbata. Dentro le tempeste più violente si potranno formare ondate con “Run-Up” di 10 metri di altezza nel tratto di oceano a sud-ovest dell‘Islanda, rendendo la navigazione marittima proibitiva anche per le navi di media e grande stazza. Le grandi onde oceaniche, sollevate dai venti di uragano dai quadranti occidentali, irromperanno con grande impeto sulle coste sud-occidentali islandesi fi verso le Far Oer, determineranno su queste poderose mareggiate che si infrangeranno in modo spettacolare sulle scogliere. Ma un imponente moto ondoso si andrà a sviluppare pure fra lo Stretto di Danimarca ed il tratto di oceano antistante le coste della Groenlandia sud-orientale, con i forti venti da E-NE e NE che solleveranno onde di oltre i 6-7 metri di altezza. Le grandi ondate causeranno delle mareggiate sulle coste nord-occidentali islandesi, nei pressi dell’area di Horn.