2012 DA14 alla minima distanza dalla Terra: i dettagli sul passaggio da record dell’asteroide

Sta transitando proprio in questi minuti l’asteroide di 50 metri denominato 2012 DA14, ad una velocità di 28.100 Km/h. Scoperto il 22 Febbraio scorso ad una distanza circa sette volte quella tra la Terra e la Luna, la roccia spaziale sta transitando a “soli” 27.680 chilometri dal nostro pianeta. Per 33 ore stazionerà all’interno del Sistema Terra-Luna, transitando all’interno dell’orbita dei satelliti geostazionari. L’asteroide sta sorvolando l’Oceano Indiano orientale, al largo di Sumatra, ad una latitudine di -6° Sud ed una Longitudine di 97.5° Est. La sua orbita è ben compresa, e non si avvicinerà ad una distanza minore di quella indicata. Il corpo celeste ruota intorno al Sole, e la sua orbita non è poi troppo diversa da quella terrestre. Nonostante questo passaggio sia il più ravvicinato, l’attrazione gravitazionale della Terra non ha il potere di farlo deviare come se si trovasse su un bivio autostradale. Al massimo potrebbe imprimere una leggera variazione in relazione ai prossimi passaggi, il cui prossimo avverrà il 16 Febbraio 2046, quando passerà dal punto centrale della Terra a ben 620.000 miglia, pari a poco meno di un milione di chilometri. Ci sono pochissime possibilità che la roccia spaziale possa colpire un satellite o dei veicoli spaziali nell’orbita terrestre. Fortunatamente, infatti, il suo passaggio avverrà nel mezzo tra l’orbita dei satelliti geostazionari e la grande concentrazione di satelliti in orbita molto più vicini alla Terra.

Tra questi c’è da ricordare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che orbita a 386 chilometri di altitudine dal nostro pianeta. Praticamente non ci sono oggetti artificiali alla distanza alla quale sta passando DA14. L’influenza gravitazionale sarà infinitamente piccola, per cui l’oggetto non sarà assolutamente in grado di apportare modifiche; nessun corpo di queste dimensioni può causare fenomeni sismici, eruzioni vulcaniche o altri tipi di fenomeni. 2012 DA14 è un oggetto piccolo se paragonato ai giganti del Sistema Solare. La sua magnitudine apparente è in questo momento di circa 7,4, ossia troppo debole per rendersi visibile ad occhio nudo. Per poterlo osservare è necessario dotarsi di un buon binocolo, o meglio ancora di un piccolo telescopio, a patto di avere un pò di esperienza nelle osservazioni cielesti. L’asteroide anche con questi strumenti apparirà come un oggetto puntiforme dal moto accelerato rispetto ai corpi “fissi” del fimamento. Sarà necessario porre lo strumento su un buon cavalletto, utilizzare una luce rossa per non rovinare l’adattamento notturno e avere un buon atlante stellare per riconoscere le costellazioni. Durante l’avvicinamento, e naturalmente in relazione alle condizioni meteorologiche, l’oggetto è visibile dall’Europa, dall’Asia e dall’Africa. Si muoverà in tempi relativamente brevi nel suo passaggio da sud a nord. L’antenna di 70 metri di Goldstone, nel deserto del Mojave, lo scruterà da domani al 20 Febbraio, al fine di ottenere ulteriori informazioni. A causa delle piccole dimensioni dell’asteroide, le immagini radar generate dovrebbero essere non più grandi di pochi pixel di diametro. Sarà inoltre osservato da numerosi osservatori ottici in tutto il mondo per tentare di determinare la velocità di rotazione e la sua composizione.