Quello che riguarda lo spiaggiamento dei delfini nel Tirreno e’ un fenomeno “fuori dall’ordinario, 10 volte superiore alla media di spiaggiamenti osservati negli ultimi 25 anni. Che qualcosa stia accadendo non c’e’ dubbio”. Cosi’ all’Adnkronos l’ecologo marino Giuseppe Notarbartolo di Sciara commenta il fenomeno che ha visto, stando a quanto denuncia l’Agenzia per la protezione ambientale della Toscana, 35 spiaggiamenti registrati tra Toscana, Lazio e Campania solo all’inizio di quest’anno, da gennaio al 10 febbraio. Per conoscere i motivi, pero’, “bisognera’ aspettare i risultati delle analisi”, sottolinea l’esperto riscordando che quando si parla di spiaggiamenti e’ necessario distinguere tra gli spiaggiamenti in massa di animali vivi e gli arrivi di singoli animali morti, come nel caso delle stenelle spiaggiate nel Tirreno. Nonostante l’eccezionalita’ dei numeri registrati in questo inizio di anno, gli spiaggiamenti rappresentano un fenomeno ricorrente, anche se in misura piu’ contenuta: in Italia “troviamo circa 200 esemplari l’anno sulle spiagge”, aggiunge Notarbartolo di Sciara. Ma quali sono i motivi piu’ frequenti che causano il fenomeno? “Il piu’ delle volte si tratta di animali finiti nelle reti da pesca e che poi i pescatori liberano e ributtano in acqua, poi ci sono malattie e patologie e gli incidenti con i natanti, soprattutto per gli esemplari piu’ grossi. Poi, ma non credo che possa essere questo il caso, c’e’ l’effetto sui cetacei dei forti rumori emessi in mare durante le esercitazioni navali delle Marine Militari o durante le campagne di esplorazione per i giacimenti di petrolio e gas sul fondo del mare, rumori che fanno entrare nel panico questi animali che poi spiaggiano”.
Delfini morti nel Tirreno, spiaggiamenti 10 volte superiori alla media degli ultimi decenni


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