Diario di un meteo-appassionato: dove si ferma la neve?

Quando nevica, e non ditemi che sono io che esagero, ci facciamo caso tutti a dove si ferma e dove non si ferma. Ve lo concedo, non tutti allo stesso modo. Da bambino la neve che si sciogliva in terra era un dolore. Pensare a quella meraviglia che per pochi decimi di grado avrebbe potuto conservarsi dilianiava il cuore. Ma anche se si fermava, era cosa da conservare con cura. Cosa dire di quelli che la uccidevano??? Che inutilmente la buttavano da parte dove senz’altro si sarebbe sciolta, magari spalandola? Che invece che togliersela di dosso buttandola su altra neve aspettavano di spalmarla su uno zerbino? Forse che una cosa così magica è venuta giù dal cielo per fare quella fine? Omicidio! Ed io guardavo le incerte traiettorie dei fiocchi di neve. Quelli che cadevano in salvo e quelli che andavano contro un vetro troppo caldo, o su una pozzanghera. Tristezza…
Non come a me, e meno male, ma la neve piace a tanti. Sì, la si maledice ad alta voce, ma sotto sotto, la si aspetta.
Ma dove si ferma la neve? Mica dappertutto, a meno di non trovarsi in condizioni ideali; se la nevicata inizia o meno da una pioggia, fa poca differenza: se la temperatura non è quella giusta, c’è poco da fare, a meno che non venga giù con quei mega fiocconi che sembrano lo sbarco alleato dal cielo.
Ma prima prima bisogna fare “lo strato”. Lo strato è, per l’appunto, un po’ come la prima linea. Ce ne vogliono tanti di morti e feriti sul campo, ma quando si conquista la terra, la battaglia è vinta. E gli altri fiocchi cadono su quelli precedenti, senza intoppi. La neve al suolo, per quanto misera, crea un circolo virtuoso: se la temperatura è troppo alta non aumenta ulteriormente fino a che tutta le neve è sciolta, e poi riflette tutto il calore che viene dal sole, anche indirettamente con la luce del giorno.
Il primo punto in cui si ferma è sulle auto ferme. I metalli conducono bene il calore e si raffreddano in fredda, intanto che l’acqua scorre via in un secondo anziché accumularsi come fa per strada, anche solo quel poco.
Poi si ferma sui ciuffi d’erba, e sugli alberi, che sono un pò meno caldi e bagnati del suolo. In città si parte dai tetti, e si vede subito la differenza tra dove passano riscaldamenti e camini! Poi passa a fermarsi in mezzo alle strade, dove non passano le gomme delle macchine, e sui marciapiedi, dove passa meno gente, di solito dalla parte più lontana dalle case. Da quei punti si estende, fiocco dopo fiocco, in una lenta conquista, fino a ricoprire e ridare candore, piano piano, centimetro per centimetro, a tutta la città.