Effetto serra, clima, che tempo farà. Ce lo dicono le farfalle?

di Enzo Moretto – Direttore di “Esapolis” e Responsabile Scientifico del “Butterfly Arc” –Il 2 febbraio si è festeggiata la Madonna Candelora, che nei secoli ha assunto una valenza di festa di uscita dell’inverno tanto da creare un detto popolare: Alla Madonna Candelora dell’inverno semo fora, ma se piove e tira vento nell’inverno semo dentro. Bene, sabato era il 2 febbraio e in Veneto, e non solo, pioveva e tirava vento. Quindi, secondo la tradizione: dell’inverno siamo dentro. Molti meteorologi annunciano un febbraio freddo. Ma è veramente così? Ieri, domenica 3 febbraio, ad ESAPOLIS, il Museo Vivente del MicroMegaMondo della Provincia di Padova, splende un bel sole e ci arriva un altro messaggio. Infatti a Padova, circa nel 45° parallelo Nord, sarebbe ancora climaticamente inverno, malgrado ciò, proprio sul viale d’entrata, sta svolazzando una bellissima farfalla vanessa.
No, non è scappata dalla vicina storica Casa delle Farfalle di Montegrotto Terme. E’ una specie comune anche in Italia, anche se colonizza mezzo pianeta. Perché allora sorprendersi se è così comune e diffusa? Perché è come una rondine. Se è una, forse non fa primavera, anche se ci dà un po’ di sollievo all’anima con i suoi bellissimi colori vivaci. E poi mi piacerebbe sapere chi, in questi giorni, ha visto volare questa specie nel giardino di casa. Così cerchiamo di capirci di più.
La specie in questione è una atalanta (Vanessa atalanta). Di solito, in inverno, al centro e sud Italia la si trova in tutti gli stadi di sviluppo. Il suo bruco si arrotola dentro una foglia della pianta nutrice, un’ortica o una parietaria. Ma in Veneto di solito fa troppo freddo per uova, bruchi e crisalidi, e allora prova a svernare come adulto. Le vanesse in genere, tra tutte le farfalle, fanno un po’ un’eccezione, in quanto le altre specie di solito svernano come uovo, bruco o crisalide. Molte specie di vanesse, mostrano una maggiore resistenza al freddo. La vanessa antiopa, ad esempio, resiste anche a 20° Celsius sottozero, mentre le altre cercano ripari, luoghi e anfratti dove le temperature variano da pochi gradi sopra zero a qualche grado sotto zero. Ecco perché, se in inverno vi entra una di queste farfalle in casa, va fatta uscire, altrimenti l’eccesso di calore della casa le impedirebbe di svernare e morirebbe rapidamente di fame e di sete. Da noi comunque, in inverno, nelle giornate di sole, si può osservare svolazzare la vanessa occhio di pavone, che è più resistente al freddo invernale, mentre la nostra atalanta migra verso il nord Italia solo in primavera, per poi continuare la sua incessante migrazione nei territori oltralpe,seguendo l’incedere della buona stagione. E allora questo volo precoce dell’atalanta in Veneto è un segnale di primavera o del tanto annunciato e denunciato effetto serra? L’esemplare che ho osservato era in perfetta forma, vivace, i colori brillanti e le ali intatte, ovvero segni di migrazione nessuno. Poi ho notato un’altra cosa che, dal punto di vista climatico è apparentemente meno interessante, ma non per chi cerca segni di primavera anticipata. Infatti le generazioni svernanti delle farfalle, come avviene per la più famosa farfalla monarca del nord America, normalmente sospendono la riproduzione. Di fatto non sviluppano gli organi riproduttivi fino a quando non sentono il richiamo della buona stagione. Questo consente loro di sopravvivere molto più a lungo delle loro sorelle estive e per questo motivo queste generazioni le ho battezzate “matusalemme”. Se non sono in grado di riprodursi non fanno corteggiamenti, né altri comportamenti associabili. Ma la nostra atalanta, il 3 febbraio, era un bel maschietto intento a difendere il territorio da possibili contendenti, e quindi più che pronto a riprodursi. Che sia un altro segnale di cui tener conto? Se dovessimo fare un parallelo con le farfalle monarca, che ora svernano a 15 gradi di latitudine nord in Messico, con temperature anche simili alle nostre, ma con una radiazione solare diurna da Tropico, queste cominceranno i corteggiamenti solo tra metà febbraio e fine marzo, ma parliamo del Messico. Dopo di che queste cominceranno solo in Marzo il volo di ritorno verso gli Stati Uniti, volando anche per 2000 chilometri prima di deporre le uova. Molte delle nostre vanesse non sono diverse. Qualche anno fa, la cosa è ciclica, ci fu un’invasione primaverile di Vanesse del cardo (Cynthia cardui). Arrivarono in massa, forse miliardi, dal Nord Africa. In verità lo fanno ogni anno, ma non con questi numeri. Meno vistosa, ma per me molto più interessante è la vanessa multicolore (Nymphalis polychloros), che ho notato arrivare ogni primavera dai territori del sud con individui dalle ali sbiadite, sfrangiate, a volte delle specie di zombi volanti, provati dal lungo svernamento. Se questo è arcinoto, lo è meno una cosa che ho notato spesso i primi di settembre, ovvero il volo di ritorno a sud. Questo significa che potrebbero fare una vera migrazione di andata e ritorno.
Oggi l’incontro con una farfalla mi ha rallegrato la giornata, ma non so se tutto questo ha un significato positivo. E’ stato bello incontrare una atalanta i primi di febbraio. Peraltro questa è una delle specie più socievoli con le quali noi esseri umani possiamo stabilire una comunicazione. Anche questo fatto è singolare perché ci lascia perplessi su come un animale così piccolo, con una vita spesso molto breve, possa avere del tempo “giocare con noi”, ma questo è un altro bel tema da sviluppare.
Ora vedo comunque di fare un bilancio, così chissà se stimolerà le vostre curiosità e riflessioni.
Aspetti negativi

  • potrebbe segnalarci che il clima è cambiato: effetto serra o cambiamenti climatici di grande portata, come l’allargamento dell’area sahariana;
  • forse le uniche farfalle che sono comuni in città sono quelle che arrivano in migrazione da sud (sono più di quelle che pensate e tra queste: cavolaie, colia, licene oltre alle vanesse, per non parlare di una miriade di falene).

Aspetti positivi

  • vedere una farfalla fa bene all’umore e così forse anche alla crisi;
  • arriverà presto la primavera (vediamo chi ha ragione: se la farfalla o i meteorologi);
  • ci sono degli angoli della città dove una farfalla può sopravvivere;
  • molte farfalle resistono all’inquinamento.

Infine, come ci ricordano gli Amici della Terra sin dal 1990 con la campagna Ciao Farfalla, che, se anche una farfalla è meglio che niente, solo un ambiente dove volano molte farfalle e di tanti colori diversi ci segnala una natura ancora intatta e un futuro migliore anche per l’uomo. Molti altri suggerimenti potrete darmeli voi. Io vi aspetto sulle pagine Facebook del MicroMegaMondo di Butterfly Arc e di ESAPOLIS o via email a info@farfalle.org.