Eruzione dell’Etna, intervista al direttore della Sezione di Catania dell’Ingv, Domenico Patanè

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    Dopo appena 24 ore dal parossismo di ieri notte, anche stanotte l’Etna e’ tornato a eruttare, con due parossismi nell’arco di 24 ore come non succedeva da quasi 13 anni e cioè da inizio giugno 2013. Anche stanotte, quindi, dal vulcano si e’ levata una densa nube di cenere, sospinta dal vento in direzione Sud-Est.  L’attivita’ stromboliana con le fontane di lava è stata breve, come quella di ieri: ha infatti avuto inizio all’1.30 e dopo un’ora si sono verificate esplosioni con il lancio di fontane di lava. Il fenomeno e’ proseguito fino alle 3.30, poi e’ cessato.
    Per approfondire l’argomento e fare il punto della situazione abbiamo contattato telefonicamente il Direttore della Sezione di Catania dell’Ingv, Domenico Patanè che ci ha spiegato come “anche stanotte c’è stata questa ripresa dell’attività eruttiva caratterizzata dapprima da una graduale ripresa del tremore vulcanico, poi dall’attività stromboliana e infine dalle fontane di lava. La  direzione dei venti è stata analoga a quella della scorsa notte, quindi con ricadute di cenere sempre nello stesso quadrante del vulcano, quello orientale, sugli stessi paesi come Fornazzo, Giarre e Riposto. Forse stanotte la pioggia di cenere è stata leggermente più orientata a Sud, ma non ne siamo ancora certi. In queste ore stiamo effettuando delle verifiche nell’area sommitale del vulcano perchè sembra che dopo questo parossismo si sia formata una piccola frattura con modeste emissioni di lava alla base del nuovo cratere di sud/est, ma è una cosa ancora da verificare e proprio in questi minuti i vulcanologi sono impegnati sul campo, sul vulcano. In sostanza novità particolari non ce ne sono, se non che questo parossismo si sia verificato solo 24 ore dopo il precedente. Ci aspettavamo questa ripresa dei parossismi dopo quasi 10 mesi dall’ultimo evento di fine aprile 2012, perchè a gennaio c’era stata una deformazione importante per tutta l’area sommitale con l’attività della bocca nuova che ci faceva pensare proprio a questa ripresa dell’attività parossistica“.

    Sull’evoluzione per le prossime ore, Patanè non si sbilancia: “è una grande incognita, staremo a vedere. Probabilmente è iniziata un’attività ciclica, in questo momento i parametri di monitoraggio più importanti sono rientrati, cioè tremore vulcanico e deformazione del suolo. Non c’è nulla di particolare, ma vedremo cosa succederà nelle prossime 24-48 ore, stiamo monitorando la situazione minuto per minuto“.

    Dopo 13 anni per la prima volta dal 2000 ci sono parossismi così ravvicinati a breve distanza, cosa può significare?

    Potrebbe essere un caso, l’analogia con il 2000 non significa molto. Probabilmente ieri notte il vulcano non ha liberato tutta l’energia che aveva a disposizione e nel giro di poco tempo s’è manifestata questa nuova attività. Sicuramente in questi ultimi anni il sistema vulcanico è abbastanza carico, le deformazioni al suolo ci danno indicazioni sulla continua migrazione di masse magmatiche verso i livelli superficiali, ma per avere indicazioni su un teatro eruttivo sull’area sommitale dovrebbero prima attivarsi alti parametri come la sismicità, e allo stato attuale non c’è nulla di tutto questo. Speriamo che l’attività del vulcano rimanga confinata nell’area sommitale, per avere così parossismi spettacolari e dal valore turistico, ma senza conseguenze sui centri abitati e sulla popolazione etnea. Vedremo nelle prossime ore cosa accadrà“.

    A corredo dell’articolo alcune bellissime fotografie dell’eruzione di stanotte scattate da Biancavilla e inviateci da Davide Gentile: