Flusso freddo retrogrado lambisce le Alpi: prime precipitazioni sulle regioni settentrionali, nel weekend altre nevicate fino al piano

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Come abbiamo già sottolineato nel precedente editoriale il quadro configurativo sullo scacchiere europeo è rapidamente mutato a favore di un flusso di fredde correnti retrograde (da nord-est), d’estrazione artico continentale, che dalla Repubblica occidentale russa della Carelia e dalle Repubbliche Baltiche si muoveranno verso la Mitteleuropa e la Francia, dove è atteso un brusco calo dei valori termici e l’arrivo di deboli nevicate sparse fino a quote pianeggiati. Tale cambio circolatorio, appena accennato, è prodotto dalla presenza di una consistente anomalia negativa in tropopausa (avvezione di vorticità negativa), con massimi di geopotenziale in quota collocati nel tratto di mare compreso fra le coste scozzesi settentrionali e quelle della Norvegia meridionale. Tale anomalia negativa della tropopausa sta favorendo la costruzione di un robusto anticiclone dinamico di blocco, ben strutturato alle varie quote, che presenta i propri massimi barici al suolo, di oltre i 1032 hpa, sulla Norvegia meridionale. Questo anticiclone di blocco, attestato a ridosso della Norvegia meridionale, oltre ad arrestare l’avanzata delle umide e temperate correnti atlantiche, in sfondamento dalle coste di Terranova e dall’Islanda, riuscirà a richiamare, dalle innevate lande della Carelia, masse d’aria molto fredde e relativamente secche che si metteranno in moto in direzione del mar Baltico, della Svezia meridionale, Danimarca ed Europa centrale, tramite una moderata e gelida ventilazione nord-orientale che scivolerà con vari nuclei freddi diretti sull’Europa centrale.

Assieme ai nuclei freddi continentali, in scivolamento dalla Carelia e dall’area del Baltico, il blocco anticiclonico scandinavo imprimerà un movimento retrogrado alla goccia fredda in quota (nucleo di aria gelida caratterizzato da isoterme inferiori ai -36°C -37°C alla quota di 500 hpa), attualmente centrata sopra la Polonia centrale, sganciata nella giornata di ieri da una saccatura artica (affondata ad est del promontorio anticiclonico scandinavo e giunta in fase di “stretching”) che dalla Russia europea si allunga fin verso la Polonia e la Germania, con un asse obliquo orientato da NE a SO. Tra domani e venerdì questa goccia fredda, pronta ad evolvere in un “CUT-OFF” in alta quota con un nocciolo gelido e un minimo di geopotenziale ai margini della struttura anticiclonica scandinava, tenderà a spostarsi verso la Repubblica Ceca, per muoversi successivamente in direzione della Baviera, transitando a nord delle Alpi, dispensando delle deboli nevicate su gran parte dell’Europa centrale, coadiuvate da una moderata e fredda ventilazione da E-NE e NE che attraverserà la Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Slovacchia, Austria, Svizzera. Nella giornata di venerdì la goccia fredda riuscirà a muoversi verso la Francia orientale, determinando un peggioramento che si farà strada fra le Alpi e l’Italia centro-settentrionale, dove giungeranno nubi più compatte che daranno la stura a piogge e nevicate fino a bassissima quota fra Alpi, Prealpi.

Non è del tutto escluso che qualche fioccata riuscirà a raggiungere alcune zone pianeggianti del nord Italia, specie l’areale de nord-ovest, l’Emilia ed il Veneto, lasciando persino degli accumuli. Difatti, le masse d’aria fredda continentali che invaderanno l’Europa centrale e la Francia, almeno in parte, riusciranno ad aggirare le Alpi orientali, canalizzandosi tramite gli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche e dal Carso, traboccando verso il golfo di Trieste e le coste dell’Istria attraverso sostenuti e freddi venti di bora nella giornata di sabato. Da qui l’aria fredda, dopo aver attraversato l’alto Adriatico, entrerà sulla pianura Padana, dove si attende un brusco calo dei valori termici. Nel frattempo più ad ovest, lo sviluppo di una giovane ciclogenesi autonoma sul Mediterraneo centro-occidentale, fra Baleari e golfo del Leone, scavata dall’affondo dell’aria fredda fino al golfo del Leone e l’area pirenaica, contribuirà a pilotare verso le regioni settentrionali masse d’aria decisamente più miti e ricche di umidità, dai quadranti sud-occidentali, pronte a scorrere sopra lo strato di aria molto fredda pronto a depositarsi all’interno del Catino Padano, in un “cuscinetto” ben consolidato, molto pesante e duro da poter scalzare. Ancora pero è molto difficile elaborare una previsione con tutti i dettagli, anche se ormai è probabile che fra sabato e domenica, con questo tipo di configurazione barica, sulle regioni settentrionali la neve tornerà a lasciare accumuli (non abbondanti) fino a quote pianeggiati, con apporti maggiori sulle aree pedemontane dell’Emilia e del basso Piemonte, dove i fenomeni nevosi rischiano di prolungarsi per più giorni, comportando dei disagi di non poco conto per chi si dovrà recare alle urne nella giornata di domenica.