Fra poche ore irromperanno le prime nevicate sul nord-ovest: dalla Francia si avvicina l’intenso sistema frontale atlantico

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L'intenso sistema frontale atlantico in azione tra Spagna e Francia

Ormai mancano davvero poche ore all’arrivo delle prime nevicate sulle regioni settentrionali, a partire dal Piemonte e dalla Liguria, fenomeni che andranno ad intensificarsi nel corso della tarda nottata, estendendosi via via all’ovest dell’Emilia e alla Lombardia e successivamente anche al Veneto occidentale. Attualmente sta iniziando a nevicare nel sud della Francia e in Provenza, fino al piano. Precipitazioni che già dal primo avvio potrebbero assumere prevalente carattere nevoso fino al piano, visto che lo zero termico si attesterà sotto i 300 metri. Quota in ulteriore calo con l’avvento delle prime precipitazioni tra il debole ed il moderato, pronte ad intensificarsi sensibilmente durante la prima mattinata di domani, allorquando l’Italia settentrionale verrà raggiunta dal flusso di aria più mite e umido in quota che tenderà a scorrere sopra lo spesso strato di aria fredda e più pesante appena depositato al suolo sopra la pianura Padana e sulle regioni e vallate interne dell’Italia centro-settentrionale, dove permarranno termiche attorno i +0°C, se non addirittura inferiori, più che adatte nel favorire delle nevicate fin dal piano. Si sta per delineare quindi una configurazione sinottica dai chiari sapori invernali, in grado di dispensare nevicate abbondanti e diffuse su un ampio areale del nord-ovest, inclusa la Liguria, l’Emilia e una fetta dell’alta Toscana, specie fra il pistoiese e il fiorentino (almeno fino alla tarda mattinata di domani su queste ultime). Fenomeni che oltre a risultare abbondanti potrebbero persistere anche per buona parte della giornata di domani, depositando un consistente manto nevoso al suolo, con accumuli capaci di oltrepassare la soglia dei 30-35 cm, con picchi superiori ai 40 cm sul basso Piemonte e sulla fascia pedemontana, fra cuneese e alessandrino. Accumuli significativi che potranno creare ingenti disagi ai trasporti, ma non solo, nei grandi centri urbani.

In città a forte acclività come Genova, caratterizzata da strade con forte pendenza, nevicate di questa portata possono mandare in tilt il traffico automobilistico, creando innumerevoli disagi e lunghe code. Non andrà meglio nemmeno in grandi centri, come Torino o Milano, dove precipitazioni nevose di questa portata comportano enormi difficoltà, specie nelle strade e negli scali aeroportuali. Intanto, sotto l’aspetto configurativo, pare tutto pronto. Sull’Inghilterra occidentale si è già sviluppata la prima ciclogenesi, pronta ad allungarsi verso la Francia centro-settentrionale, scavando la saccatura che nella mattinata di domani scivolerà verso il golfo del Leone e il mar di Corsica, premendo in modo tale da scavare un nuovo minimo barico secondario ad ovest della Corsica, in lenta evoluzione verso l’Arcipelago Toscano, che esacerberà il richiamo delle miti e umide correnti meridionali verso l’Italia settentrionale e l’area alpina. Sarà proprio questo umido e tiepido richiamo pre-frontale, con sostenuti, a tratti intensi, venti da Sud e S-SO, la causa principale di queste nevicate diffuse pronte ad imbiancare l’intero nord-ovest e le coste liguri, dal genovesato occidentale al savonese.

A ciò va aggiunto la presenza, nei bassi strati, di un intenso sistema frontale, di origine oceanica, che domani raggiungerà l’Italia, pilotando un esteso ammasso nuvoloso, esteso dal Mediterraneo centro-occidentale fino alle Alpi, che ingloberà l’intero centro-nord, dando luogo a precipitazioni estese, dapprima nevose anche sulla Toscana, alto Lazio ed Umbria, pronte a trasformarsi in pioggia molto rapidamente, non appena sul mar di Corsica si viene a sviluppare il minimo barico secondario che accenderà il rapido richiamo di correnti meridionali in risalita sul Tirreno e sull’Adriatico, con una sostenuta ventilazione, in ulteriore rinforzo dalla serata, quando soprattutto sull’Adriatico si attiveranno intensi venti da S-SE che accompagneranno un rapido aumento delle temperature (e dello zero termico) fra le regioni adriatiche e su gran parte del nord-est, inclusa la Romagna, il Veneto e la Lombardia occidentale, dove le iniziali fioccate della mattinata si evolveranno in pioggia già dal primo pomeriggio, con valori nettamente positivi. Aria mite che non sarà in grado di scalfire l’ampio “cuscino freddo” preesistente fra l’ovest della Lombardia, il Piemonte e l’ovest dell’Emilia. Merito anche dello sbarramento orografico eretto dai rilievi dell’Appennino Emiliano e Ligure, i quali, con la loro mole, costringeranno le umide e più tiepide correnti meridionali a virare bruscamente verso ovest, scorrendo sopra il cosiddetto “lake cold” padano, isolato negli strati più prossimi al suolo. Una dinamica tipica nel Catino Padano che spesso da la stura a precipitazioni nevose importanti che possono prolungarsi per più giorni.