Le masse d’aria molto fredde e umide che entro il weekend piomberanno sul Mediterraneo centro-occidentale, dispensando molta instabilità e abbondanti nevicate fino a quote molto basse su quasi tutta l’Italia centro-meridionale e persino sui monti di Algeria e Tunisia settentrionale, si sono già messe in movimento verso le basse latitudini. La configurazione barica che inizia a delinearsi è molto tipica per il mese di Febbraio. Con un solo particolare, un evoluzione molto lenta e graduale verso levante che permetterà all’aria fredda di poter sostare più a lungo sulle nostre regioni, dando la stura a maggiori precipitazioni nevose fino a quote collinari, con apporti anche abbondanti su regioni come le Marche, l’Abruzzo, il Molise, il nord della Puglia. Ma un bel po’ di neve fresca cadrà anche sul basso Lazio, Campania e a quote leggermente più alte fra Calabria e Sicilia settentrionale, dove con molta probabilità, fra domenica 10 e lunedì 11 si potranno verificare delle nevicate molto intense, accompagnate da rovesci e persino dei temporali in sviluppo sopra le più tiepide acque del mar Tirreno. Solo il nord dovrebbe restare escluso dall’affondo artico, trovandosi sottovento alla barriera alpina che farà da scudo alle correnti artiche.
In queste ore, la prevista “erezione” fin verso la Groenlandia dell’anticiclone delle Azzorre, che mantiene i propri massimi di ben 1038 hpa in pieno Atlantico, sta agevolando il richiamo di masse d’aria molto fredde, per non dire gelide in quota, che dal mar di Groenlandia e dall’area poco a sud delle Svalbard (Artico norvegese) si muoveranno di gran carriera in direzione dell’Islanda e del nord Atlantico, per rapidamente discendere verso l’Irlanda e la Scozia entro la serata odierna, tramite venti molto forti da Nord e N-NE. Ma a favorire tale affondo artico fin verso il vecchio continente ci penserà anche una profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, che presenta la classica struttura ad occhiale, con ben due minimi al suolo di 960 hpa, ad est delle coste scozzesi centrali, e 961 hpa sulla regione meridionale svedese del Gotaland. Questa profonda area ciclonica extratropicale, che sta favorendo l’attivazione di venti molto forti da NO ad ovest dell’Irlanda, fungerà da regia all’incursione artica che si prepara ad invadere l’Europa centro-occidentale, dopo aver interessato il Regno Unito ed il mar del Nord. Inoltre, i continui impulsi di aria molto fredda dai quadranti settentrionali, in discesa dalle latitudini sub-polari, alimenteranno ulteriormente questa profonda depressione, la quale spingendosi verso la Svezia meridionale entro domani si sfalderà in più minimi barici nei bassi strati.
Da notare come l’allungamento, fino alle coste orientali groenlandesi, dell’alta pressione oceanica, provocherà un notevole abbassamento di latitudine del cosiddetto lobo scandinavo del “vortice polare”, con la discesa di vari nuclei di aria molto gelida in quota, con isoterme fino a -38°C -40°C alla quota di 5100-5000 metri, pronte a scendere fino in prossimità delle coste francesi e del Belgio. L’affondo di tali nuclei gelidi in quota sta anche favorendo lo sviluppo di diverse “Cellule temporalesche”, fra Francia settentrionale, Belgio e Germania, proprio lungo la parte più avanzata del fronte freddo che precede l’aria artica. Insomma, quello che sta per scendere dal mar di Groenlandia e dalle latitudini artiche norvegesi, è un vero e proprio blocco di aria gelida, d’estrazione artico marittima, che nel fine settimana raggiungerà un po’ tutta l’Europa centro-occidentale, dalla Spagna alla Germania, con sfondamento finale fino al cuore del bacino del Mediterraneo. Sia in quota che nei bassi strati s’instaurerà una circolazione tipicamente meridiana, con venti molto tesi, da Nord e N-NO, che dal mar della Groenlandia e dal dirimpettaio mar di Norvegia soffieranno verso le Isole Britanniche, il mar del Nord, per scendere giù in direzione della Spagna, l’Olanda, il Belgio, la Francia, per traboccare sul Mediterraneo nella mattinata di giovedì 7 tramite la valle del Rodano (forte “mistral” sul golfo del Leone in propagazione verso mar di Corsica e mar di Sardegna).
Al contempo, mentre la massa d’aria molto fredda artico marittima, scivolando sul bordo orientale della struttura anticiclonica di blocco in pieno oceano, comincia ad invadere la Francia, l’Olanda, il Belgio e la Germania, con l’arrivo di isoterme sui -6°C -8°C a 850 hpa, sul Mediterraneo centro-occidentale s’intensificherà un flusso di umide e miti correnti occidentali che convoglierà alcuni sistemi frontali, di estrazione atlantica, tra Spagna ed Italia. Saranno proprio questi sistemi frontali, che scorreranno lungo il bordo meridionale dell’ampia circolazione depressionaria fredda che ingloberà buona parte del continente, ad interagire con i primi refoli di aria fredda in tracimazione dal Rodano e dalle vallate alpine dando luogo alle fitte nevicate che ammanteranno i rilievi dell’Appennino centro-meridionale e quelli della Sicilia e della Sardegna. Lo sviluppo di un probabile minimo depressionario sui mari attorno l’Italia meridionale, durante il weekend, potrebbe favorire anche un temporaneo richiamo freddo da N-NE e NE, con lo sfondamento di una parte del nucleo freddo dalle Alpi Dinariche che potrebbe deporre a favore di abbondanti nevicate sin dai 200 metri tra Marche e Abruzzo (in particolare dall’ascolano al teramano le nevicate potranno essere abbondanti), anche se tanta neve fresca cadrà sul basso Lazio, Campania, Basilicata, nord Puglia, Sardegna e a quote leggermente più alte fra Calabria e Sicilia settentrionale. Quelle che dovrebbero essere escluse, almeno per il momento, saranno le regioni settentrionali, le quali si troveranno sottovento alle Alpi che faranno da barriera alle fredde correnti settentrionali, dipanando sostenuti venti di caduta (venti favonici) che riscaldandosi e deumidificandosi durante la discesa verso il Catino padano inibiranno lo sviluppo di nubi e precipitazioni degne di nota.


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