Si avvicina il picco della stagione influenzale. Quella entrante potrebbe essere la settimana piu’ ‘calda’, con migliaia di italiani a letto con febbre, tosse e raffreddore. Secondo l’ultimo rapporto Influnet, continua infatti “l’ascesa della curva epidemica”, alimentata soprattutto dai bambini. In vista del picco, e’ bene quindi conoscere tutto dell’influenza. Una mano in tal senso la da’ il ministero della Salute, che sul proprio sito web ha dedicato un’intera sezione al tema, con domande e risposte. Eccone alcune: Che cos’e’ l’influenza? L’influenza e’ una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). E’ molto contagiosa, perche’ si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. Quali sono i sintomi? I sintomi sono comuni a molte altre malattie: febbre (generalmente accompagnata da brividi), mal di testa, malessere generale,mancanza di appetito, dolori muscolari e osteoarticolari, sintomi respiratori (tosse, mal di gola, congestione nasale), congiuntivite. Soprattutto nei bambini si possono manifestare anche sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea). Come si trasmette l’influenza? L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera: diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata); indiretta (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici). Per questa ragione e’ fortemente raccomandato seguire alcune precauzioni generali, come: evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa; lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze di soggiorno. Da quando e per quanto tempo una persona con influenza e’ contagiosa per gli altri? I pazienti affetti da influenza sono gia’ contagiosi durante il periodo d’incubazione, prima della manifestazione dei sintomi. Una persona adulta puo’ trasmettere il virus da tre a a sette giorni dopo l’inizio della malattia. I bambini invece sono contagiosi piu’ a lungo. Quali sono le complicanze dell’influenza? Le complicanze vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (ad esempio malattie croniche dell’apparato cardiovascolare o respiratorio), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini). Come si previene l’influenza? Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea come l’influenza: coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si tossisce e starnutisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato nella spazzatura o nella biancheria da lavare; lavare spesso le mani con acqua e sapone, e in particolare dopo avere tossito e starnutito, o dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo. E ancora: rimanere a casa se malati, evitando di intraprendere viaggi e di recarvi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonche’ ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus. Oltre a queste regole igieniche, e’ possibile prevenire l’influenza anche mediante la somministrazione di vaccini specifici antinfluenzali; sono disponibili anche farmaci antivirali dotati di azione specifica contro i virus influenzali; il loro impiego a scopo preventivo e’ riservato a situazioni particolari, ovvero in soggetti in cui l’influenza rappresenta un alto rischio ma non e’ possibile utilizzare il vaccino a causa di controindicazioni. Si puo’ allattare con l’influenza? Il virusinfluenzale e’ diffuso in tutto l’organismo e quindi anche nel latte, dove peraltro sono presenti anche gli anticorpi. La trasmissione dell’infezione, pero’, avviene soprattutto per via aerea, quindi, per evitare di contagiare il bambino e’ consigliabile allattare mettendo, per esempio, una mascherina sulla bocca. Che differenza c’e’ tra vaccino e farmaco antivirale? Gli antivirali sono medicinali usati per il trattamento dell’influenza. Se assunti tempestivamente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre i sintomi, la durata della malattia e le complicanze dell’influenza. Possono ridurre la capacita’ del virus di replicarsi (e quindi la durata del periodo di contagiosita’ della persona infetta) ma non stimolano la produzione di anticorpi come i vaccini e quindi non danno protezione immunitaria. Nei bambini e negli adolescenti, l’uso degli antivirali deve essere limitato a: bambini che accusano sintomi influenzali e che appartengono ai gruppi a rischio per gravi complicanze; bambini senza fattori di rischio, ma ricoverati in ospedale per sintomi gravi attribuibili alla infezione con virus AH1N1; bambini a rischio di gravi complicanze, non vaccinati che abbiano avuto contatti stretti con persone infette, come chemioprofilassi. Nelle donne in stato di gravidanza l’uso dei farmaci antivirali deve essere limitato a donne che presentino malattie croniche preesistenti alla gravidanza, nonche’ ai casi di malattia influenzale con decorso complicato. In questi casi il trattamento puo’ essere effettuato anche nel I trimestre, nel piu’ breve tempo possibile dall’insorgere dei sintomi. Il ministero della Salute ricorda inoltre che “ogni farmaco, in quanto tale, va rigorosamente prescritto dal proprio medico di riferimento (medico di famiglia, pediatra, ginecologo, cardiologo o altro specialista) previa visita”.
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