Intensi venti meridionali risalgono i mari italiani: attese delle mareggiate fra alto Tirreno e Adriatico, torna l’acqua alta a Venezia

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Oltre alle fitte nevicate previste sulle regioni settentrionali, l’intenso sistema frontale di origine atlantica, proveniente dalla Francia, verrà accompagnato anche da intensi venti dai quadranti meridionali che supereranno la soglia d’attenzione su alcuni tratti, divenendo a tratti anche burrascosi, con folate sopra i 60-70 km/h. Come abbiamo avuto modo spiegarvi nei precedenti articoli la profonda ciclogenesi che nel pomeriggio di ieri si è sviluppata sull’Inghilterra occidentale, con un minimo barico al suolo scivolato sotto i 988 hpa, tende in queste ore ad allungarsi verso la Francia centro-settentrionale, scavando la saccatura che nella mattinata di domani scivolerà verso il golfo del Leone e il mar di Corsica, premendo in modo tale da scavare un nuovo minimo barico secondario ad ovest della Corsica, in lenta evoluzione verso l’Arcipelago Toscano. Minimo barico che esacerberà il richiamo delle miti e umide correnti meridionali verso l’Italia settentrionale e l’area alpina. Sarà proprio questo umido e tiepido richiamo pre-frontale, con sostenuti, a tratti intensi, venti da Sud e S-SO, la causa principale di queste nevicate diffuse pronte ad imbiancare l’intero nord-ovest e le coste liguri, dal genovesato occidentale al savonese. Il “forcing” esercitato dall’affondo dell’asse principale della saccatura oceanica, fino al cuore del Mediterraneo centro-occidentale, agevolerà lo sviluppo di questo nuovo minimo depressionario, ad alto indice “baroclino”, in prossimità del mar di Corsica, con valori stimati sui 998-997 hpa al suolo. Il rapido isolamento di questa nuova ciclogenesi, con l’associato sistema frontale di chiara origine oceanica (quindi carico di umidità e precipitazioni), produrrà un veloce inspessimento del “gradiente barico orizzontale” sui mari che circondano l’Italia, con l’infittimento delle isobare, specie lungo il bordo orientale della circolazione depressionaria.

Ciò favorirà, nel corso della giornata, dei massimi di “gradiente barico” collocati fra il medio-alto Tirreno, l’Arcipelago Toscano, l’alto Lazio e la bassa Toscana, dove si verificherà una conseguente quanto netta intensificazione della ventilazione meridionale nei bassi strati, pronta a risalire l’intero bacino tirrenico, dalle coste algerine fino al Lazio e alla Toscana. Il notevole inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, determinato dall’approfondimento della giovane ciclogenesi da 997 hpa attorno la Corsica, già dalla tarda mattinata genererà una notevole intensificazione dei venti da Sud e S-SO, che dal Canale di Sardegna e dal basso Tirreno si propagheranno velocemente all’alto Tirreno, fra l’arcipelago Toscano e l’Argentario, dipanando una intensa componente di ostro e libeccio, che proprio al traverso della costa grossetana e del livornese assumeranno carattere di burrasca, sferzando pure l’isola d’Elba e quella del Giglio, dove in tarda mattinata si potrebbero registrare raffiche sui 60-70 km/h. Venti da Sud e S-SO che diverranno abbastanza sostenuti anche sul resto del Tirreno, con particolare riguardo per la costa laziale e il tratto a largo della Campania in mattinata. Nel pomeriggio, con la lenta traslazione del minimo barico “baroclino” verso l’alto Tirreno, gli intensi venti meridionali, da Sud e S-SO, andranno gradualmente ad attenuarsi, ruotando sempre più verso SO e O-SO.

Al contempo però, se sul Tirreno i venti meridionali tenderanno ad attenuarsi girando più da libeccio, sul bacino adriatico si assisterà ad una intensificazione dei venti da S-SE e SE, specie nel tratto di mare antistante le isole della Dalmazia, causa il sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” proprio sull’Adriatico centro-settentrionale. Tale rafforzamento del “gradiente barico orizzontale” intensificherà notevolmente il flusso sciroccale, da S-SE e SE,  su tutto il medio-alto Adriatico, che raggiungerà carattere di burrasca nel tratto davanti le coste della Dalmazia, causando un veloce incremento del moto ondoso. L’intenso vento di scirocco e ostro che risalirà l’intero bacino del mar Adriatico, tra la serata e la prossima notte, incrementerà la marea sulla laguna veneta, riportando il fenomeno dell’acqua alta sulla città di Venezia. Un picco massimo di oltre 140 cm è atteso intorno le 00:50 AM di domani, proprio quando sul medio-alto Adriatico si raggiungerà il “clou” del moto ondoso sollevato dagli intensi venti di scirocco che risalgono fin dal Canale d’Otranto. L’intensa ventilazione meridionale si attenuerà solo nella giornata di domani, anche se una sostenuta ventilazione da S-SE e Sud resisterà solo sullo Ionio, sul Canale d’Otranto e il basso Adriatico, interessando principalmente l’area del Salento. La forte ventilazione meridionale ovviamente sarà accompagnata da un aumento del moto ondoso che diverrà anche particolarmente consistente sul medio-alto Tirreno e dal tardo pomeriggio pure sul medio-alto Adriatico, dove si raggiungerà forza 5 sulla scala Douglas, con onde di “mare vivo” alte fino a 3.0-3.5 metri. Il consistente moto ondoso, dal pomeriggio, spingendosi verso nord, potrà dare origini a delle mareggiate lungo le coste dell’alto Lazio e bassa Toscana e sui litorali meridionali (esposti a sud) dell’Arcipelago Toscano. Nel pomeriggio/sera intense risacche, per onde rifratte da SE o E-SE, si potranno abbattere anche sulle coste venete e su quelle romagnole, dove arriveranno ondate alte fino a più di 3.0 metri, con “Run-Up” superiori ai 4.0 metri. L’intenso moto ondoso comincerà a scadere dal tardo pomeriggio di domani per attenuarsi sensibilmente entro la giornata di mercoledì, con onde lunghe in sensibile scaduta.