L’Italia verrà interessata dal passaggio di due differenti fronti perturbati provenienti dall’Europa nord-orientale e dal nord-Africa: ancora maltempo

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Il quadro sinottico europeo è dominato da una anomalia negativa in tropopausa (per anomalia s’intende un’area che presenta valori di vorticità potenziale differenti dall’ambiente circostante), caratterizzata da massimi di geopotenziale in quota collocati nel tratto di mare fra le coste scozzesi settentrionali e quelle della Norvegia meridionale. Tale anomalia negativa della tropopausa sta favorendo la costruzione di un robusto anticiclone dinamico di blocco, ben strutturato alle varie quote, che presenta i propri massimi barici al suolo, di oltre i 1032 hpa, sulla Norvegia meridionale. Sarà proprio lo sviluppo di questa cellula anticiclonica, nel sud della Scandinavia, ad aprire le porte ad un nuovo importante cambio circolatorio sullo scacchiere continentale, spalancando un canale di masse d’aria molto fredde, d’estrazione artico continentale, che verranno aspirate dalle innevate lande della Carelia in direzione del mar Baltico, Svezia, Danimarca ed Europa centrale, tramite una moderata e gelida ventilazione nord-orientale che scivolerà con vari nuclei freddi diretti sull’Europa centrale. Difatti, il blocco anticiclonico sulla Scandinavia, sarà in grado di arrestare l’avanzata delle umide e temperate correnti atlantiche, in sfondamento dalle coste di Terranova e dall’Islanda, ergendo un muro invalicabile che obbligherà i sistemi frontali e le profonde circolazioni cicloniche, di origine oceanica, a rimanere semi-stazionarie nel tratto di oceano a sud della Groenlandia.

Alcuni di questi sistemi frontali impattando sul bordo più occidentale dell’impalcatura anticiclonica, presente sulla penisola Scandinava, tenderanno a virare bruscamente verso nord o nord-nord/est, scorrendo verso il mar di Norvegia settentrionale e il mar di Barents, aggirando a nord la struttura anticiclonica. Nessuno di questi però riuscirà a penetrare sul vecchio continente, rimanendo ancorati ad ovest del Regno Unito, il quale verrà investito da tese correnti dai quadranti meridionali. Insomma, quello che si va a delineare è un quadro evolutivo abbastanza fluido che verte sullo sviluppo di questa robusta cellula anticiclonica dinamica sulla Norvegia meridionale ed il sud della Svezia, pronta a spanciarsi ulteriormente verso il mar del Nord, arrivando a lambire con i propri margini occidentali il Regno Unito, in particolare l’Inghilterra orientale lambita dall’isobara di 1020 hpa entro il fine settimana. L’anticiclone scandinavo, inoltre, imprimerà un movimento retrogrado alla goccia fredda in quota (nucleo di aria gelida caratterizzato da isoterme inferiori ai -36°C -37°C alla quota di 500 hpa), attualmente centrata sopra la Polonia centrale, sganciata da una saccatura artica (affondata ad est del promontorio anticiclonico scandinavo e giunta in fase di “stretching”) che dalla Russia europea si allunga fin verso la Polonia e la Germania, con un asse obliquo orientato da NE a SO.

Questa goccia fredda in quota, contraddistinta da un nocciolo abbastanza gelido in quota, e da masse d’aria molto fredde nei bassi strati in discesa dalla Carelia e dal Baltico con una moderata ventilazione da NE, sarà in grado di destabilizzare l’atmosfera, dando luogo ad estesi annuvolamenti, pronti ad avvitarsi in senso antiorario attorno al perno depressionario in quota, dando luogo a delle precipitazioni nevose sparse, fino al piano, tra Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Slovacchia, Austria, Svizzera. Generalmente si tratterà di nevicate di debole e moderata intensità che lasceranno delle imbiancate, soprattutto fra l’ovest della Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Austria, Svizzera e Slovacchia, con fioccate e discreti accumuli al suolo sulle principali capitali della Mitteleuropa, da Varsavia a Berlino, passando per Zurigo, Vienna e Bratislava. Nella giornata di domani la goccia fredda in quota, in graduale evoluzione a “CUT-OFF”, si sposterà dapprima sulla Repubblica Ceca, per muoversi successivamente in direzione della Baviera, transitando a nord delle Alpi, dispensando delle deboli nevicate su gran parte dell’Europa centrale, coadiuvate da una moderata e fredda ventilazione da E-NE e NE che attraverserà la Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Slovacchia, Austria, Svizzera.

Venerdì, invece, la goccia fredda riuscirà a raggiungere il territorio francese orientale, determinando un peggioramento che si farà strada fra le Alpi e l’Italia centro-settentrionale, dove giungeranno nubi più compatte che daranno la stura a piogge e nevicate fino a bassissima quota fra Alpi, Prealpi. Non è del tutto escluso che qualche fioccata riuscirà a raggiungere alcune zone pianeggianti del nord Italia, lasciando persino degli accumuli. Al contempo, mentre le regioni settentrionali italiane verranno influenzate dal passaggio della goccia fredda in quota, che si muove in maniera retrograda a nord delle Alpi, quelle del sud dovranno fare i conti con un nuovo fronte nuvoloso in risalita dall’Algeria e dalla Tunisia. In realtà, più di un fronte nord-africano, si tratterà dei resti di un vecchio “CUT-OFF” che proprio in queste ore va ad isolarsi sull’entroterra marocchino, a causa dell’intenso “stretching” imposto alla saccatura in pieno Atlantico dall’intenso “getto polare” che scorre lungo il bordo meridionale del profondo ciclone extratropicale ubicata davanti le coste di Terranova. Tale “CUT-OFF”, isolandosi sull’entroterra marocchino, a sud dell’Atlante, genererà più ad est una rimonta di aria molto mite, d’estrazione sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico algerino si spingerà fin sul Mediterraneo centro-occidentale, agevolando lo sviluppo di una “Warm Conveyor Belt”, di tipo “forward”,  che risalerà lungo il lato anteriore della circolazione ciclonica chiusa in quota. Entro la giornata di domani la “Warm Conveyor Belt”, in fase di formazione sull’entroterra desertico algerino, interesserà la Sardegna e la Sicilia, favorendo un notevole aumento della copertura nuvolosa, con delle associate precipitazioni che interesseranno la Sicilia orientale e la Calabria ionica. Fenomeni che localmente verranno enfatizzati dall’attivazione di una moderata e umida ventilazione dai quadranti orientali, proveniente dal mare a sud di Creta e dallo Ionio, capace di ammassare una nuvolosità più consistente sui versanti sopravento (orientali) di Iblei, Etna, Peloritani, Aspromonte e Serre.