Meteo didattica: il fenomeno dell’evaporazione, la sua complessità e gli aspetti fondamentali

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In questo articolo di meteo didattica cercheremo di analizzare gli aspetti principali sul fenomeno dell’evaporazione. La quantità di vapore acqueo che evapora dalla superficie terrestre è un elemento molto utile in meteorologia. La temperatura reale è senza dubbio l’elemento principale da cui dipende l’evaporazione. In genere quanto è più alta la temperatura tanto più aumenta il tasso di evaporazione. Ma anche l’umidità relativa ed il vento hanno la loro notevole influenza. Se la massa d’aria è satura l’evaporazione cessa, se invece è più secca avviene molto più facilmente. L’azione del vento facilita l’evaporazione, questo perché l’aria, a contatto con una massa d’acqua (che sia il mare, l’oceano o un lago), viene cambiata continuamente ed allontanata l’aria umida. Il valore corrispondente dell’evaporazione media di tutta la Terra è di 1 metro all’anno. Cifra che viene di continuo compensata dalle precipitazioni. Ciò pero non corrisponde nelle varie aree del pianeta visto che molto spesso i fenomeni di evaporazione e precipitazione hanno un andamento opposto.

Generalmente l’evaporazione aumenta nelle aree desertiche, dove le precipitazioni sono molto scarse e irregolari, mentre nelle aree a forte piovosità, come nella regione equatoriale, il tasso di evaporazione raggiunge i valori più bassi riscontrabili. Come abbiamo già detto l’energia necessaria all’evaporazione è fornita niente meno che dalla radiazione diretta del sole. L’energia media solare, assorbita nel fenomeno dell’evaporazione, è di circa 1/3 di quella totale che raggiunge il suolo. In alcune regioni i valori misurati dall’evaporazione superano quelli che si avrebbero se tutta l’energia della radiazione solare venisse impiegata per l’evaporazione. Ad esempio, in Egitto e nel deserto sudanese, l’evaporazione raggiunge valori di ben 6-7 metri all’anno. Sul mar Rosso, che non per caso è il mare più caldo del pianeta, l’evaporazione arriva a superare i 3-4 metri all’anno, mentre il calore indotto dalla radiazione solare sarebbe sufficiente a far evaporare circa 2-3 metri di acqua all’anno (per riuscire a far evaporare 1 grammo d’acqua sono necessarie circa 600 calorie).

Nei deserti si raggiunge il massimo indice di evaporazione

I risultati cosi ottenuti potrebbero sembrare erronei poiché le misure vengono fatte in piccole bacinelle, quindi l’evaporazione non rispecchia quelle che sono le reali condizioni del luogo. Ma i valori cosi ottenuti potrebbero essere anche reali visto che l’aria trasporta con se enormi quantità di energia. Perciò l’energia stessa, in un determinato luogo, potrebbe superare quella derivata dalla radiazione solare. Questo aspetto lascia comprendere come sia complessa ed articolata l’evaporazione. Ancora oggi, nonostante la lunghissima serie di osservazioni e gli studi compiuti, non si è arrivati ad una formula generale che riesca a rappresentare il fenomeno dell’evaporazione in modo adeguato, poiché sono troppi gli elementi e le variabili che influiscono sul fenomeno. Oltre alla temperatura reale, all’umidità relativa e al vento, molti altri se ne aggiungono (vedi la salsedine, la forma e l’estensione del bacino evaporante), al punto da rendere tanto complesso tale fenomeno. Ultimamente è stato appurato che le acque che presentano una maggiore salsedine evaporano molto più lentamente di quelle dolci (di fiumi e laghi). La differenza è attestabile attorno il 5% 6% per le acque oceaniche, la cui salsedine è del 35 %. Nei bacini molto gradi, come gli oceani, l’evaporazione è direttamente proporzionale alla superficie. Nei bacini più piccoli, come nei mari interni (vedi il Mediterraneo), la proporzionalità diventa di circa i ¾ dell’intero areale.