
Gli scienziati della Colorado State University stanno studiando le immagini nel visibile e nell’infrarosso della scia di ionizzazione rilasciata nei cieli della Russia dalla meteora che ha tanto fatto parlare di sé negli ultimi giorni. Il corpo roccioso di 17 metri, entrato nella nostra atmosfera a circa 60.000 Km/h ed esploso sugli Urali, ha causato come ben sappiamo circa 1500 feriti in tutta la regione di Chelyabinsk, tra cui centinaia di bambini. Steve Miller, vice direttore dell’Istituto per la ricerca cooperativa in atmosfera (CIRA), una partnership con la NOAA, ha analizzato le immagini dal Defense Meteorological Satellite Program (DMSP), un satellite meteorologico che ha catturato diverse immagini della scia di condensazione lasciata dalla meteora. “Siamo stati molto fortunati ad avere un satellite che attraversa la zona circostante. L’immagine ci può aiutare a capire alcuni dettagli che potrebbero essere più difficile da dedurre rispetto alle sole osservazioni di superficie” ha riferito Miller. La speranza è quella di ottenere informazioni dettagliate in merito alla velocità della meteora e al fenomeno dell’ablazione che si verifica in questi frangenti.


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