“Lo snowboard di per se’ non e’ pericoloso ma occorre buon senso, serve massima attenzione e prudenza, purtroppo continuiamo ad avere incidenti sul fuoripista dettati dal fatto che manca ancora una cultura della prevenzione nei confronti della montagna”. A dichiararlo all’Adnkronos e’ il responsabile del servizio Meteomont del Corpo Forestale dello Stato Vincenzo Romeo, commentando i recenti incidenti in Abruzzo e in Friuli. “Questo e’ un momento particolare per l’apporto di cumuli di neve fresca e vento forte in quanto si formano lastroni molto fragili e basta il passaggio di uno sciatore a crere il distacco” continua Romeo.”Comunque sarebbe opportuno ci fossero degli snow park nei comprensori sciistici per consentire le evoluzioni degli sciatori anche con gli snowboard”continua Romeo spiegando che “solo alcuni comprensori si sono organizzati”. Il responsabile di Meteomont sottolinea che “troppo spesso si improvvisa dimenticando che la montagna va affrontata con la conoscenza soprattutto quando ci si trova in ambiente innevato perche’ i rischi sono numerosi e vanno affrontati con le dovute competenze in materia di neve e valanghe. Del resto il pericolo di rimanere vittime di una valanga e’ molto elevato, il tasso di mortalita’ e’ del 50% per chi viene travolto da una slavina” avverte Romeo. Occorre quindi consultare i bollettini nazionali e quelli del servizio meteomont (www.meteomont.org) che sono ormai disponibili anche su smartphone, proprio per effettuare una valutazione locale del singolo pendio. “Infatti – spiega Romeo – abbiamo a che fare con un fenomeno, quello delle valanghe, estremamente variabile nello spazio e nel tempo: a distanza di pochi metri ci potrebbe essere un rischio importante e le condizioni possono cambiare nel giro di poche ore”. Romeo ricorda infine che nei comprensori sciistici e’ vietato andare fuoripista mentre al di fuori delle piste battute e’ consentito svolgere attivita’ scialpinistica o con le ciaspole ma e’ necessario avere una capacita’ di valutazione tale da sapere se si puo’ frequentare un pendio rispetto a un altro, una capacita’ che solo pochi possiedono, guide ed esperti a cui ci si dovrebbe affidare.
Montagna, appello della Forestale: “fuori pista solo se esperti e dopo aver consultato i bollettini”


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