NCoV: allarme in Gran Bretagna, secondo caso di “nuova Sars”. Il virus passa da uomo a uomo

Un secondo caso di NCoV, acronimo di ‘nuovo coronavirus’, e’ stato individuato in Gran Bretagna, il secondo in meno di una settimana e il terzo in assoluto nel Paese: lo ha reso noto il ministero della Sanita’ britannico, avvertendo che il virus, simile a quello della Sars e potenzialmente letale, e’ stato riscontrato in un parente stretto di un altro paziente gia’ in cura, a conferma che l’infezione virale si trasmette non solo dagli animali all’uomo, ma anche tra esseri umani. L’NCoV e’ una forma d’influenza anomala che ha sintomi analoghi a quelli di una comune polmonite ma che puo’ condurre anche a un blocco renale, come la sindrome erspiratoria acuta grave (Sars) comparsa in Cina nel 2002. I due recenti casi in Gran Bretagna portano a 11 il totale di infezioni riscontrate nel mondo. Tra coloro che si sono ammalati, cinque sono deceduti. La maggior parte si erano di recente recati nel Vicino o Medio Oriente: cosi’ e’ avvenuto per i primi due episodi registrati in Gran Bretagna, riguardanti rispettivamente una persona che era stata nel Qatar e un’altra che aveva visitato Arabia Saudita e Pakistan. Il terzo non risulta invece aver effettuato alcun viaggio: ricoverato in terapia intensiva a Birmingham, sarebbe dunque stato infettato dal familiare gia’ affetto da NCoV, anche a causa del fatto che il suo sistema immunitario era indebolito per cause pregresse, e dunque non e’ stato in grado di reagire all’infezione. Non sembra comunque che finora il morbo si sia trasmesso al personale ospedaliero, e l’allarme per la popolazione nel suo complesso rimane pertanto molto basso. Il nuovo coronavirus fu identificato lo scorso settembre dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, in un cittadino qatariota che era appena andato anch’egli in Arabia Saudita. In novembre l’agenzia Onu rese noto che il virus era stato localizzato all’interno di un’identica famiglia, sempre nel regno wahabita. La sua origine precisa e le modalita’ di trasmissione sono peraltro ancora largamente sconosciute, ma si ipotizza che a diffonderlo possano essere i pipistrelli.