Nuova stima temporale della fusione tra l’India e l’Asia da cui furono originate le vette dell’Himalaya

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Come già evidenziato in questo articolo, le vette dell’Himalaya sono un moderno residuo di enormi forze tettoniche causate dalla fusione tra l’India e l’Asia, avvenuta, secondo stime precedenti, circa 50 milioni di anni fa. E’ chiamata zona di assorbimento tra le due placche, che oggi recano tracce geologiche che permettono di ripercorrere le collisioni più drammatiche nella storia del pianeta. Ora i ricercatori del MIT hanno scoperto che questa collisione avvenne probabilmente 40 milioni di anni fa, ossia 10 milioni di anni più tardi di quanto si pensasse. Gli scienziati hanno analizzato la composizione delle rocce da due regioni dell’Himalaya, scoprendo le prove di due eventi separati: l’India si sarebbe spostata costantemente verso nord, scontrandosi in primo luogo con una serie di isole, prima di arenarsi nella placca continentale euroasiatica 10 milioni di anni più tardi. Quello che noi oggi possiamo osservare, è una porzione molto più limitata rispetto a ciò che poteva essere osservato 50 milioni di anni fa. Facendo risalire la collisione indiana-euroasiatica a circa 10 milioni di anni dopo rispetto alle stime precedenti, Oliver Jagoutz (autore dello studio) e i suoi colleghi, hanno concluso tuttavia che l’India doveva essere molto più piccola di quando gli scienziati abbiano pensato. Nel corso degli ultimi 2 milioni di anni, la placca australiana continentale è lentamente entrata in collisione con una serie di isole, conosciute come l’Arco di Sunda. I geologi hanno studiato la regione come un esempio di una fase iniziale di collisione continentale. In particolare hanno esaminato gli isotopi rivelatori di elementi chimici che si trasformano in base a fattori come il tempo e la deformazione tettonica. Una volta che il team ha identificato le firme isotopiche per la collisione, è sorta la necessità di ottenere firme simili per le rocce raccolte sull’Himalaya. Armato di grande pazienza, Jagoutz ha attraversato i terreni montuosi della regione, prelevando campioni di roccia dal nord al sud dell’area interessata. Il team ha potuto analizzare quindi tre tonnellate di rocce. I risultati hanno portato alla nuova linea temporale.