Psicosi terremoto in Garfagnana, Valensise (Ingv): “difficile capire cos’è successo ieri sera”

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Sulla vicenda della scossa di terremoto in Garfagnana “si è alimentato un ciclo di paure e preoccupazioni per le proprie responsabilità e purtroppo il risultato è stato quello che abbiamo visto“. Lo dice il sismologo Gianluca Valensise, funzionario di sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “Dopo la scossa di venerdì 25 gennaio di magnitudo 4.8 in Garfagnana – spiega Valensisefacciamo aggiornamenti quotidiani alla Protezione civile, due volte al giorno con le liste dei terremoti, le mappe e, eventualmente se lo riteniamo, valutazioni su queste sequenze. Da allora la sequenza ha avuto delle repliche numerose, oltre 200, tutte molto o troppo piccole rispetto a quello ci aspettavamo dal punto di vista statistico, di magnitudo 2-2.5″. “La scossa 3.3 nella notte tra il 30 e il 31 ha alterato l’andamento della sequenza. Per certi versi – prosegue l’esperto – era atteso un terremoto di queste dimensioni, ma la cosa importante era che la scossa si spostava verso Sud-Ovest, verso l’abitato di Castelnuovo in Garfagnana. Quindi, sulla base di queste indicazioni, nel comunicato di ieri alla Protezione civile abbiamo rimarcato il fatto che la sequenza si stava modificando con lo spostamento degli epicentri verso Sud-Ovest“. “Questa è stata la comunicazione alla Protezione civile e questa è l’informazione che la Protezione civile ha rilanciato agli enti locali. Quello che è successo dopo è difficile capirlo, ma mi sorprende che mentre queste comunicazioni avvenivano ieri mattina siano passate 12 ore prima che si innescasse quello che abbiamo visto“, conclude Valensise.