Salute: “disconnetterci” ogni tanto ci aiuta

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Un test americano, condotto dall’Università dello Utah e del Kansas ha permesso di appurare che staccarci dal mondo tecnologico che ormai ci segue, per non dire ci perseguita, ovunque, è salutare al nostro cervello. E lo è anche uscire dalle città e andare nel verde, ma non solo per respirare aria buona, ma proprio per aumentare la creatività. Ecco le parole degli studiosi: ”l’esposizione all’ambiente naturale appare avere un impatto sulla corteccia cerebrale pre-frontale la cui attivita’ e’ associata alla creativita’ e al multitasking”. ”Distaccarsi dagli oggetti tecnologici di ogni giorno come i telefoni e i social media – ha detto l’autore principale, David Strayer, direttore di psicologia all’universita’ dello Utah – permette al cervello di riposare e reinstaurare i processi di pensiero creativo”

Insomma, aiuto mentale o no, non so se anche voi avete l’impressione che a volte questi aggeggi che tanto amiamo ci tengano in ostaggio, e qualche volta la loro assenza ci fa sentire veramente più liberi. E’ un nostro diritto spegnerli, e dedicarci un pò a noi, dire per un pò a noi stessi e agli altri altri “non ci sono per nessuno”.

Per non parlare della questione del controllo. Ci preoccupiamo tanto di non essere controllati, ma il “cavallo di troia” che bypassa tutto questo non è solo un occhio magico, un grande fratello o un braccialetto alla caviglia: è proprio il nostro amato cellulare, con il quale diamo informazioni al mondo ogni secondo e su ogni metro che percorriamo. Se la mettiamo così, non è esattamente piacevole essere sempre tracciati, e non certo perché facciamo qualcosa di male. Se il concetto di libertà personale si riduce, come molti vorrebbero al “male non fare, paura non avere”, saremmo veramente al 1984 del grandissimo George Orwell