Spettacolare ciclone tropicale in sviluppo sull’oceano Indiano meridionale, non rappresenterà alcun pericolo per le terre emerse

MeteoWeb

Sta dando spettacolo senza rappresentare alcun pericolo per le terre emerse il ciclone tropicale “Gino” che nei giorni scorsi si è sviluppando sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale. Dopo essere divenuto una forte tempesta tropicale il sistema è stato promosso a ciclone tropicale, presentando una intensa attività convettiva nella parte centrale che ha contribuito nell’approfondimento del minimo barico centrale, con un sensibile rinforzo dei “venti di sbarramento” che hanno oltrepassato i 130-140 km/h attorno il nucleo del ciclone. “Gino” è il quindicesimo sistema tropicale della stagione sull’oceano Indiano meridionale. Esso è nato dalla zona di bassa pressione, designata come “92 S”, che si è sviluppato lo scorso 9 Febbraio 2013, intensificandosi in una tempesta tropicale l’11 Febbraio, per poi evolvere in un ciclone tropicale vero e proprio nelle ultime 24 ore. Soprattutto nella giornata odierna il ciclone, dopo essere transitato sopra acque superficiali molto calde, si è ulteriormente rafforzato, raggiungendo dimensioni davvero considerevoli. Per fortuna “Gino” è un ciclone molto buono, esso si manterrà a debita distanza da terre emerse o arcipelaghi abitati, sviluppandosi e dissipandosi in pieno oceano. Qualche disagio lo potrà causare alla navigazione marittima, a causa dell’intenso moto ondoso prodotto dalle sue tempeste. Onde che riusciranno ad uscire dall’area perturbata, propagandosi per centinaia di miglia al di fuori della circolazione ciclonica. Attualmente il ciclone tropicale ha raggiunto la 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti fino a 150-160 km/h e raffiche capaci di toccare i 180-190 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, dove le tempeste sono particolarmente violente.

Immagine recente del ciclone tropicale "Gino" in azione sull'oceano Indiano meridionale

I fortissimi venti ciclonici associati a “Gino” stanno sollevando un moto ondoso imponente e abbastanza confuso (come è tipico nei cicloni tropicali), con onde alte fino a 6-7 metri dentro l’area perturbata, molto insidiose alla navigazione marittima. Nelle ultime immagini satellitari viene messa in evidenza anche la formazione di un occhio centrale ben definito che però a breve verrà mangiato dalla nuvolosità convettiva che vi ruota attorno. Segno dell’inizio del processo di sostituzione dell’occhio centrale che dovrebbe terminare nelle prossime ore, allorquando il sistema si sarà spostato verso sud-sud/est, cominciando la lunga parabola discendente in direzione dei freddi mari australi (sotto i 30’ di latitudine sud), dove incrocerà le impetuose “Westerlies” delle medie latitudini che cominceranno ad eroderlo, indebolendolo sensibilmente. Già domani, scivolando verso sud, il ciclone tropicale, scorrendo su acque superficiali via via sempre più fredde e meno adatte ad alimentare l’attività convettiva, inizierà sensibilmente ad indebolirsi, declassandosi dapprima alla 1^ categoria della Saffir-Simpson, per poi ridursi a fine giornata in una intensa tempesta tropicale, con venti medi sostenuti sotto i 120 km/h. Nella giornata di venerdì “Gino” raggiungerà le medie latitudini australi, venendo agganciato dalle intense “Westerlies” che scorrono attorno le coste antartiche. Il forte “Wind Shear” prodotto da quest’ultime contribuirà a dissipare la struttura vorticosa, la quale perderà le sue originarie dinamiche “barotropiche”, tipiche nei cicloni tropicali, evolvendosi in un sistema depressionario extratropicale che molto probabilmente verrà assorbito da una delle profonde depressioni sub-polari che ruotano davanti le coste dell’Antartide, con profondissimi minimi barici, capaci di scendere anche sotto i 960-950 hpa.