Troppo mite in Alaska, piove sulle gare in slitta: competizioni annullate per assenza di neve

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La tradizionale corsa in slitte trainate da cani

Il riscaldamento globale colpisce l’Alaska e minaccia la Iditarod, celebre e massacrante corsa delle slitte trainate da cani. Temperature intorno allo zero, pioggia invece che neve, hanno costretto a modificare, accorciare o addirittura cancellare alcune gare preliminari e le qualificazioni in vista dell’appuntamento che a partire dal 2 marzo, per il 41/mo anno consecutivo, porterà decine di ‘mushers’ lungo 1.770 chilometri in alcuni degli scenari naturali più proibitivi del pianeta. La Iditarod è una rievocazione di una celebre spedizione di cani da slitta che nel 1925 raggiunse Nome in tempo per portare medicine necessarie a bloccare un’ epidemia. La corsa a tappe parte dalla principale città dell’Alaska, Anchorage, e si conclude di solito in nove giorni – condizioni meteo permettendo – proprio a Nome, sullo Stretto di Bering. ”Quest’anno però piove e non nevica”, ha detto Luan Marques, un addestratore di cani, manovrando perchè la slitta non si impantasse in una pozzanghera durante un recente addestramento. E’ stato un inverno duro per i ‘musher’: molte qualificazioni per la Iditarod come la John Beargrease nel nord del Minnesota e, in Alaska, la Don Bowers Memorial 200/300 e la Sheep Mountain Lodge 150 sono state rinviate o cancellate per asssenza di neve.

Ecco come dovrebbe presentarsi il paesaggio in questo periodo dell'anno

La Copper Basin 300, sempre in Alaska, ha tagliato il percorso di una cinquantina di chilometri perche non c’era neve in prossimita’ del traguardo: i ‘musher’ hanno finito la gara senza guanti e con i parka slacciati, in condizioni proibitive di terreno per i cani: ”Per loro è come correre su una grattugia”, ha detto Monica Zappa, una addestratrice della Kenai Peninsula. L’anno scorso le precipitazioni nevose su Anchorage, la capitale del più settentrionale degli stati americani, sono state un totale di 340 centimetri, quest’anno finora meno di un metro secondo i dati del National Climatic Data Center. ”Uno dei problemi con il cambiamento climnatico è che le latitudini più alte sono più vulnerabili”, ha commentato con il New York Times il climatologo Jake Crouch. Il riscaldamento globale, e le gare cancellate, costituiscono un handicap soprattutto per i ‘musher’ alle prime armi: per qualificarsi alla Iditarod, gli addestratori di cani da slitta devono completare almeno due corse da 500 chilometri più una serie di gare aggiuntive per un totale di 1.200 chilometri.