A distanza di un anno dalla grande nevicata del febbraio 2012, che ha causato danni alle aziende agricole romagnole per complessivi 40 milioni di euro, per molte aziende – che hanno avuto danni a stalle, serre, fienili e capannoni – non e’ stato ancora possibile riprendere a pieno ritmo la propria attivita’. La denuncia arriva da Coldiretti E.Romagna, che sottolinea che gli unici finanziamenti per le aziende agricole sepolte dalla neve hanno coperto poco piu’ del 10% dei danni (4,7 milioni di euro). Il problema, spiega Coldiretti, e’ che per poter accedere ai finanziamenti occorre dimostrare di aver avuto una riduzione del 30% della produzione aziendale. Cosa non facile per le imprese che hanno avuto danni ai capannoni e alle macchine, ma non alle produzioni. I fondi che la Regione ha messo a disposizione nel Piano di Sviluppo rurale per risanare i danni strutturali rappresentano solo il 50% della spesa. “La conseguenza – afferma Coldiretti – e’ inevitabile: con risorse limitate, molti imprenditori hanno deciso di non ricostruire. Questo riguarda soprattutto i capannoni, in particolare gli allevamenti, con una perdita di ricchezza in termini di capi allevati (polli, ma anche pecore e mucche) e di strutture, che si traduce anche in meno posti di lavoro”. I 40 milioni di euro di danni riguardano soprattutto allevamenti, florovivaismo e impianti di frutta e ulivo. Le zone piu’ colpite sono state quelle della Valmarecchia, nel riminese, e le vallate di Cesena, in particolare la vallata del Savio, dove un allevamento di polli da solo ha avuto danni per 300mila euro e sta facendo fatica a ripartire.
Un anno fa la “bomba” di neve in Romagna, aziende ancora oggi in ginocchio


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