Una compatta “Warm Conveyor Belt” copre i cieli dell’Italia meridionale, diversi “Clusters temporaleschi” si stanno sviluppando sulla sua coda

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In queste ore sulle regioni dell’Italia meridionale corre un enorme sistema nuvoloso, nel settore caldo pre-frontale, che dalla Tunisia meridionale e dalla Tripolitania si muove a gran velocità in direzione dell’Europa carpatico-danubiana, fino a raggiungere con le proprie propaggini più settentrionali la Polonia, venendo alimentato in alta quota da un intenso “getto” che dall’entroterra algerino e libico risale fin verso l’area balcanica, presentando massimi di velocità sopra il sud Italia. Si tratta di una “Warm Conveyor Belt”, un flusso d’aria calda che si origina esternamente al sistema frontale, a partire dai livelli più bassi della troposfera, e s’inserisce nel settore caldo, davanti il fronte freddo avanzante, favorendo la nascita di un grande corpo nuvoloso associato al flusso caldo e umido. Proveniente dai quadranti meridionali continua il suo movimento verso nord, salendo di quota con la trasformazione adiabatica secca sino a quando non raggiunge la saturazione, interagendo con il sistema frontale stesso. Una prima classificazione delle “Warm Conveyor Belt” è basata sulla propria traiettoria rispetto al fronte freddo. Esse si possono suddividere in “Warm Conveyor Belt” di tipo “reaward” (retrograda rispetto al fronte freddo) o di tipo “forward” (in avanti rispetto al fronte freddo). In questo caso ci troviamo di fronte ad una “Warm Conveyor Belt” di tipo “reaward”, con una diffusa nuvolosità che si confonde con il fronte freddo.

Nella parte avanzante prevalgono le nubi alte e sottili, ma progredendo in direzione del fronte freddo la nuvolosità diventa sempre più spessa (nembostrati fino ai cumulonembi). Lungo l’area di sovrapposizione con il fronte freddo vi è un elevata presenza di nubi convettive che si localizzano in corrispondenza del fronte freddo al suolo. Proprio in questo punto si possono sviluppare “Clusters temporaleschi” molto violenti, capaci di apportare intensi carichi precipitativi e grandinate. Bisogna pure sottolineare come l’instabilità convettiva può essere esacerbata quando, nelle “Warm Conveyor Belt” di tipo “reaward”, il “getto polare”, dall’area post-frontale attraversa il fronte freddo per poi scorrere al di sopra del flusso caldo. Di solito i fenomeni più intensi si concentrano nella parte più prossima al fronte freddo, dove si riscontra un sensibile aumento dell’instabilità convettiva. Altre intensificazioni delle precipitazioni sono da imputare principalmente ad effetti orografici, lo “stau” o alla presenza della “corrente a getto” (con i massimi di velocità, detti “Jet Streaks”) trasversale rispetto alla posizione del fronte freddo. Tale configurazione può risultare molto esplosiva, basti pensare che gran parte degli eventi alluvionali registrati in Italia sono associati a questo tipo di congiuntura sinottica.

I "Clusters" in sviluppo sui mari dell'Italia meridionale

Al momento notiamo come l’estesa nuvolosità associata alla “Warm Conveyor Belt” si confonde per intero con quella del fronte freddo esistente nei bassi strati, al traverso della Sicilia e del basso Tirreno. Non per caso proprio in quest’area si sta registrando un alto indice d’instabilità che sta agevolando la formazione di diversi “Clusters temporaleschi”, ora in azione fra la Sicilia orientale e il basso Tirreno, in rapido movimento verso le coste della Calabria e della bassa Campania. Altri intensi temporali nelle prossime ore si svilupperanno sopra le acque del Canale di Sicilia e sullo Ionio, con imponenti cumulonembi pronti a spingersi (grazie all’intenso “getto” che scorre in alta quota con velocità molto elevate sullo Ionio e sul basso Adriatico) davanti il fronte freddo avanzante, in parallelo rispetto all’asse di quest’ultimo, dando cosi la stura a rovesci e manifestazioni temporalesche, anche con una componente grandigena, fra Sicilia, Calabria, Basilicata meridionale e dalla tarda serata pure sul Salento, dove sono attesi rovesci anche di moderata o forte intensità. Ma “Cellule temporalesche marittime” e “Cluster” sorgeranno anche sul Canale di Sardegna e lungo le coste di Algeria e Tunisia settentrionale, dato l’ingresso di correnti decisamente più fredde, di estrazione oceanica, sul Mediterraneo centro-occidentale, con sostenuti venti da O-NO e NO, in rapida propagazione in direzione del basso Tirreno e del Canale di Sicilia, pronti a scalzare lo strato di aria mite e molto umido appena depositato dal corposo flusso meridionale (pre-frontale) ora attestato fra mar Ionio e Canale d’Otranto. Tanta instabilità che si prolungherà fino a gran parte della giornata di domani su buona parte del meridione.