Vulcani: nuovo studio sull’eruzione dell’Eyjafjallajokull, quantità di cenere emessa molto superiore alle previsioni

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La quantita’ di cenere rilasciata dal vulcano islandese Eyjafjallajokull durante l’aprile del 2010 fu significativamente sottostimata al momento dell’eruzione, secondo un nuovo studio di un team di ricercatori dell’Universita’ di Bristol. Per questo, il gruppo ha messo a punto un nuovo modello che permette di calcolare l’ammontare di cenere dispersa nelle nuvole vulcaniche con maggiore accuratezza. Il modello potrebbe offrire un aiuto fondamentale nella gestione degli spazi aerei durante le eruzioni in futuro. Le eruzioni vulcaniche esplosive, come quelle dello Eyjafjallajokull nel 2010 e del Grimsvotn nel 2011, iniettano nell’atmosfera enormi quantita’ di cenere che si distribuiscono su grandi distanze. La gestione degli spazi aerei durante queste emergenze si basa proprio sulla previsione accurata della diffusione della cenere. Un requisito fondamentale per una stima efficace e’ il calcolo della velocita’ con cui il materiale e’ consegnato dal vulcano all’atmosfera. Il nuovo studio condotto dal matematico Mark Woodhouse ha dimostrato che le condizioni del vento al momento dell’eruzione hanno un impatto significativo sull’altezza della nuvola di cenere e che sottovalutare quest’impatto porta a sbagliare per difetto le previsioni delle percentuali di cenere immesse nell’atmosfera dal vulcano in eruzione. Il nuovo modello incorpora questo parametro a diversi dati metereologici per affinare le stime. La ricerca “Interaction between volcanic plumes and wind during the 2010 Eyjafjallajokull eruption, Iceland” e’ stata descritta sul Journal of Geophysical Research.